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"Il Comune di Arezzo indisponibile a gestire i disastri della Regione in materia sanitaria"

L'assessore Tanti interviene anche sulla proposta di Rsa alla Balestra di Sansepolcro

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“Sindaci ‘in guerra’ per colpa della Regione, stracci che volano, interessi legittimi resi conflittuali per pura incapacità,  Comuni costretti a fronteggiarsi per far valere i loro giusti diritti: questo è stato il capolavoro che da Firenze ci hanno imposto unendo a forza, contro la volontà di tutti i sindaci, i tre distretti socio-sanitari di Arezzo, Valtiberina e Casentino e creando questo schifosissimo mostriciattolo che risponde al nome di zona unica.

Lo avevamo detto che prima o poi sarebbe avvenuto il disastro e il disastro c’è stato il 13 febbraio quando il sindaco di Sansepolcro ha portato una pratica molto importante per il proprio Comune, che però può finire per creare criticità serie ad altri Comuni della Valtiberina. Per norma regionale il parere della zona unica, anche se non vincolante, è obbligatorio e così siamo stati costretti a entrare nel merito di valutazioni delicate e a schierarsi tra chi riteneva che un sindaco ha il diritto di scegliere per la propria comunità e chi invece riteneva che doveva essere prevalente l’interesse degli altri Comuni. E comunico che neppure chi si astiene si mette al riparo perché l’astensione, visto il sistema di voto, pesa tanto quanto un voto negativo.

Ecco che ci siamo trovati nella imbarazzante e mortificante condizione di mettere bocca e decidere là dove non ci spetta, ma che è stato reso ‘obbligatorio’ dalla legge regionale che, non contenta, ha pur messo insieme territori con esigenze opposte . Che fare? Votare perché vi è l’obbligo di farlo, ma dando ‘ragione’ a chi?  

Tutti avevano e hanno ragione: ha ragione un sindaco quando chiede il ‘via libera’ per fare nel proprio Comune scelte utili per la sua comunità e hanno ragione altri sindaci quando chiedono ‘un no’ perché certi che queste scelte siano un problema per le loro. E la Regione, in una materia così importante come l’organizzazione sanitaria, scarica su una zona voluta contro tutti addirittura l’obbligo di dare un parere. Così non è più tollerabile e la città di Arezzo non è più disposta a farsi carico di un sistema assurdo e a doversi vedere ‘mercanteggiata’ nel proprio voto come se dovesse pagare il prezzo per le follie dalle sinistra toscana.

Chiedeteci tutto ma questo proprio no. Se la Regione vuole che la zona sia operativa, mandi l’assessore alla sanità regionale a fare da ‘cerimoniere’ alle stupidaggini volute dal presidente Rossi. Arezzo ha già dato”.

Redazione
© Riproduzione riservata
14/02/2020 16:13:41


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