Agricoltura sociale: il seme per far crescere lavoro e integrazione di Coldiretti

Presentato a Ramarella un progetto che vede protagonisti cooperazione sociale e aziende agricole
Tutti insieme: cooperazione sociale, aziende agricole, Coldiretti, volontariato e comuni di Laterina-Pergine e Bucine. Con un obiettivo: creare occasioni di socializzazione, integrazione e lavoro per persone fragili. Con sostegni importanti: il progetto è finanziato dall’Unione Europea, dal Ministero dell’agricoltura e dalla Regione Toscana.
E’ stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella fattoriale sociale della cooperativa K2B a Ramarella, nel comune di Pergine Laterina.
Il progetto vede protagoniste la cooperazione sociale (il consorzio Isola che non c’è e la cooperativa K2B) e Coldiretti. Ma non da sole. Ci sono infatti le aziende agricole Apicoltura Cierre, Silvia Clarelli, Alessandro Gallorini, Mario Masini, Terra Etruria, Michele Valiani, Cecilia Vantini. Con le imprese, le istituzioni e cioè i comuni di Bucine e Laterina Pergine. E infine il volontariato con gli Amici dell’Ottavo Giorno.
Saranno svolte attività di agricoltura sociale. Quindi I'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilita e di lavoratori svantaggiati; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati; interventi finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità, alla diffusione della conoscenza del territorio
Presso le aziende agricole, le fattorie sociali, le amministrazioni comunali e le sedi degli altri partner saranno organizzati eventi finalizzati all’educazione ambientale e alimentare. Le giornate formative saranno mirate a soggetti fragili e unitamente aperte a tutta la cittadinanza, alle scuole e tutti gli stakeholder dei partner convolti. Altri eventi verranno programmati durante la fase di cooperazione del partenariato, sempre dedicati a soggetti fragili e bambini in età prescolare.
“Il progetto di Agricoltura Sociale – commenta Raffaello Betti, Direttore di Coldiretti Arezzo - rappresenta per la nostra associazione una risposta concreta e profondamente radicata nella nostra identità territoriale. Qui nel Valdarno Superiore, infatti, l’agricoltura diventa uno spazio vivo di comunità, relazioni autentiche e inclusione diffusa. Attraverso iniziative come i laboratori di inserimento e la cura diretta della biodiversità agricola, restituiamo centralità alla persona, offrendo opportunità di benessere a chi vive situazioni di fragilità e marginalità. Questo percorso virtuoso dimostra come le nostre aziende agricole siano veri e propri presidi sociali aperti, capaci di coniugare la sostenibilità ambientale con l'innovazione sociale e la coesione comunitaria. Fare rete insieme ai comuni, alle cooperative sociali ed alle istituzioni significa per noi costruire un futuro in cui nessuno resti indietro, valorizzando la terra e le sue risorse come strumenti insostituibili di dignità e crescita collettiva”.
Elena Gatteschi presidente del consorzio Isola che non c’è e della cooperativa sociale K2B ricorda come questo nuovo progetto s’inserisca in un solco tracciato a Ramarella da tempo: “tra poco saranno 10 anni che qui abbiamo avviate le attività sociali e agricole. Anno dopo anno, con la collaborazione dell’Asl, delle istituzioni, del volontario e adesso anche delle imprese di settore, abbiamo fatto crescere questa esperienza che è una testimonianza concreta di come il lavoro della terra e la cura dei piccoli animali della fattoria (adesso, in realtà, abbiamo anche i cavalli) siano strumenti concreti d’integrazione sociale. E’ una profonda esperienza professionale e umana anche per noi che ci ha consentito di ampliare la gamma delle nostre attività e le esperienze nei nostri servizi”.
“La fattoria sociale – sottolinea Sauro Testi, vice presidente di K2B e responsabile di Ramarella– è uno spazio abilitante per persone in carico ai servizi della salute mentale e sociali dove effettuare attività lavorative, formative, laboratori protetti – anche di tipo diurno – coerenti con i programmi terapeutici di ognuno. Allo stesso tempo, la fattoria è ormai un punto di aggregazione sociale aperto, uno spazio per le famiglie, un luogo ove trascorrere un tempo libero di qualità, facendo percorsi nel bosco, giocando e mangiando cibi a km zeo e biologici alla Merenderia-Koinè prima e K2B dopo, hanno investito direttamente in questa struttura per renderlo ulteriormente eco compatibile”.

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