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Gruppo Sbandieratori Sansepolcro: settant'anni di storia e di successi in giro per il mondo

Bandiere come stile di vita: il racconto del presidente Giuseppe Del Barna

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“Dalle mani di Sansepolcro sono nate le farfalle degli Sbandieratori”. Firmato: Tonino Guerra. Una frase impressa anche nella targa in marmo presente nella sede di via Giacomo Matteotti, che riassume appieno la filosofia del Gruppo Sbandieratori Sansepolcro – Città di Piero della Francesca, il quale in questo 2023 festeggia i 70 anni di storia: inizialmente ‘costola’ della Società Balestrieri, per poi costituire una compagine autonoma, tanto da essere il primo gruppo in Italia e tutt’ora il più antico tra i gruppi simili in attività. È quindi un anno importante per gli alfieri biturgensi, con un programma articolato e ricco di novità. Alla “Color Run” di metà giugno si aggiunge lo spettacolo in piazza Torre di Berta a Sansepolcro, che quest’anno è stato programmato per sabato 2 settembre. Oltre agli esercizi codificati nei manuali, gli sbandieratori si ispirano alle geometrie di Piero della Francesca, figlio più illustre di Sansepolcro, a cui sono dedicati spesso anche i colori delle bandiere. Una tradizione del passato, quindi, ispirata poi alla piena attualità. Il Gruppo Sbandieratori Sansepolcro, composto da alfieri, tamburini e chiarine, utilizza drappi dipinti a mano e indossa costumi prodotti da qualificate sartorie teatrali. Un importante sodalizio che porta il nome di Sansepolcro in giro per l’Italia e nel mondo: vedasi al proposito la permanenza per quasi due anni in America con spettacoli quotidiani nel parco di Disneyland a Orlando, in Florida. Insomma, sono tante le bandierine poggiate nel planisfero della sede del gruppo, che si è esibito con i suoi saggi davanti a personalità di spicco in tutto il mondo. Sbandieratori che al suo interno hanno anche tanti giovani, ragazzi e ragazze, frutto della decennale attività svolta nelle scuole cittadine. Si parte quindi dal basso per formare quelli che poi saranno gli alfieri del domani. Un gruppo compatto al cui timone, oramai da decenni, spicca la figura di Giuseppe Del Barna. Numerosi sono i saggi con i quali si esibiscono sistematicamente: alcuni di gruppo e altri singoli, ma con sempre il fascino della bandiera. Tutto ciò, però, comporta allenamenti periodici che ovviamente si intensificano con l’approssimarsi dell’evento. Agli spettacoli già in calendario - alcuni sono programmati di anno in anno - si sommano poi le ‘new entry’ che arricchiscono sempre il curriculum del gruppo. Un 2023, quindi, che per il Gruppo Sbandieratori Sansepolcro è iniziato nel migliore dei modi ma che potrebbe riservare ancora tante e interessanti novità nei prossimi mesi. Sono quindi una vera e propria istituzione: una realtà che, attraverso le esibizioni, è stata in grado di ritagliarsi un prestigio importante nel panorama mondiale.    

·        Come e quando nasce il Gruppo Sbandieratori Sansepolcro?

