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Addio a Meat Loaf, ha fatto la storia del rock

Morto a 74 anni, il suo «Bat out of hell» è stato uno dei dischi più venduti della storia

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Il cantante e attore statunitense Meat Loaf è morto all'età di 74 anni. La notizia viene data dal sito della Bbc. Meat Loaf, seudonimo di Marvin Lee Aday, noto anche come Michael Lee Aday era nato a Dallas il 27 settembre 1947. Nel 2001 cambiò legalmente il proprio nome da Marvin a Michael. Meat Loaf è stato anche nome della band di cui era cantante. Nonostante alcuni inconvenienti (tra cui la bancarotta) raggiunse un successo notevole con la sua carriera di musicista e cantante, soprattutto grazie all'album Bat Out of Hell uno dei dischi più venduti della storia del rock.  Proprio con questo disco ha vinto un Grammy nel 1994. Per il brano I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That) ottenne il Grammy Award per la migliore performance vocale. Apparso in una cinquantina di show tra cinema e tv è stato anche attore. Ha recitato nel Rocky Horror Picture Show era il Eddie il nipote del Dottor Scott dove cantò Hot Patootie/Bless My Soul, il padre di Jack Black in Tenacious D e il destino del rock e ha partecipato anche ad un episodio della serie americana Master of horror in cui era un pellicciaio nell'episodio diretto da Dario Argento. Negli ultimi anni problemi di salute ne avevano rallentato l’attività, impedendogli anche di continuare a esibirsi. Nel novembre 2021 aveva scritto su Facebook dei suoi progetti per il gennaio 2022: la serie tv Cameo e un nuovo album con sette inediti e pezzi dal vivo dagli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. In quell’occasione aveva scritto dei suoi problemi alla schiena. Era stato operato quattro volte. «Fanno un male cane. Prima delle operazioni ancora cercavo di esibirmi dal vivo, è in quelle occasioni che mi avete visto o avete letto di quando sono collassato sul palco e ho dovuto mettere fine al tour inglese. Non riuscivo a beccare le note alte per il dolore. Non una cosa lieve, ma un dolore che ti prostra. La seconda operazione nel settembre 2016 non è andata bene e la terza nel settembre 2017 è servita a rimettere a posto i danni della prima, ma non è servita. Tra il 2017 e il 2018 non riuscivo a camminare. La quarta operazione nel febbraio 2018 è stata dolorosa, ma in qualche modo mi ha permesso di vivere. Ho 13 viti che tengono su delle placche di metallo sulla schiena».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
21/01/2022 14:25:37


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