Cavalli, cultura, arte e musica: Città di Castello e Cesena

Una serata di corse al trotto interamente dedicata all’Altotevere sabato 22 agosto
Cavalli, cultura, arte e musica. Città di Castello e Cesena sempre più unite da oltre mezzo secolo da vincoli di amicizia e passione per lo sport e le eccellenze dei due territori. Le nozze “d’oro” fra Cesena, il suo ippodromo, Citta’ di Castello e la Mostra Nazionale del Cavallo rivivono ancora oggi grazie ad una serata di corse al trotto interamente dedicata all’altotevere umbro in programma sabato 22 agosto inserita nel ricco palinsesto dell’ippica nazionale, tra l’altro nella riunione che annovera il prestigioso Gran Premio “Città di Cesena”, corsa di gruppo due, classica del trotter estivo. Un gemellaggio inossidabile che affonda le radici negli anni ’60 quando i promettenti puledri del cavalier Furio Ferri della scuderia ALMAFRA’, scendevano in pista al “Savio” con i con i colori di Città di Castello e le giubbe indossate dai driver con il simbolo bianco-rosso cittadino con Croce di Lorena centrale. La “classica” del trotter estivo e’ ormai un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del trotto che potranno assistere ad una serata all’ippodromo “Savio” di Cesena con le eccellenze del territorio in vetrina. Da oltre 50 anni, Città di Castello e Cesena, sono legate grazie all’intuito di “pionieri dell’ippica” degli anni ’60, come i cavalieri, Furio Ferri, protagonista assoluto, Riccardo Gualdani ed altri appassionati che hanno lasciato in eredità un evento unico nel suo genere. La serata targata altotevere umbro infatti, ormai costituisce l’evento simbolo di amicizia e collaborazione fra la città di Raffaello, Luca Signorelli e Alberto Burri e la Valle del Savio. Quella in programma sabato 22 Agosto, sarà infatti una riunione di corse al trotto dedicata al Comune di Città di Castello, alla Mostra Nazionale del Cavallo (oltre mezzo secolo di edizioni) a padre Danilo Reverberi, frate francescano esperto sopraffino e amico dei cavalli scomparso quattro anni fa. Ed ancora i premi intestati all’allevamento umbro di cavalli di qualità con il titolare di una delle più prestigiose scuderie del Centro-Italia, Sergio Carfagna, (allevatore di Iglesias, Irina e Via Lattea, la cavallina bianca che ha stupito il mondo e la scienza ed ora di Love Pax con il cuore bianco in fronte) e al “collega” di galoppo e “re” Palio di Siena, Rodrigo Bei (nella leggenda per averne vinti addirittura due, nel 1998 con Re Artù e nel 2000 con Urban II) con la sua azienda Tecnosport Italia ed il noto imprenditore, Giuliano Martinelli, sportivo a tutto tondo e presidente del comparto alimentare della Cna Umbria. “Con spirito di collaborazione proseguiamo nella strada tracciata di accostare il nome della città, il marchio prestigioso della Mostra Nazionale del Cavallo, la qualità e le eccellenze dei nostri allevamenti umbri alla città di Cesena, al Savio, a cui siamo legati da decenni da amicizia che risale alla fine degli anni sessanta”, hanno dichiarato il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi e gli assessori, Letizia Guerri, Michela Botteghi e Riccardo Carletti a nome di tutta la giunta, nel ribadire “la costante occasione di promozione del territorio e delle bellezze artistico, culturali, ambientali ed eccellenze agroalimentari che da anni ormai in estate si rinnova grazie alla serata dedicata a Citta’ di Castello, alla Mostra Nazionale del cavallo e ai suoi protagonisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’ippica. L’occasione del bicentenario dalla nascita di Maria Anna Marzia Alboni, detta Marietta, destinata a diventare una delle più grandi cantanti liriche della storia, che ha segnato la sua vita e attività artistica straordinaria fra Città di Castello, dove è nata, e Cesena, rende ancora più significativa la serata di corse”. Allieva di Gioachino Rossini, con il quale mantenne per tutta la vita un rapporto di stima e amicizia, Marietta Alboni fu protagonista di una straordinaria carriera internazionale, esibendosi nei principali teatri europei e negli Stati Uniti. Lirica e trotto dunque per celebrare uno sport, l’ippica che appartiene alla storia dell’Italia.

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