“Il gruppo nasce nel 1953 all’interno della Società Balestrieri di Sansepolcro, anno nel quale per la prima volta viene deciso di disputare il Palio in costumi rinascimentali: fino a quel momento, infatti, si svolgeva indossando abiti civili. C’è un verbale, infatti, che certifica l’acquisto di 12 bandiere. Gli anni trascorrono poi a fasi alterne fino al 1967, quando l’allora presidente Francesco Franceschini decide di dare l’incarico al professor Pellico Barbagli di riorganizzare il gruppo; vengono quindi nominati due responsabili, che sono Renato Carboni e Franco Guerrini. Da quel momento in poi gli Sbandieratori, sono andati sempre incontro a una progressiva fase di crescita. Il professor Barbagli lascia l’incarico a inizio degli anni ‘70 e per un biennio viene dato mandato di seguire il gruppo a Guido Poggini. Nel 1973, il testimone passa poi nelle mani di Piero Gennaioli, che porta all’interno del sodalizio idee nuovissime, ottima organizzazione e nuovo entusiasmo, tanto da iniziare a dare uno schema vero e proprio agli allenamenti e alla ricerca di manifestazioni. Uno dei momenti importanti è datato 1975, anno della partecipazione alla fiera di Rimini con uno spettacolo: personalmente, venni chiamato da un funzionario della Regione dell’Umbria per andare a New York insieme agli sbandieratori di Gubbio. Da quel momento in poi, la crescita è divenuta esponenziale: l’anno successivo avviamo anche un primo contatto con la Regione Toscana, quando presidente era Gianfranco Bartolini; con un pizzico di fortuna, poi, incontriamo un manager australiano che era venuto in Italia e che vuol portare gli Sbandieratori a Sydney. Un solo alfiere, ma alla fine riusciamo a convincerlo e partiamo in quattro: è la grande svolta per il nostro gruppo, poiché oltre ad aver avuto l’opportunità di conoscere tante persone tra cui Umberto Tirelli - costumista di Luchino Visconti, che si offre per realizzare i nuovi costumi - nel mese di ottobre andiamo negli Stati Uniti e, la settimana prima, di nuovo in Australia. Una piccola parentesi, perché da allora a oggi abbiamo fatto 85 tournée negli Stati Uniti, siamo stati 27 volte in Giappone, 18 in Brasile, 21 in Argentina, 4 in Uruguay e 2 in Paraguay, 6 in Messico, 3 in Canada, 4 volte in Russia, 2 in Cina e abbiamo girato tutti i Paesi europei. Nel 1978, i rapporti con la Società Balestrieri sono divenuti fortemente tesi: avevamo bisogno di una certa indipendenza economica e questo “cozzava” un po’ con lo statuto; forse, magari, c’era anche un po’ d’invidia per le tante richieste che avevamo per l’estero. Quindi, nel 1979 avviene la scissione: gli sbandieratori si dimettono e si costituiscono in maniera autonoma, prendendo il nome di Gruppo Sbandieratori Sansepolcro - Città di Piero della Francesca. Balestrieri, però, che decidono di costituire un altro gruppo sbandieratori, la cui vita si limita però a soli tre anni. Nel 1982, presidente della Società Balestrieri diventa Giovanni Tricca, che fra gli obiettivi si pone quello di ricomporre la frattura. Ci riesce, noi accettiamo questa riapertura e da allora c’è la cooperazione che ci vede impegnati in manifestazioni. Un passo indietro. Nel 1980 siamo stati chiamati, in sei, negli Stati Uniti per fare spettacoli all’interno di un parco divertimenti per un anno ed abbiamo avuto occasione anche di sbandierare alla Casa Bianca, quando presidente era Jimmy Carter. È stato il momento in cui siamo riusciti a ripianare i debiti che avevamo maturato, anche per l’acquisto dei costumi, poiché nella scissione abbiamo dovuto riconsegnare tutto il materiale. Nell’81 andiamo alle Hawaii, conoscendo stilisti importanti che ci permettono di fare spettacoli in Italia e all’estero, fra i quali mi piace ricordare Missoni e Versace. Non da meno, poi, è la parte di sostegno: nel 1984 chiediamo alla ditta Cose di Lana di sponsorizzare il nostro gruppo, accettano e la collaborazione va avanti per otto anni, tantoché nel 1992 - in occasione delle celebrazioni per il 500enario della morte di Piero della Francesca - partecipiamo a tre Columbus Day in America nelle città di New York, Chicago e Denver. Nel 1993 – per un biennio – un contributo economico è stato garantito dalla Buitoni, seppure fosse in atto la fase di passaggio a una Nestlé che lo fece poi per altri tre anni, legando il nome a Casa Buitoni. Nel 1998 nascono i contatti con l’Ingram nella figura del dottor Giovanni Inghirami, che ci propone una sponsorizzazione concreta con contratti triennali. Il primo anno è il 1999 e dal quel momento in poi non il rapporto si è mai interrotto: oltre al contributo economico, la Ingram ci fornisce divise e tutto il materiale che serve”.

