Rubrica Tecnologia

Verso il passaggio parlamentare per l'app Immuni

Il contact tracing genera timore per le conseguenze sul rispetto della privacy dei cittadini

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I partiti politici fissano i paletti da rispettare per l'introduzione di Immuni, l'app per il tracciamento dei contagi. Sia dalla maggioranza che dalle opposizioni arriva la richiesta di un passaggio in Parlamento. In prima linea il Partito Democratico. "È importante che si stia procedendo con la scelta del contact tracing come parte della strategia per condurre in sicurezza la fase due Ma un terreno tanto delicato, che riguarda i diritti e le libertà costituzionali delle persone, non può essere affrontato esclusivamente con lo strumento dell'ordinanza commissariale" ha afferma il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio

"Tener conto delle indicazioni del Garante della Privacy" 

"Si deve procedere in fretta – ha spiegato Delrio - e confrontarsi col governo ma come in altri paesi e tenendo conto delle indicazioni del Garante della Privacy, sulla sicurezza dei dati sensibili delle persone tracciate dall'app è necessario che la materia venga esaminata dalle Camere, come già richiesto dalla Commissione Trasporti di Montecitorio, nell'auspicio di giungere a una norma condivisa. Vanno assicurati la proprietà e la gestione pubblica dei dati e l' assenza di discriminazioni fra cittadini nel pieno rispetto della privacy".

Salvini: rispettare tutte le garanzie dovute ai cittadini 

Per il segretario della Lega Matteo Salvini "Usare le nuove tecnologie per combattere il virus è utile, ma con tutte le garanzie dovute ai cittadini italiani. Un commissario non può certo derogare dai diritti costituzionali senza che sia il Parlamento, e quindi il Popolo, ad essere investito di decisioni così delicate. Inoltre sulla app Immuni sono evidenti alcune gravi criticità, da molti sollevate, tra le quali: chi gestisce i dati raccolti, dove vengono conservati e per quanto e di chi è la proprietà dei dati? Garantire la protezione di diritti e dati privati degli italiani per la Lega è fondamentale, la strada scelta dal governo è pericolosa. La nostra libertà non è in vendita". 

La lettera firmata da 150 scienziati 

Nel frattempo 150 ricercatori hanno firmato un documento (chiamato Lettera 150) che fissa otto regole da seguire per poter introdurre nel modo corretto l’app di tracciamento nel nostro Paese.  Gli esperti indicano che si dovrà nominare un responsabile della distribuzione dell'app, "capace di portare accordi con soggetti come Amazon, Apple, Facebook, che farebbero mantenere attiva la app per milioni di utenti", e convincere gli utenti a utilizzare l'app anche con incentivi.

Nominare un responsabile del trattamento dati

Indicano poi la necessità di nominare un responsabile del trattamento dati che sia indipendente e di "un soggetto dello Stato" che ne curi la gestione; dovranno essere previsti poi un call center per le richieste di informazioni e un help desk per le richieste tecniche, che "prolificheranno come i tanti modelli di smartphone". Si dovrà inoltre chiarire "dove risiederanno i dati e se auspicabilmente verrà usato il cloud governativo".

App deve essere distribuita ad un minimo di 40 milioni di utenti 

L'app dovrebbe partire all'inizio della fase 2, "richiedendone l'uso a tutti i soggetti come condizione per uscire dal lockdown", distribuita a un minimo di 40 milioni di utenti secondo un piano che fissi obiettivi e tempi. Secondo gli esperti si potrebbe partire con un minimo di 20 milioni di utenti entro giugno. Poiché i dati permettono di ricostruire la rete delle frequentazioni personali di ciascuno, dovrebbero essere distrutti "in pochi giorni", evitando "nuove discriminazioni" e l'accesso da parte di "altri soggetti della pubblica amministrazione".

Collegamento con SSN e scambio dati con l'Europa 

Riguardo al collegamento con il Servizio Sanitario Nazionale, l'app dovrebbe permettere di richiedere consigli e visite mediche, tampone e test; perché le risposte siano tempestive non basteranno automatismi, come gli sms. In vista della ripresa dei viaggi internazionali, è infine importante stabilire uno scambio di dati con l'Europa, sulla base sulla raccomandazione della Commissione Europea sullo scambio di dati transfrontaliero, che l'Italia dovrà incorporare nel suo sistema e nella sua gestione".

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
22/04/2020 07:09:01


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