Chiassai: Grazie al Ministro Schillaci il nostro punto nascita ha la possibilità di salvarsi

"Il Presidente Giani ha finalmente ammesso che ha la responsabilità della chiusura"
“Oggi c’è una chiara ammissione da parte del Presidente Giani - afferma il Sindaco - il mancato riconoscimento della deroga al nostro punto nascita è stato conseguente a una relazione presentata da Regione e Asl contenente dati palesemente errati, come purtroppo ho avuto modo di accertare e di rendere pubblico. Lo dimostra la disponibilità del Ministro Schillaci a riesaminare la richiesta di deroga attraverso approfondimenti tecnici basati sui reali tempi di percorrenza tra il nostro punto nascita e quello di Arezzo, un’analisi demografica corretta del bacino di utenza effettivo e potenziale, oltre alla valutazione delle professionalità presenti nel punto nascita, dandoci la possibilità di accantonare i dati sbagliati comunicati nel 2023.
La verità è stata confermata dallo stesso Presidente Giani, ammettendo che una possibilità esiste ancora, se la Regione fornirà una nuova documentazione e questa volta reale, al Ministero entro una settimana.
La possibilità che ci viene data non si basa su la richiesta fatta dal Presidente il 21 Gennaio 2026, solo dopo lo scandalo della notizia della chiusura da parte della Giunta del nostro punto nascita con la delibera del 30 dicembre 2025, di rivedere la soglia dei parti prevista per legge, da 500 a 400 che avrebbe richiesto un iter lungo e delicato.
Il fatto che ci venga data un’altra opportunità, è solo grazie al vero attaccamento che abbiamo dimostrato per il nostro Ospedale e la nostra comunità, grazie alla mobilitazione spontanea di tante mamme e cittadini uniti nel difendere il nostro diritto di nascere in Valdarno.
Abbiamo dovuto scoprire attraverso la stampa che la Regione in questi tre anni, nel più assoluto silenzio, aveva richiesto e ricevuto parere negativo alla deroga, abbiamo fatto accesso agli atti per avere i documenti per constatare i gravi errori che hanno motivato il parere di chiusura e che, vista la loro evidenza, non sembrano solo semplici inesattezze.
Se oggi il Presidente Giani riconosce che il Valdarno non è composto solo dai Comuni aretini, che non sono cinque ma otto, ma anche dal Valdarno fiorentino che può scegliere la maternità della Gruccia contribuendo, numeri alla mano, a garantire il rispetto delle soglie previste dalla legge, allora chiedo che queste considerazioni non restino semplici consigli, ma che provveda ad intraprendere l’iter per la formalizzazione della realizzazione di un distretto sanitario unico del Valdarno.
La proposta che avevo presentato nel 2017, fu bocciata dal Partito Democratico in Consiglio regionale, ma oggi sembra che venga condivisa l’idea della necessità di condividere politiche sanitarie omogenee, garantendo un servizio di prossimità alla comunità e salvaguardando un presidio ospedaliero che deve continuare a essere riferimento non solo per il pronto soccorso ma anche per il punto nascita.
Infine, alla luce dei gravi errori commessi tre anni fa, chiederò al Presidente e all’Assessore alla Salute Monni, grande assente in questa vicenda, di condividere preventivamente con i Sindaci del Valdarno la nuova documentazione che dovrà essere inviata al Ministero, perché è evidente che il territorio non può più fidarsi dell’azione della Regione nei confronti del futuro del nostro punto nascita”

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