Gli Sbandieratori di Arezzo aprono le porte della loro storia

“Arezzo Città delle Bandiere”: inaugurato il nuovo percorso espositivo permanente
Da Liverpool a Tokyo, da Soweto a Buenos Aires, passando per Piazza Grande. In sessantasei anni di storia gli Sbandieratori di Arezzo non hanno soltanto portato nel mondo l’arte della bandiera, ma hanno accompagnato e rappresentato la città in alcuni dei momenti più significativi della storia contemporanea, diventandone ambasciatori di cultura, tradizione e identità. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo percorso espositivo permanente “Arezzo Città delle Bandiere” inaugurato oggi nella sede sociale degli Sbandieratori di Arezzo, in Piazza del Praticino, affacciata sulla splendida Piazza Grande, cuore della città. Una cerimonia inaugurale affollata alla quale hanno preso parte le autorità cittadine, i rappresentanti della Giostra del Saracino, insieme a numerosi ospiti e sostenitori che hanno voluto condividere questo importante momento per una realtà che rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di Arezzo nel mondo.
Il percorso espositivo nasce con l’obiettivo di valorizzare e rendere accessibile un patrimonio storico, documentale e umano costruito in oltre sei decenni di attività, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino la storia del gruppo e il suo legame profondo con la città.
L’esperienza prende avvio da un prologo ospitato nella sala assemblee: uno spazio volutamente essenziale, privo di reperti, fotografie o costumi, dove parole chiave e suggestioni accompagnano il visitatore verso i temi che caratterizzano l’intero percorso, anticipandone valori, cultura ed emozioni.
Il concept del percorso si ispira ai quattro capitoli del volume “Bandiere al vento”, recentemente edito dall’associazione; gli ambienti sono preceduti da cartelli con QR-code che accompagnano il visitatore attraverso pagine web e contributi audio.
Il primo ambiente è la Sala della Tradizione, dedicata alle radici del gruppo e al legame indissolubile con la Giostra del Saracino. Qui trovano spazio costumi storici completamente restaurati, strumenti e bandiere d’epoca, manifesti e cimeli legati alla manifestazione aretina. Al centro della sala è custodito uno dei reperti più preziosi dell’intero percorso: il diario del professor Vittorio Dini, primo direttore tecnico degli Sbandieratori, aperto alla pagina del 16 novembre 1960 che documenta l’incarico ricevuto per la formazione sperimentale del gruppo, segnando simbolicamente la nascita dell’avventura degli Sbandieratori di Arezzo.
La seconda sala, Territorio e Luoghi, racconta l’ideale viaggio degli Sbandieratori da Piazza Grande attraverso il mondo. In un patrimonio di oltre 2.200 trasferte realizzate dal 1960 a oggi, la selezione video-fotografica raccoglie immagini e testimonianze dei successi ottenuti nel tempo e nei diversi continenti. Una parete è inoltre dedicata ai primi Giochi Internazionali della Bandiera, ospitati ad Arezzo nel 1967. A dominare la sala, una grande installazione grafica lunga circa quattro metri che raccoglie una parte dei nomi delle località raggiunte dagli Sbandieratori, mettendo idealmente sullo stesso piano metropoli come Rio de Janeiro, Sydney, Tokyo e i piccoli centri abitati della nostra provincia, a testimonianza di un legame che unisce il mondo intero alle radici aretine.
La Sala della Storia segue una “linea del tempo” che introduce il visitatore in un viaggio attraverso una selezione dei numerosi contatti fra gli Sbandieratori e la grande storia contemporanea, dei cui cambiamenti epocali il Gruppo è stato in più occasioni testimone. Dopo un’introduzione sull’evoluzione della bandiera e del suo significato nei secoli (dai documenti storici più antichi, alla funzione militare dei vessilli, fino alla trasformazione in elemento spettacolare e identitario), il percorso nasce dalla trasferta della delegazione della Giostra del Saracino a Liverpool nel 1960, momento dal quale prese forma l’intuizione destinata a diventare il Gruppo Sbandieratori di Arezzo, per snodarsi attraverso alcuni dei momenti chiave della sua storia.
