Addio ad Antonino Zichichi, il fisico che ha cambiato il modo di raccontare la scienza

Il genio italiano che scoprì l'antimateria
Antonino Zichichi è stato molto più di un fisico: una figura centrale della scienza italiana del Novecento, una voce riconoscibile, un intellettuale capace di portare la fisica delle particelle fuori dai laboratori e dentro il dibattito pubblico. Per oltre mezzo secolo ha incarnato l’idea dello scienziato totale, insieme rigoroso e divulgativo, accademico e popolare.
Le origini siciliane e la formazione classica
Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, da un’antica famiglia di Erice, Zichichi si forma al liceo classico Ximenes, dove matura una solida base umanistica che accompagnerà tutta la sua carriera scientifica. Dopo la laurea in Fisica all’Università di Palermo, inizia un percorso internazionale che lo porta prima al Fermilab di Chicago e poi al CERN di Ginevra, il tempio mondiale della ricerca subnucleare.
La scoperta dell’antideutone e l’ingresso nella storia della fisica
È al CERN, nel 1965, che Antonino Zichichi firma una delle scoperte più importanti della fisica moderna: l’osservazione dell’antideutone, una forma di antimateria nucleare. La scoperta, avvenuta in parallelo con un team del Brookhaven National Laboratory, lo consacra come scienziato di caratura internazionale.
A lui si devono anche risultati fondamentali come la determinazione della costante di accoppiamento delle interazioni deboli, lo studio del momento magnetico anomalo del muone e ricerche decisive sulla struttura elettromagnetica del protone.
Erice, il Centro Majorana e le istituzioni della scienza
Zichichi non è stato solo un ricercatore, ma un fondatore di istituzioni. Nel 1963 crea a Erice il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, trasformando un borgo medievale siciliano in un crocevia mondiale della scienza, frequentato da premi Nobel e giovani studiosi provenienti da ogni continente. È anche l’ideatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi uno dei più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo, simbolo dell’eccellenza scientifica italiana.
Il professore, il divulgatore, il volto pubblico della scienza
Professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna, Zichichi è stato un divulgatore instancabile. Il suo stile diretto, la voce inconfondibile, la capacità di semplificare concetti complessi lo hanno reso familiare al grande pubblico, ben oltre le aule universitarie.La fisica delle particelle, spesso percepita come distante e astratta, grazie a lui è diventata materia viva, discussa, talvolta controversa, sempre centrale nel confronto culturale.
Scienza, fede e pensiero controcorrente
Uomo di fede dichiarata, Zichichi ha costruito ponti tra scienza e religione, sostenendo che non esistesse contraddizione tra ricerca scientifica e dimensione spirituale. Pensatore non conformista, ha spesso sfidato le mode culturali dominanti, difendendo con forza il metodo scientifico e denunciando quello che definiva “inquinamento culturale”. Una posizione che gli ha procurato critiche e isolamento, ma che non ha mai scalfito la sua coerenza intellettuale.
L’eredità di un protagonista del Novecento
Con la sua scomparsa, avvenuta nel sonno all’età di 96 anni, l’Italia perde uno dei suoi scienziati più noti e influenti. Antonino Zichichi lascia tre figli, cinque nipoti e una pronipote, ma soprattutto lascia un’eredità fatta di scoperte, istituzioni, idee e passione civile. Un’eredità che continua a interrogare il presente e a parlare al futuro della scienza.

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