Tiramisù lungo 448 metri per aiutare chi è in difficoltà: dalla Valtiberina a Londra

Maurizio Bragagni e famiglia festeggiano tre compleanni all'insegna della solidarietà
C’è qualcosa di profondamente italiano nel trasformare un momento personale in un gesto collettivo. E questa volta, Londra ne è stato il palcoscenico. Nel cuore della capitale britannica, mentre si prepara un’impresa straordinaria – un tiramisù lungo 448 metri, destinato a entrare nel Guinness dei primati con la presenza del Maestro Iginio Massari – prende forma anche una storia diversa, più intima e allo stesso tempo più potente: quella di chi sceglie di dare un significato più grande alle proprie celebrazioni. “Celebriamo 75 anni di zio Albano, i 20 anni di mia figlia Giulia Maria e i 51 anni miei con un gesto – chi parla è Maurizio Bragagni, Ceo di Tratos UK nonché console della Repubblica di San Marino per il Regno Unito - non con una semplice festa, ma con un atto che unisce generazioni, valori e responsabilità. Tre età diverse. Tre momenti della vita. Una sola direzione: dare”. Maurizio Bragagni ha quindi deciso di trasformare queste ricorrenze familiari in qualcosa che va oltre il privato. Un compleanno, un anniversario, una nuova generazione che cresce: tutto viene messo al servizio di un’idea più grande. Non celebrazione individuale, ma costruzione collettiva. “L’iniziativa del tiramisù più lungo del mondo, che si terrà alla Chelsea Old Town Hall, non è soltanto una sfida da Guinness – prosegue - è un simbolo: strato dopo strato, come il dolce che rappresenta, si costruisce un progetto che unisce persone, imprese e comunità con un unico obiettivo: sostenere chi ha più bisogno. Il ricavato sarà infatti destinato alla Esharelife Foundation, impegnata nel creare opportunità concrete attraverso educazione, supporto sociale e progetti umanitari. Ed è qui che il gesto acquista significato. In un tempo in cui spesso si celebra per mostrarsi, questa scelta rappresenta una rottura. Celebrare diventa condividere. Diventa responsabilità. Diventa lasciare un segno. Il tiramisù – “tirami su” – non è mai stato così appropriato: non solo un dolce che solleva lo spirito, ma un’azione che prova, concretamente, a sollevare vite”. Tre generazioni, una famiglia, una comunità più ampia. Londra diventa il punto di incontro tra tradizione italiana e visione internazionale, tra memoria e futuro. “Perché alla fine, non conta quanti anni si festeggiano – conclude Maurizio Bragagni direttamente da Londra - conta cosa si sceglie di fare con quegli anni”. Un gesto importante, quindi, che seppure si è tenuto materialmente nel Regno Unito ha riflessi in Valtiberina e più precisamente nel territorio di Pieve Santo Stefano dove la famiglia Bragagni risiede e opera oramai da 60 anni a capo del gruppo Tratos Cavi.

Commenta per primo.