Comanducci, quattro mesi per non-Fare nessun cambiamento

Menchetti: Regna l'immobilismo
La delusione tra i cittadini è palpabile e cominciano ad arrivare critiche anche dai sostenitori di Comanducci e del centrodestra.
L’unica cosa che conta per l’amministrazione Comanducci sembra sia solo quella di organizzare eventi, in continuazione. Dopo le palle giganti della settimana scorsa ecco che da venerdì 9 ottobre prende il via anche il Mercato Internazionale che va avanti da venti anni. Un film oramai visto troppe volte e del quale si conosce il finale. E poi via con la Città del Natale. Arezzo assomiglia sempre più a una città dei balocchi.
Ma gli aretini vogliono davvero questo?
Era estate e faceva caldo (tanto) quando Comanducci fu eletto Sindaco e gli aretini che lo votarono riposero in lui la loro fiducia, sperando in un cambio di passo e in una differenza vera con la politica di Ghinelli, suo mentore politico da molti anni.
Adesso è autunno, piove e cominciano i primi freddi ma al Comune sembra che ci sia ancora Ghinelli Sindaco. Tutto è rimasto come aveva lasciato lui.
Non si è visto assolutamente niente di diverso, nessun segnale di cambiamento a vantaggio della città e dei dipendenti comunali. Peraltro, a scanso di equivoci, Comanducci ha subito confermato in blocco la macchina amministrativa comunale coniata dal suo predecessore. Della tanto vagheggiata riorganizzazione degli uffici non c’è traccia. L’immobilismo più totale.
Magari era proprio questo lo scopo? Cambiare tutto, inteso come sindaco e giunta comunale, per non cambiare niente?
I fatti sono che turismo, sport, cultura, commercio, manutenzioni, edilizia, case popolari, sono tutti come prima. Stessi problemi, nessuna soluzione. In compenso tanti video per i social. Il leitmotiv pronunciato come un mantra dal duo Comanducci/Gamurrini è sempre lo stesso, “faremo, studieremo, vedremo” e il tempo passa.
Nel frattempo per le opere pubbliche, nei reel per instagram/facebook Gamurrini ha recentemente aggiunto anche la congiunzione subordinata con valore ipotetico “se”, perché come dice l’assessore, quando si parla di opere pubbliche il “se” è fondamentale. Come a dire, metto le mani avanti. Se l’opera pubblica di turno, che sia la ex caserma dei vigili di via Filzi, oppure la rotatoria di via Fiorentina, o la ristrutturazione delle mura di via Padre Caprara, non si dovesse più fare o se i tempi si allungassero a dismisura, beh non è colpa mia! In fondo io ve lo avevo detto, “se”…
Da giugno a ottobre la giunta Comanducci una visione di città avrebbe dovuto averla e invece, il vuoto. Una mostra su San Francesco che sembra più il goal della bandiera che un evento culturale internazionale per la nostra città, che ambisce a palcoscenici di più ampio respiro che non sia il turismo mordi e fuggi dei banchini di natale. Nessuna iniziativa, nessuna progettualità nuova e nei musei l’attività va avanti per inerzia. La domenica Arezzo assomiglia più ad un soporifero paese di provincia che non al capoluogo. In centro pochi negozi aperti, quasi tutte catene, nessun contributo alle nuove attività, zero ristori per i commercianti di via Fiorentina costretti a subire le conseguenze di un progetto tutto sballato e del quale gli attuali amministratori, Sindaco in primis ma anche il vicesindaco Gamurrini e gli assessori Tanti e Merelli non possono negare di conoscerlo, per averlo approvato ai tempi della prima giunta dell’allora sindaco Ghinelli.
Nessuna proposta per i giovani aretini. Il flop dei voucher dell’assessorato allo sport. Nessuna soluzione per l’archivio dell’edilizia. Sul sociale zero progetti nuovi, solo il minimo sindacale per tirare a campare. Le associazioni del territorio sono state coinvolte nelle attività proposte dal Comune?
In Comune gli uffici vanno avanti per inerzia guidati dagli stessi responsabili di prima che continuano a fare il bello e il cattivo tempo. Loro si che sono il potere "vero" del Comune. Dove è la spinta innovativa e propulsiva che si aspettava da Comanducci e dai suoi assessori?
Nessun cambio di passo rispetto all’amministrazione precedente.
A quegli aretini che hanno votato Comanducci sperando di vedere un cambiamento, una discontinuità con il governo di prima, dico che si sta tornando indietro, in una sorta di “back in time” che tanto piaceva al primo cittadino. Chissà che non lo riproponga in primavera fra una fiera e un grande fratello!
Peccato Sindaco, avresti potuto fare di più e meglio, ne avevi l'opportunità e invece ad oggi è un’occasione mancata!

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