·        Da quante persone il gruppo è composto?

“Attualmente le unità sono 86 e si tratta di persone in una fascia d’età compresa fra i 13 e gli 80 anni. Dal 2018 sono entrate anche le ragazze e questa era una volontà del gruppo: abbiamo colto la palla al balzo nel momento in cui siamo stati aggiudicatari del progetto europeo che, tra le finalità, prevedeva l’assenza della esclusione di genere. A oggi, sono otto quelle presenti nel Gruppo Sbandieratori, che si stanno dimostrando all’altezza di tutti gli altri componenti”.

·        Quest’anno, appunto, ricorrono i 70 anni del sodalizio biturgense: qual è il programma?

“E’ sicuramente abbastanza nutrito, poiché l’obiettivo è quello di festeggiare al meglio i 70 anni del Gruppo Sbandieratori. Nel mese di giugno, per gli ultimi giorni di scuola, è stata organizzata una ‘Color-Run’ sponsorizzata quasi interamente dalla ditta Dini Ferramenta e Colorificio di Sansepolcro. Festeggiamenti che proseguiranno dal 31 agosto al 10 settembre con una mostra a Palazzo Pretorio di tre fotografi vicini al nostro gruppo: Riccardo Lorenzi, Enzo Marchesi e Thomas Kroeckertskothen. Venerdì 8 dicembre, invece, nei locali del museo civico sarà inaugurata la mostra di Franco Alessandrini, promossa proprio dal Gruppo Sbandieratori di Sansepolcro”

·        Entriamo più nel dettaglio di quello che sarà il settembre 2023, da sempre un mese importante per i festeggiamenti rinascimentali.

“Da sempre, settembre per Sansepolcro è il mese dei festeggiamenti rinascimentali e quest’anno - posso anticipare - vi saranno anche delle novità: in primis a livello di date, almeno per la parte che interessa gli sbandieratori. Per il 1° settembre, infatti, abbiamo organizzato una grande sfilata per le vie del centro con tutti i nostri ospiti stranieri – circa duecento – e due street band che allieteranno la serata. Una partirà da Porta Fiorentina, l’altra da Porta Romana e si incontreranno in piazza mentre l’Associazione Commercianti del Centro Storico promuoverà il Ballo dei Rioni sabato 9 settembre. Sabato 2 settembre, invece, la tradizionale serata dei Giochi di Bandiera, che quest’anno per la prima volta viene anticipata di una settimana. Una simile scelta è stata fatta – con l’intenzione di diventare poi data fissa – per presentare il nostro spettacolo ai tanti turisti che ancora sono a Sansepolcro in quei giorni. Nonostante ciò, il Palio della Balestra verrà sempre onorato. Tutte queste iniziative per i nostri 70 anni sono rese possibili grazie ai numerosi sponsor che ci sosterranno, tra cui Ingram naturalmente che è sponsor ufficiale, poi Tiber Pack, Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia, Tratos Cavi, Vimer, Salumificio Valtiberino, Ediltevere, Busatti, Enoteca Guidi, La Bottega di Gragnano, Agenzia Giannini, Tizzi Auto, Giorni Ferro e naturalmente il Comune di Sansepolcro”.

·        Ma c’è anche un calendario ricco di spettacoli in tutto il mondo: giusto?

