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Umbria: dieci anni di privatizzazione del TPL… un fallimento annunciato

"Basta privatizzazioni. Basta speculare con i soldi dei cittadini"

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Più di dieci anni fa la giunta Marini cedette il 70% del TPL umbro a Busitalia, in nome di una presunta emergenza economica. Non bastò: la FILT-CGIL spinse apertamente per la privatizzazione totale, e la giunta cedette, trasferendo il 100% del servizio a Busitalia Sita Nord Srl.

Fu la peggior scelta possibile per lavoratori e cittadini umbri.

Prima ancora che Busitalia entrasse in servizio, a fine 2015, la giunta gonfiò il compenso chilometrico riconosciuto all'azienda. Tutti i sindacati — complici — firmarono un accordo che aumentò drasticamente l'orario di lavoro a parità di salario: risultato, 100 posti di lavoro persi. Poi arrivò il referendum truffa con cui venne imposto ai lavoratori il Contratto Collettivo Aziendale Busitalia, con pesanti perdite economiche nel cosiddetto "zainetto".

Il conto lo hanno pagato anche i cittadini: in questi anni sono stati tagliati milioni di chilometri di servizio. Più precarietà per chi lavora, meno trasporti per chi ne ha bisogno. La solita storia.

Ora si riparte con le gare d'appalto. USB Lavoro Privato lo dice chiaramente: le gare non sono uno strumento di efficienza, sono uno strumento di rapina. Servono a peggiorare le condizioni di lavoro, a ridurre i servizi e a trasformare il denaro pubblico in profitto privato.

La nuova giunta? Stessa musica.

Pochi giorni fa l'assessore De Rebotti e l'amministratore di Umbria Mobilità Giacchetti hanno annunciato in conferenza stampa l'annullamento della gara d'appalto della giunta precedente. Una buona notizia? No. La gara viene annullata non per restituire il TPL al pubblico, ma per emetterne una nuova: stessa logica privatista, nuovo involucro.

Ancora una volta la sinistra fa come la destra. E ancora una volta il sindacato applaude le scelte delle amministrazioni amiche, qualunque cosa decidano.

Nel frattempo, in questi anni, abbiamo visto peggiorare le condizioni di sicurezza, aumentare la precarietà, calare i servizi. I lavoratori scappano da questo mestiere. Gli unici a non aver perso nulla sono i sindacalisti dei sindacati firmatari, che continuano a godere di benefit senza aver prodotto un solo risultato concreto per chi rappresentano.

USB Lavoro Privato rilancia la mobilitazione.

Vogliamo che la gara venga ritirata e che i servizi siano riaffidati all'azienda pubblica regionale. I milioni di utile che ogni anno il gestore privato incassa devono tornare dove appartengono: più servizi ai cittadini, migliori condizioni di lavoro, più sicurezza per chi guida quei mezzi ogni giorno.

Basta privatizzazioni. Basta speculare con i soldi dei cittadini.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/05/2026 23:10:47


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