Rame rubato a Badia Tedalda, i cinque restano in carcere dopo la convalida

Ieri mattina la direttissima in Tribunale ad Arezzo: l'operazione dei carabinieri di Sansepolcro
esta in carcere, dopo la convalida dell’arresto da parte del giudice del Tribunale di Arezzo, il gruppo di cinque cittadini rumeni fermati nei giorni scorsi con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso di chiavi alterate e grimaldelli. I cinque erano stati intercettati dai carabinieri della Compagnia di Sansepolcro mentre viaggiavano a bordo di due furgoni. Alla vista dei militari e all’alt intimato, i conducenti avrebbero tentato di sottrarsi al controllo, dando inizio a una breve fuga. L’intervento dei carabinieri ha permesso di bloccare entrambi i mezzi. Durante le fasi dell’operazione, uno degli occupanti avrebbe tentato di scappare a piedi, scendendo dal veicolo ancora in movimento. La successiva ispezione dei furgoni ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di rame, per un peso complessivo di circa 30 quintali. All’interno dei mezzi sono stati inoltre rinvenuti attrezzi ritenuti idonei allo scasso, che potrebbero essere stati utilizzati per compiere il furto. Gli accertamenti avviati subito dopo il fermo hanno consentito di ricondurre il materiale recuperato al cantiere del nuovo metanodotto di Badia Tedalda, dal quale il rame sarebbe stato asportato poco prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Al termine dell’udienza, l’arresto è stato convalidato ed è stata confermata la permanenza in carcere per tutti e cinque. Proseguono gli accertamenti dei carabinieri.

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