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Asilo Nido di Soci: riapre a settembre dopo un anno di chiusura dopo la tragedia

Le domande però restano e qualche risposta proviamo a darla noi

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A settembre l'asilo nido comunale "Ambarabà" di Soci riaprirà. Dopo quasi un anno di chiusura — dal 12 novembre 2025, giorno della tragedia costata la vita al piccolo Leo — le famiglie potranno riportare i propri figli in una struttura che, nel frattempo, non ha mai avuto un'alternativa strutturata: nessuno spazio sostitutivo stabile, nessun percorso educativo alternativo all'altezza del bisogno, e soprattutto nessuna traccia concreta di quel polo 0-6 presso la scuola Mencarelli che l'Amministrazione aveva annunciato come pista prioritaria nel febbraio scorso. Di quel progetto, ad oggi, non è dato sapere nulla: non un aggiornamento, non un atto, non una parola.
 

Siamo sinceramente felici che la riapertura arrivi in tempo per l'avvio del nuovo anno scolastico: per le famiglie coinvolte è la notizia che aspettavano da mesi e non vogliamo che questo sollievo passi in secondo piano. Ma non possiamo tacere l'amaro che questi mesi lasciano. Come avevamo già documentato, l'Amministrazione non ha nemmeno preso in reale considerazione le alternative che erano state proposte — soluzioni che ricordiamo essere state fattibili e sostenibili anche dal punto di vista economico per il nostro Comune. Solo sotto la pressione mediatica sono arrivati, alla fine, pochi spiccioli: un sostegno economico tardivo e strutturato in modo tale da escludere di fatto molte delle famiglie che più avevano pagato il prezzo della chiusura.

Che cosa dice la USL, e cosa abbiamo verificato

Su questi mesi di attesa si è già scritto molto, e in una delle ricostruzioni più lucide nonchè l'ultima in ordine cronologico, quella firmata da Melissa Frulloni su Casentino2000 ("Non chiamatela pazienza"), restavano sul tavolo alcune domande che condividiamo integralmente: che cosa ne sarà del polo 0-6 annunciato presso la Mencarelli, e quali interventi sono stati eseguiti nella struttura dell'Ambarabà prima della riapertura — lavori strutturali o opere di altra natura?

Sulla prima domanda, il silenzio dell'Amministrazione parla da solo. Sulla seconda, qualcosa possiamo aggiungerlo noi: attraverso un accesso agli atti abbiamo ottenuto la nota tecnica del 12 marzo 2026, con cui l'Unità Funzionale Igiene Pubblica e Nutrizione della USL Toscana Sud Est, a seguito dei sopralluoghi effettuati, ha richiesto al Sindaco l'emissione di un provvedimento con l'elenco puntuale degli interventi necessari alla struttura. Rendiamo disponibile il documento integrale della USL, con tutte le prescrizioni richieste, perché crediamo che la trasparenza sugli atti sia il primo passo per un confronto serio con la cittadinanza.

Il documento distingue due livelli di urgenza, ed è una distinzione che vale la pena spiegare. Da un lato ci sono gli interventi indicati come condizione per la riapertura: lavori ritenuti indispensabili per la sicurezza di chi frequenta la struttura, propedeutici alla richiesta di rimozione dei sigilli. Accanto a piccole manutenzioni puntuali, compaiono criticità tutt'altro che marginali — arredi e giochi ormai usurati e non più sanificabili, fasciatoi rotti, attrezzature da gioco nel giardino fuori norma da rimuovere integralmente, una pavimentazione esterna sconnessa nell'area lattanti, intonaci deteriorati, punti ciechi nel giardino e l'assenza di recinzione alle sabbiere. Nel complesso, un quadro che va ben oltre la manutenzione ordinaria di routine.

Dall'altro lato, la USL individua un secondo gruppo di interventi — testualmente definiti di "straordinaria manutenzione che non condizionano il dissequestro e la riapertura dell'immobile" — da completare comunque entro il 31 luglio 2026: il ripristino dell'imbiancatura, l'installazione dei battiscopa mancanti, l'eliminazione della muffa dove presente, e il ripristino della continuità dei pavimenti, compromessa da cedimenti del massetto sottostante al punto da non permettere più una facile pulizia e sanificazione.

Questi ultimi, lo ribadiamo, non sono interventi legati all'emergenza della chiusura: sono, per stessa ammissione della USL, criticità che non condizionano né il dissequestro né la riapertura — problemi di lungo corso che la struttura si portava dietro indipendentemente dalla tragedia, e che solo un sopralluogo tecnico approfondito, reso necessario da un evento drammatico, ha fatto emergere e mettere nero su bianco.

Non abbiamo, ad oggi, un riscontro puntuale su quali di questi interventi siano stati effettivamente eseguiti, in che modalità e con quali tempi. Quello che sappiamo è appunto che la USL ha dato il suo benestare, precondizione per la riapertura dello spazio, confidiamo quindi nel pieno rispetto delle prescrizioni emesse come atto minimo di intervento. È un'informazione questa che l'Amministrazione dovrebbe fornire con chiarezza alla cittadinanza prima della riapertura di settembre, e che sollecitiamo formalmente.

Non è la prima volta

Questo quadro non è una sorpresa isolata. È lo stesso schema che, come Lista di Comunità, avevamo già documentato lo scorso giugno dopo il sopralluogo — ottenuto solo dopo nove mesi di richieste — nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di Bibbiena e Soci: infiltrazioni d'acqua presenti da oltre 15 anni, muffa, intonaci deteriorati, arredi usurati, assenza di manutenzione ordinaria programmata, con interventi importanti realizzati solo quando resi obbligatori per legge, mai per scelta politica di cura del patrimonio scolastico. Oggi, davanti a un asilo nido, ritroviamo la stessa fotografia.
 

Le nostre richieste

Non stiamo dicendo che questi problemi abbiano un nesso con quanto accaduto il 12 novembre — non lo sappiamo, e non spetta a noi stabilirlo: è materia dell'inchiesta in corso. Quello che possiamo e dobbiamo dire, con i documenti alla mano, è che la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture educative comunali continua a essere un punto debole strutturale dell'azione di questa Amministrazione, a Soci come nelle altre scuole del territorio.

Per questo chiediamo che l'Amministrazione renda pubblico, prima della riapertura di settembre, l'elenco puntuale dei lavori effettivamente eseguiti all'Ambarabà; che venga chiarito con atti — non con annunci — lo stato del progetto del polo 0-6 presso la Mencarelli; e che si avvii finalmente una programmazione strutturata della manutenzione ordinaria di tutte le strutture scolastiche ed educative comunali, e non solo interventi rincorsi dopo un'emergenza o una nostra ispezione.

Le famiglie di Soci hanno aspettato un anno. Meritano, insieme a tutta la comunità, risposte chiare — non nuovi silenzi.

Lista di Comunità — gruppo consiliare di minoranza, Comune di Bibbiena

Redazione
© Riproduzione riservata
11/08/2026 12:35:18


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