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"Dateci i missili Atacms per colpire la Crimea": il pressing di Zelensky sugli Usa

Vuole distruggere i velivoli e le loro basi nella penisola occupata dal 2014

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere agli Stati Uniti armi a lungo raggio. L’obiettivo non sarebbe il territorio Russo, ma la Crimea. In un’intervista rilasciata al Washington Post, il leader di Kiev ha sottolineato come gli Atacms (Army tactical missile system) darebbero alle forze del Paese invaso la possibilità di colpire aerei e aeroporti russi nella penisola occupata, che le forze di Mosca utilizzano come base per condurre attacchi missilistici.

“La Russia ha i missili e noi no, con essi attaccano tutto: gas, energia, scuole, fabbriche, edifici civili”, ha dichiarato Zelensky. "Quando la Russia saprà che possiamo distruggere questi aerei, non attaccherà dalla Crimea. È come con la marina. Li abbiamo cacciati dalle nostre acque territoriali. Ora li spingeremo fuori dagli aeroporti della Crimea". Il presidente ha anche presentato il suo programma per la costruzione di un esercito di droni prodotti a livello domestico, alcuni capaci di colpire obiettivi fino a mille chilometri di profondità in territorio nemico, sottolineando però come essi non bastino. “Potremmo usare i droni navali per spingere la loro flotta fuori dalle nostre acque territoriali e dall'intera parte occidentale del Mar Nero, sì. Ma non è sufficiente per vincere. Questi sono droni, non missili".

I dispositivi a guida remota hanno riscosso successi innegabili. Dal 2022 a oggi, gli ucraini li hanno utilizzati per affondare molte navi della Federazione e danneggiare infrastrutture strategiche come raffinerie di petrolio e depositi di materiale bellico. Al fronte, i droni commerciali riadattati a scopi militari si sono rivelati fondamentali per assottigliare le fila delle truppe corazzate di Mosca, grazie a sistemi come la guida terminale automatizzata e l’uso dell’intelligenza artificiale. Il cielo, però, rimane il tallone d’Achille di Kiev.

Il Paese è privo di una flotta aerea capace di contrastare la controparte russa e, secondo molti osservatori internazionali, i 60 F-16 che le nazioni occidentali invieranno nel corso dei prossimi mesi non basteranno a cambiare la situazione. Colpire i velivoli di Mosca mentre si trovano a terra nelle basi avanzate in Crimea è dunque la strategia migliore a disposizione degli ucraini per limitare gli attacchi aerei nemici.Gli Atacms, e in particolare la loro versione con gittata da 300 chilometri, sarebbero la chiave di volta per raggiungere questo obiettivo, ma il loro invio è subordinato al via libera del Congresso statunitense, ancora bloccato a causa dell’opposizione dei repubblicani alla consegna di nuovi aiuti militari a Kiev senza l’adozione, da parte dell’amministrazione Biden, di misure per la riduzione dell’immigrazione clandestina al confine meridionale degli Usa.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
30/03/2024 14:14:51


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