L’esperienza si conclude nel Corridoio delle Emozioni, uno spazio “immersivo” dove il soffitto rivestito di bandiere in seta ne richiama il movimento, mentre grandi immagini evocative e un sottofondo sonoro composto dai rumori della Giostra e dal fruscio dei vessilli accompagnano il visitatore in un finale volutamente suggestivo e coinvolgente, al quale fanno corredo i nuovi bozzetti dei costumi, a testimonianza del legame con il territorio della provincia di Arezzo. Emblematica la dedica “a tutti gli Sbandieratori di ieri, di oggi e di domani”.
Tutti i reperti e i contenuti espositivi sono corredati da didascalie in italiano e inglese, con l’obiettivo di rendere la visita accessibile anche ai numerosi ospiti internazionali che visitano la città.
Il progetto preliminare dell’allestimento è dell’architetto Martina Municchi mentre la realizzazione esecutiva è opera di una squadra di ragazzi del gruppo attivo coordinata da Leonardo Calcini. L'iniziativa è stata resa possibile anche grazie al sostegno di Autonoleggi Moretti, storico partner dei viaggi del Gruppo.
“Questo percorso nasce dalla volontà di condividere con la città un patrimonio costruito in sessantasei anni di storia, fatto di persone, viaggi, sacrifici, successi e relazioni. Abbiamo voluto chiamarlo ‘Arezzo Città delle Bandiere’ perché è proprio questo che siamo diventati nel tempo: non solo un gruppo che porta in giro per il mondo i colori della Giostra del Saracino, ma un simbolo che ha legato indissolubilmente il nome di Arezzo all’arte della bandiera, in ogni continente in cui abbiamo sventolato i nostri vessilli. Gli Sbandieratori rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’identità aretina e sentivamo il dovere di conservare e raccontare questa eredità affinché possa essere conosciuta dalle nuove generazioni e da tutti coloro che arrivano ad Arezzo. È un dono che facciamo alla città e a chiunque voglia comprendere meglio la nostra storia”, dichiara il presidente degli Sbandieratori di Arezzo, Giovanni Bonacci.
“Abbiamo costruito un percorso che non fosse semplicemente una raccolta di oggetti, ma un’esperienza narrativa capace di raccontare come una realtà nata ad Arezzo sia riuscita a intrecciare la propria vicenda con quella di luoghi, persone ed eventi che hanno segnato la storia contemporanea. Le quattro sale ripercorrono i temi della tradizione, del territorio, della storia e delle emozioni per restituire al visitatore non solo informazioni, ma soprattutto il senso profondo di ciò che significa essere Sbandieratori di Arezzo”, afferma il curatore del percorso espositivo, Leonardo Calcini.
“Ho immaginato un percorso museale immersivo, un ‘viaggio’ a senso unico, nel quale ogni stanza rappresenta un tema importante che non racconta soltanto il Gruppo Sbandieratori, ma permette allo spettatore di sentirsi parte di esso, non semplicemente proponendo un’esposizione di oggetti, ma facendo vivere al visitatore ciò che significa essere uno sbandieratore”, spiega Martina Municchi, ideatrice del concept del percorso espositivo.
“Dall’imperatore del Giappone a Pelè, dalle bandiere sospese nel cielo di Manhattan tra le torri gemelle alle cerimonie inaugurali delle olimpiadi: basta ricordare anche solo queste esibizioni per dire che gli Sbandieratori meritano a pieno titolo di presentarsi alla città e ai turisti tutto l’anno e nel modo migliore. A tale proposito, l’idea geniale di rendere gli Sbandieratori ambasciatori di Arezzo nel mondo nacque per iniziativa del direttore dell’allora ente del turismo. Senza di loro, Arezzo sarebbe meno conosciuta”, sottolineano il sindaco Marcello Comanducci e il vicesindaco e assessore alla Giostra del Saracino Gianfrancesco Gamurrini.
Il percorso espositivo “Arezzo Città delle Bandiere” sarà visitabile nei fine settimana della Fiera Antiquaria. Sarà inoltre possibile organizzare visite per gruppi su prenotazione.

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