Area Badia al Pino: la replica Filcams alla diffida Tiger

Confermate notizie e valutazioni. La vertenza continua
Vertenza area di servizio Badia al Pino est. La Filcams Cgil di Arezzo replica alla diffida del gestore confermando, punto per punto, quanto dichiarato e lo fa con una lettera inviata all’azienda Tiger. E annuncia che la mobilitazione sindacale continua.
“Il contenuto del comunicato stampa di ieri – scrive la Filcams - si fonda sui fatti così come conosciuti e acquisiti dai lavoratori interessati e da altre testimonianze al momento della sua redazione”.
Il sindacato contesta la diffida aziendale. “Non corrisponde a quanto accaduto quello da Voi dichiarato in merito alla chiusura dell’intera area di servizio, poiché, al contrario, l’adiacente attività di ristorazione era perfettamente presidiata e operativa. Risulta alla scrivente Organizzazione Sindacale che Autostrade per l’Italia avesse predisposto e preannunciato la chiusura del tratto autostradale con decorrenza dalle ore 21.00 del 28 luglio 2026 sino alle ore 5.00 del 29 luglio 2026, ma niente affatto la chiusura dell'Area di Servizio. Per quanto di nostra conoscenza, i dipendenti prestano servizio presso l’impianto da molti anni e riferiscono di non aver mai proceduto alla chiusura della stazione in occasione di precedenti chiusure del tratto autostradale; al contrario, in tali circostanze è prassi che numerosi mezzi pesanti sostino nelle aree di servizio in attesa della riapertura della viabilità, come avvenuto anche il 28 luglio 2026”.
La Filcams lamenta anche la mancata comunicazione agli addetti: “Nessun lavoratore era stato preventivamente informato dell’eventuale chiusura della stazione di servizio conseguente all’interdizione del tratto autostradale disposta da Autostrade per l’Italia, tanto meno sono state fornite indicazioni operative su come comportarsi al termine del turno di lavoro”.
Ed ecco la puntualizzazione sul ruolo delle forze dell’ordine: “La Polizia si è recata effettivamente presso la stazione di servizio, su chiamata dei lavoratori presenti che non sapevano come fare con le chiavi. Hanno chiesto agli Agenti se potevano consegnarle a loro ma questi hanno risposto di non essere autorizzati a prelevare, quali consegnatari, le chiavi di un esercizio privato. Hanno provveduto, comunque, ad allertare le pattuglie operative mediante comunicazione radio”.
Con riferimento alle criticità organizzative ed alla carenza di personale evidenziate nel comunicato stampa, la Filcams “ribadisce la fondatezza di quanto rappresentato. Infatti, presso la stazione di servizio risultano impiegati 4 lavoratori per garantire la copertura di un servizio operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7; organico quindi ampiamente insufficiente e situazione che la scrivente Organizzazione Sindacale ha già segnalato in precedenti occasioni. Ad ulteriore conferma delle criticità organizzative denunciate, si evidenzia che anche nella giornata del 30 luglio 2026, la stazione di servizio è nuovamente rimasta chiusa per circa due ore a causa dell’assenza del personale previsto per il cambio turno, rendendosi necessario l’invio tardivo, da parte di codesta società, di un lavoratore proveniente da altro impianto”.
Sulla base di questi elementi, la Filcams di Arezzo “ritiene che il contenuto del comunicato stampa sia conforme ai fatti conosciuti al momento della sua diffusione e respinge pertanto ogni contestazione volta ad attribuire allo stesso carattere diffamatorio o comunque non veritiero”.
Il sindacato ribadisce quindi “la conservazione dello stato di agitazione in merito al complessivo della vertenza e la necessità di ripristinare nell’Area di servizio Badia al Pino est le condizioni di lavoro, di sicurezza coerenti con l’insistenza su una superficie di concessione demaniale”.

Commenta per primo.