Influenza, Fimmg Arezzo: "Vaccinatevi dal vostro medico di famiglia entro la fine di novembre"

La campagna antinfluenzale è ufficialmente partita
La campagna di vaccinazione contro l'influenza è entrata nel vivo anche in provincia di Arezzo. Dal 21 ottobre la vaccinazione è aperta a tutti gli aventi diritto: over 60, bambini dai 6 mesi ai 6 anni, malati cronici, donne in gravidanza, operatori sanitari e addetti ai servizi essenziali. Negli studi dei medici di famiglia aretini le dosi saranno disponibili.
«Lo dico con la franchezza che si deve alle persone di cui ci si prende cura: vaccinatevi, e fatelo presto», dichiara Guido Santini, segretario provinciale Fimmg Arezzo. «Il vaccino ha bisogno di circa due settimane per proteggerci davvero. Per questo è importante vaccinarsi entro la fine di novembre, così da arrivare coperti quando il virus comincerà a correre».
Il medico di famiglia, la scelta più sicura
Santini richiama il ruolo centrale della medicina generale: «Il medico di famiglia conosce la storia di ogni paziente: le malattie, i farmaci, le allergie, le vaccinazioni degli anni passati. È la persona che può consigliare il vaccino più adatto e valutare se aggiungere altre protezioni. Prendete appuntamento in studio, senza aspettare l'ultimo momento, e portate con voi le vostre domande. I medici di famiglia di questa provincia sono pronti».
Agli over 65 si ricorda che, insieme all'antinfluenzale, possono essere valutate anche le vaccinazioni contro lo pneumococco e contro l'herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio). «Parlatene con il vostro medico: valuterete insieme cosa vi serve», aggiunge Santini.
L'influenza «australiana»
Con il termine «influenza australiana» si indicano i ceppi che hanno circolato nell'emisfero australe durante il loro inverno, in particolare il virus A/H3N2, capace di aggirare in parte le difese immunitarie acquisite negli anni precedenti e quindi di diffondersi con facilità. In Australia la stagione è partita in ritardo per poi accelerare; un andamento simile è atteso anche in Italia, con una crescita dei casi tra la fine di novembre e il cuore dell'inverno.
«Un inizio tranquillo può farci abbassare la guardia», conclude Santini. «Ma quando il virus accelera, gli studi medici e i pronto soccorso si riempiono. Ogni dose fatta oggi è un paziente in meno a letto con la febbre a dicembre, un nonno che passa il Natale a casa. Vaccinarsi significa proteggere anche chi non può difendersi da solo: i bambini più piccoli, i malati, gli anziani. Arezzo ha sempre saputo fare la propria parte, e sono certo che lo farà anche questa volta».

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