Arriva Ivory, il social italiano che obbliga a studiare prima di condividere

La sfida dei fondatori: un ecosistema digitale dove la competenza conta più dei like
L’idea alla base di Ivory è semplice: i social moderni hanno eliminato il filtro dell’approfondimento. I fondatori Uel Bertin e Adam Nettles vogliono invertire la rotta, creando una piattaforma dove la qualità dei contenuti prevale sulla velocità. Il progetto nasce dall’esigenza di colmare un vuoto nel web, offrendo una "casa" sicura per studiosi e professionisti. L’obiettivo è democratizzare l’autorevolezza, garantendo visibilità non a chi urla più forte o diventa virale per caso, ma a chi dimostra di conoscere gli argomenti di cui scrive.
Un progetto made in Italy
Nonostante i nomi dei fondatori possano suggerire una provenienza straniera, Ivory è a tutti gli effetti una startup italiana, con il suo cuore pulsante a Benevento. Il Ceo, Adam Nettles, pur essendo nato in Louisiana (USA), vive in Italia dal 2016, dove ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università Statale di Milano inserendosi pienamente nel tessuto culturale e accademico del Paese. Al suo fianco c'è Uel Bertin, imprenditore italo-brasiliano di origini venete.
Un sistema a livelli per sconfiggere fake news e bot
Per mantenere alto il livello del dibattito, Ivory introduce una netta distinzione tra chi legge e chi partecipa. Solo gli utenti verificati possono interagire, bloccando così all'origine il problema dei bot e dei profili falsi. All'interno della community la gerarchia è chiara: esistono profili base, avanzati e accademici, definiti in base all'esperienza reale. Il confronto avviene nelle “Torri d’avorio”, aree tematiche ispirate al modello di Reddit ma regolate come una rivista scientifica, dove la credibilità di ogni utente viene valutata costantemente dalla comunità attraverso un sistema di revisione tra pari.
L’alternativa europea ai giganti della Silicon Valley
Pur rischiando l'accusa di elitismo, i fondatori difendono la scelta di premiare il merito per proteggere il valore dell'informazione. Ivory si presenta come una sfida etica ai modelli dominanti: l’interfaccia è progettata per evitare l'uso compulsivo e non esistono algoritmi studiati per creare dipendenza. Anche sul fronte economico la trasparenza è massima, con una pubblicità che non sfrutta i dati privati degli utenti. La piattaforma punta infine a diventare un marketplace per la ricerca, facilitando la diffusione e la vendita di articoli scientifici certificati da esperti.

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