Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in visita a Sestino

Inaugurata la fontana in Piazza Sei Martiri
Domenica, 28 giugno, Sestino ha vissuto una giornata del tutto particolare, intensa per programmi e per presenze importanti. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ne è stato tra i protagonisti e il sindaco Franco Dori lo ha accompagnato a conoscere storia, arte e vivacità delle iniziative in corso con la Trentunesima “Sagra della Bistecca”.
Dal punto di vista istituzionale, il pomeriggio ha celebrato la riapertura della rigenerata Piazza Sei Martiri, lavori che hanno “ricostruito” un monumento molto caro a Sestino, cioè una fontana, da qualche decennio abbattuta per motivi di stabilità: “Restituiamo a Sestino un pezzo della sua storia” - ha introdotto il Sindaco Dori ringraziando il Presidente Giani per l’apporto e il finanziamento dei lavori, con un programma avviato quando era Assessore Vincenzo Ceccarelli, presente anch’egli nella piazza in festa.
E Dori ancora sottolineava che le aree interne meritano spazi di bellezza e di eccellenze. La nuova fontana, costituita da un grande arco, brocche a lato ed altri elementi propri delle funzioni che essa doveva assolvere in un mondo fondamentalmente contadino, ripropone lo stesso “monumento” con materiali speciali, il marmo - per “materializzare” una memoria significativa per Sestino, insieme al nome dello spazio che lo ospita, “Piazza Sei Martiri”, che fa memoria di giorni e valori di una liberà conquistata con sacrifici di vite in questi luoghi della Liea Gotica, come appunto Sestino.
Anche il Presidente Giani riprendeva il discorso della Resistenza, per poi approfondire il significato e la storia del Tricolore e dello stendardo della Regione Toscana, che abbracciavano il monumento, e i momenti e i personaggi del passaggio di Sestino alla Toscana. Negli interventi sono stati ricordati anche altri lavori, finanziati dalla regione con il PNRR, come strade, nuovi impianti sportivi.
Il Sindaco Dori sottolineava ancora l’apporto di tante persone per realizzare il progetto, frutto - tecnicamente - dell’Arch. Riccardo Butteri.
Il significato nuovo dato al monumento è inserito in un contesto ambientale e religioso strettamente attuali ed è espresso da una lapide ”Segno di misericordia, questa Piazza ospitò la Cappella delle Stimmate di San Francesco transitato per Sestino e fu abbattuta agli inizi del Sec. XIX per dar lavoro ai nostri disoccupati. Sestino A.D. MMXXV. Anno Giubilare”. Un “scritta” collocata “a latere”, sottolinea ancora: “Laudato sii, per sora nostra acqua”.
Una fontana, in definitiva, non è solo un monumento, non è solo arte, non è solo una memoria- come sembrerebbe parlando di “monumento” - è un richiamo al valore dell’acqua, al suo rispetto, alla cura dell’ambiente: creati per la vita dell’uomo. L ‘ ’Anno Francescano” così lascia un segno non solo materiale pure a Sestino. E la storica Cappella delle Stimmate – ricordata nella epigrafe - è testimoniata ancora da uno stupendo quadro raffigurante le Stimmate di S.Francesco, collocato nella attuale Pieve di S.Pancrazio, opera del pittore G.Pascaletti, di Lamezia Terme.
Giancarlo Renzi

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