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Dal computer al “vanghino”: a Città di Castello tutti cercano il tartufo anche i bambini

Oltre 150 i ragazzi che sono stati coinvolti nel progetto alla vigilia del secondo weekend

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Dal computer al “vanghino”: dalla classe al parco a lezione con i tartufai. A Città di Castello tutti cercano il tartufo anche i bambini. Nella città dove nasce una trifola su tre in Italia, e il tartufo si mangia tutto l’anno, quasi 150 studenti delle scuole primarie del territorio, entusiasti e sorridenti, si sono uniti stamattina ai cavatori dell’Associazione Tartufai Alto Tevere per andare alla ricerca dei prelibati tuberi che fanno letteralmente impazzire i buongustai. Una originale e spettacolare anteprima della 46^ edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che domani sabato 7 e domenica 8 novembre, celebra il secondo week end (ingresso libero)  inebriando piazze e vie del centro storico e i suoi visitatori con l’inconfondibile e seducente fragranza del “tuber magnatum pico”. Presso il  lago dei cigni al parco di Rignaldello, è stato un successo e i baby-cavatori si sono divertiti ed hanno trascorso momenti indimenticabili a cercare il tartufo: un divertente gioco da fare con i propri coetanei, correndo e ridendo di gusto dietro ai cani impegnati nella ricerca del bianco pregiato amato in tutto il mondo. Prima una breve ed interessante lezione teorica e poi dalla teoria alla pratica con il presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti, ed il suoi cani campioni del fiuto che hanno guidato i bambini alla ricerca del prelibato prodotto della terra. Tra un incoraggiamento e un altro agli amici a quattrozampe accompagnati dai padroni, un buffetto e una carezza, una risata fragorosa per un salto o una corsa a perdifiato, i piccoli protagonisti della mattinata hanno scoperto il gusto di immergersi nella natura sulle tracce dei prelibati tartufi che nascono in Altotevere, rinnovando una secolare tradizione che nel comprensorio si tramanda di genitore in figlio e poggia oggi su 1.500 cavatori di tutte le età, con una crescente presenza di donne ed oltre 3.000 cani, numeri da primato nazionale. Quello di oggi è stato un piacere condiviso con la dirigente scolastica del primo circolo didattico Silvia Ghigi (figlia dell’indimenticato fondatore dell’associazione tartufai, Alessandro Ghigi ), insegnanti, sotto gli occhi di Letizia Guerri, assessore al Commercio e al Turismo e ai Servizi Educativi del Comune di Città di Castello, presenti con i referenti comunali. Divisi in squadre dietro ai cani guidati dai cavatori, i baby cavatori delle scuole primarie si sono sfidati a trovare i bussolotti contenenti il tartufo disseminati dagli organizzatori sotto terra e a consegnarli con precipitose corse a “Bianco”, la simpatica mascotte del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che ha preso parte alla mattinata. Accanto agli esperti tartufai anche Mattia, 16 anni e Marco Cenci, 14 anni, protagonisti di una vera e propria impresa: hanno scovato grazie al loro cane “Polly” una maxi-trifola da mezzo chilo. Due giovani tartufai che appartengono alla famiglia Cenci, dove tutti, genitori e figli hanno la stessa passione ed imbracciano il vanghino alla ricerca, con gli inseparabili cani,  del prelibato e profumato “re” del bosco. Loro sono, Diego Cenci, 47 anni, marito di Elisa Pellegrini, 38 anni, genitori di quattro figli che crescono con la passione per la secolare attività di “cavatori”. Accanto a lui, capofamiglia con il tesserino in tasca da oltre 15 anni e relativa iscrizione all’associazione tartufai altotevere, il figlio Mattia, 16 anni e Marco, 14 anni.  Un piacevole hobby e divertimento all’aria aperta in un ambiente incontaminato che prediligono alla navigazione virtuale sui social e piattaforme varie. Non è finita qui. Fra qualche tempo, appena avranno compiuto 14 anni, età prevista per legge per poter iscrivere il proprio nome e cognome sul tesserino, gli altri due figli, Manuel classe 2018 e l’ultima arrivata Matilde, bellissima bambina di due anni, saranno pronti per entrare a far parte della famiglia con il “vanghino”, da guinness dei primati.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/11/2026 14:22:57


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