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Coronavirus, rallenta la crescita dei contagi. Ma le nuove vittime sono 743

Per il terzo giorno rallenta la crescita dei contagi (+3.612). I guariti sono 8.326 (+894)

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Per il terzo giorno consecutivo si registra un rallentamento della crescita del numero di contagi, mentre il numero di vittime è tornato a salire. In particolare, sono 743 i nuovi deceduti (ieri erano 601) per un totale di 6.820 persone.

Per quanto riguarda invece i soggetti positivi, ad oggi, sono 54.030 i malati: 3.612 in sole 24 ore mentre ieri si erano registrati 3.780 nuovi casi. La crescita dei contagi da un giorno all'altro è dunque del 7,2%, più bassa della crescita registrata tra domenica e lunedì (+8,1%)

Sale di 894 unità il numero dei guariti (8.326 in totale). Dall'inizio della diffusione del coronavirus in Italia, 69.176 persone hanno contratto il Covid-19 ( persone in più rispetto a ieri, contando anche morti e guariti). I pazienti ricoverati con sintomi sono 21.937; 3.396 sono in terapia intensiva, mentre 28.697 sono in isolamento domiciliare fiduciario. Sono questi i dati riferiti dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa sull'emergenza coronavirus.

"Su qualche giornale è apparsa una notizia che fa interpretare la possibilità che le misure siano prorogate di default fino a luglio. Assolutamente no. La durata delle attuali misure è il 3 di aprile. Nei giorni precedenti verranno prese le decisioni del caso rispetto al prolungamento o meno", ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Borrelli ha poi fatto chiarezza in merito ad alcune sue dichiarazioni sui numeri dei contagi. "Il mio era un discorso più ampio sul possibile numero di positivi asintomatici - ha spiegato -.C'è chi ne ipotizza di più, chi di meno. Nella intervista ho fatto riferimento a valori che potrebbero anche essere quelli, ma si tratta di un discorso empirico basato anche sul fatto che, ad esempio, tra i miei collaboratori ci sono tre positivi assolutamente asintomatici".

Per quanto riguarda i test, Locatelli ha dichiarato che "al 20 marzo sono stati aumentati ad un numero di 77 i lavoratori per la diagnostica del coronavirus. È in corso una valutazione di approcci diagnostici per l'identificazione dell'Rna virale, il golden standard, che possono ridurre i tempi tecnici rispetto ai test tradizionali, fino a tempi strettissimi. Il Paese sta facendo il massimo". Inoltre, è stato "firmato oggi tra Regione Lazio, ministero dell'Università e ricerca, ministero della Salute, Cnr e Spallanzani un protocollo per perseguire una progettualità mirata allo sviluppo e alla validazione, per poi procedere con la traslazione clinica, di un vaccino in grado di conferire protezione contro Sars-Covid-2. Mi sembra un passo assolutamente importante - ha commentato - che ancora una volta testimonia lo sforzo di tutte le realtà istituzionali del paese per trovare risposte più adeguate possibili".

Lombardia

Dopo due giorni di dati in calo, in Lombardia i numeri tornano a salire. "Quelli di ieri erano numeri anche fin troppo positivi. I dati non vanno guardati giorno per giorno, ma in un arco di tempo più ampio", ha spiegato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Il numero dei positivi supera quota 30.000: sono 1.942 i casi in più in regione che portano il totale a 30.703. "È in crescita rispetto ai +1.565 di ieri", ma in netto "calo rispetto ai +3.200 di due giorni fa", ha dichiarato l'assessore spiegando che "probabilmente questo dato un pochino più alto è dato dal fatto che i dati di Monza sono stati consegnati oggi". I ricoverati hanno raggiunto un totale di 9.711 (+445), mentre le persone in terapia intensiva hanno toccato quota 1.194 (+11). I guariti dall'inizio dell'emergenza coronavirus sono stati 6.657, con 600 persone che sono state dimesse nelle ultime 24 ore. La vittime sono 402 in più per un totale di 4.178.

Nella provincia di Bergamo, si segnala una crescita dei positivi di 257 unità per un totale di 6.728 casi. Nel Bresciano, sono 6.298 i malati (+393). "La provincia di Milano ha raggiunto i 5.701 casi di coronavirus, 375 rispetto a ieri. Milano città invece è arrivata a quota 2.297 (+121). La crescita registrata ieri era di 137 unità. A Milano, visti i dati di venerdì e giovedì, il rischio era che potesse esplodere in modo ampio il contagio, invece abbiamo una piccola riduzione", ha continuato l'assessore.

Lazio

"È una settimana decisiva e dobbiamo tenere alto il livello di attenzione soprattutto per alcune strutture a maggior rischio come le case di riposo. Oggi registriamo un dato in leggera crescita rispetto a quello delle ultime 24 ore con 188 casi di positività, ma mantenendo un trend del 12%", ha spiegato l'assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato. "Il dato davvero incoraggiante - ha continuato - riguarda i guariti che nelle ultime 24 salgono di 40 unità arrivando a 103 totali, la crescita maggiore dall'inizio dell'emergenza. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 5.535. 17 i decessi".

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
24/03/2020 19:26:58


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