“Certamente! E parto dall’ultimo appuntamento che abbiamo in agenda, confermato nelle ultime settimane. In ottobre prenderemo parte al “Columbus Day” nella città di New York. Un 2023, però, iniziato con la partecipazione al “Mardì Grass” di New Orleans e proseguito a Torrijos in Spagna l’ultimo weekend di marzo. A maggio saremo in Australia nella città di Darwin, mentre a giugno tappa a Marsiglia. A luglio doppio appuntamento, in Germania a Middelheim e Neuburg e poi a Tortosa, in Spagna. Nel periodo di ferragosto faremo Francia e Austria e ad ottobre, appunto, di nuovo oltre oceano. Questa è solo la parte degli spettacoli all’estero: ci sono poi tutti quelli in Italia. Ogni anno, in media, il Gruppo Sbandieratori si esibisce 37-38 volte”.

·        Il Gruppo Sbandieratori Sansepolcro, però, è molto attivo anche nelle scuole: in quale maniera?

“Facciamo un programma di attività educativa opzionale con le scuole elementari, quest’anno coinvolgendo ben sette classi: tre della Collodi, altrettante della De Amicis e una delle Maestre Pie Venerini. Tutti i 146 bambini coinvolti li porteremo in piazza a settembre in occasione dei Giochi di Bandiera e sventoleranno le bandiere da loro appositamente dipinte durante le lezioni. Un progetto analogo riguarda anche la scuola media Buonarroti: viene svolta attività ginnica assieme ad un corso di 6-8 lezioni durante l’anno”.

·        Cosa apprezza di solito il pubblico delle vostre esibizioni?

“Senza peccare di presunzione, ma sicuramente la nostra bravura sia nella parte musicale che nella capacità tecnica dei singoli elementi. Offriamo sempre coreografie accattivanti con spettacoli ricchi di pathos. Tutto è sempre molto apprezzato, seppure il maggiore interesse venga raccolto dai tre esercizi oramai noti: la grande squadra ad otto elementi, la schermaglia e il singolo a 2 e 3 bandiere. La parte musicale, invece, è sempre molto ricca con melodie rinascimentali mentre altre sono composte da professionisti locali come quelle dei professori Baldelli e Claudio Menci”.

·        È vero che ogni sbandieratore realizza e dipinge la propria bandiera a mano?

“Sì, perché fa parte dell’attività del gruppo. Ogni sbandieratore, infatti, deve saper dipingere la propria bandiera. C’è anche una ragione. Il professor James Baker, grande studioso di Piero della Francesca, ha trovato un documento marcato 21 ottobre 1426 in cui lo stesso artista riceve pagamenti per 15 lire per la pittura degli otto bandieroni dei torrioni di Sansepolcro. Questa è stata un po’ la conferma, seppure nella nostra mente vi sia sempre stata la convinzione: si tratta di un’attività, quindi, che serve anche ad educare gli stessi sbandieratori all’arte della bandiera”.

·        Una curiosità: quali sono i materiali che la compongono?

“In un primo momento l’asta era in legno di faggio, poi i costi proibitivi di questo materiale e la fragilità non ce lo permettevano più: oggi sono in fibra di carbonio, quindi molto più resistenti. Il tessuto, invece, è una stoffa sintetica molto leggera che si adatta facilmente ad essere dipinta”.

·        E per quale motivo vi chiamano anche gli “alfieri”?

“L’alfiere è colui che porta la bandiera e nell’antichità erano coloro che precedevano le truppe: solitamente, questo ruolo ricoperto da giovanissimi. Mi azzardo, però, a interpretare questo termine, perché il primo manuale che codifica 27 figurazioni di bandiere è stato scritto da Francesco Ferdinando Alfieri, che era un maestro d’armi a Padova. Alfieri, Alfiere: come collegamento ci può stare”.

·        Una delle tappe più importanti è sicuramente l’esperienza americana a Disneyland: come è nata e c’è la possibilità di un ritorno nel futuro?

