Omicidio o suicidio per Mirko Frescucci trovato morto nei pressi dell'ospedale di Arezzo?

I carabinieri stanno visionando i contenuti delle telecamere che coprono la zona
Non si sa ancora se Mirko Frescucci, 40 anni, del Sodo di Cortona, è stato ucciso o si è tolto la vita con un gesto tanto cruento quanto disperato. Omicidio o suicidio? Questo il crocevia dell’indagine dei carabinieri di Arezzo sull'uomo trovato morto nel parcheggio dietro all’ospedale di Arezzo, alle 3 di notte di sabato 12 settembre, per una serie di ferite da taglio inferte in varie parti del corpo con un vetro o con una lama. L’uomo, a quanto ci risulta, nel pomeriggio di venerdì 11 settembre sarebbe stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso in preda ad un disturbo, uno stato di agitazione e inquietudine. Quindi, sparito alla vista dei sanitari, si sarebbe allontanato volontariamente dalla struttura. Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze in ambito Asl. E anche in un bar del quartiere dove pare avrebbe fatto ingresso per bere qualcosa. Forse è stata presa lì una bottiglia. C’entra qualcosa con i cocci di vetro? I carabinieri stanno visionando i contenuti delle telecamere che coprono la zona per ricostruire i movimenti del quarantenne. Persona riservata, non troppo in evidenza nel Cortonese. Ha vissuto certi periodi in provincia di Pisa. Famiglia perbene, stimata e benvoluta. Ora colpita da un grande dolore. Cosa sia successo nella notte tra venerdì e sabato è in via di ricostruzione da parte degli investigatori dell’Arma e del pm Julia Maggiore. Sarà l’autopsia a stabilire le cause esatte della morte e l’orario oltre a fornire altre preziose informazioni. Dai laboratori delle analisi scientifiche, poi, arriveranno i risultati sulle tracce di sangue e sugli elementi trovati per terra. Nessun coltello, piuttosto quei pezzi di vetro raccolti vicino al corpo. Si studia sulla compatibilità con le lesioni, sulle impronte e sulle tracce ematiche. In zona qualcuno ha sentito delle urla. Da verificare. Mirko Frescucci non aveva alcun collegamento con i traffici delinquenziali del Pionta, ma è morto a due passì da lì. Se il quarantenne, un bravo ragazzo dalla vita fuori dai riflettori, è stato la vittima di un assassino o se invece il nemico se lo portava dentro di sé, e come un demone gli ha armato la mano, ancora non si sa.

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