“È anche curiosa come cosa, perché sono stato contattato direttamente a casa. Mi hanno proposto la presenza di dieci sbandieratori nel loro parco in Florida: in fase di contrattazione, lunga e complessa tantoché sono dovuto andare per ben tre volte negli Stati Uniti, dai quattro mesi iniziali siamo arrivati a un anno. Dopo otto mesi che ci esibivamo, è arrivata la richiesta di stare nel parco un altro anno. La cosa è terminata, perché i ritmi del parco sono chiari: dare agli spettacoli una certa cadenza. Nel momento in cui stavamo parlando di un ritorno è però scoppiata la pandemia, seppure i contatti non siano mai stati interrotti. Per il Gruppo Sbandieratori, ma anche per la città di Sansepolcro, è stata una grande visibilità poiché i numeri sono eccezionali: erano previsti sette spettacoli ogni giorno, tutti i giorni, con la media di 300 persone ad esibizione”.

·        A inizio anno, inoltre, è stato rinnovato il consiglio direttivo del vostro gruppo: quali sono le nuove cariche?

“Ci sono stati alcuni cambiamenti. Io sono stato confermato presidente e i due vice sono Diego Cestelli e Riccardo Marconcini; Piefrancesco Giornelli, invece, è stato confermato nel ruolo di segretario. Luca Martini è il direttore tecnico, mentre i suoi vice sono Rossano Gori, Matteo Bianconi e Giammarco Franceschini. Mario Mambelli è il cassiere: magazzinieri sono invece Marco Alessandrini e Riccardo Cangi, responsabile del gruppo musici è Lucio Tanzi e infine “art director” è Piero Polverini”.

·        Una domanda personale a Giuseppe Del Barna: cosa rappresenta per Lei il Gruppo Sbandieratori Sansepolcro?

“Posso tranquillamente dire che è stato la mia vita. È una passione che mi ha preso fin da piccolo: la sede della Società Balestrieri era in via della Firenzuola e io abitavo in via della Castellina; ogni volta che trovavo la porta aperta, mi fermavo ad ammirare costumi e bandiere. Tanto appassionato da lasciare anche il lavoro da geometra con la ditta Pecorelli, poiché in contrasto con quelli che erano gli impegni degli sbandieratori. Fortuna che poco dopo arrivò il concorso in Comune poi vinto, altrimenti sarei rimasto anche senza lavoro. Avevo deciso di cercare una professione che mi permettesse di svolgere l’attività che mi piaceva fare: oggi sono in pensione, ma avevo sempre mezza giornata libera”. 

·        Come sono i rapporti di ieri e di oggi con le altre associazioni del territorio?

“C’è un rapporto di rispetto con tutti quanti possono dare sviluppo e promozione alla città. Ovviamente, con i balestrieri c’è un rapporto privilegiato, dolce e insieme aspro: qualche volta ci sono delle frizioni, dovute principalmente ad aspetti organizzativi, per il resto quelle persone che furono artefici della scissione oggi sono molto adulte e abbiamo con loro un rapporto più che amicale”.

·        Quali sono i prossimi obiettivi del vostro sodalizio?

“Preparare già il prossimo anno per avere sempre un calendario ricco di impegni. Inoltre, ci piacerebbe essere assegnatari di un nuovo progetto europeo: l’obiettivo è comunque quello di allargarsi molto e spaziare anche in nuovi campi. C’è l’intenzione di implementare la partecipazione dei giovani nel gruppo, ma anche mantenere una collaborazione sempre più cospicua con Casa di Rosa e l’associazione Valtiberina Autismo”.

·        C’è un sogno che vorrebbe veder realizzato quanto prima per gli sbandieratori?

“Semplice: trovare il mio successore! L’età avanza, nessuno è eterno e io sono il primo a prenderne coscienza, essendo presidente del Gruppo Sbandieratori di Sansepolcro dal 1998”.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/06/2023 07:50:29


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