Polizza catastrofale, scaduto il termine: cosa succede ora alle imprese

Ecco come variano i prezzi
Il termine è scaduto. Il 31 marzo 2026 si è chiusa la finestra per sottoscrivere la polizza obbligatoria contro i rischi catastrofali per migliaia di imprese italiane, in particolare per micro e piccole aziende del turismo e della ristorazione, oltre alle attività della pesca e dell’acquacoltura.
Per queste categorie il termine era stato rinviato dal decreto Milleproroghe 2026. Dal 1° aprile, dunque, le imprese che non hanno ancora provveduto risultano fuori dai tempi previsti dalla normativa e possono andare incontro a conseguenze rilevanti sul piano economico, operativo e finanziario.
Cosa prevedeva l’obbligo
L’assicurazione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, riguarda i danni provocati da eventi naturali di particolare gravità, tra cui terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. La data del 31 marzo ha rappresentato l’ultimo termine utile per le categorie interessate dalla proroga.
Le attività coinvolte dalla scadenza
La scadenza di fine marzo ha riguardato una platea molto ampia di attività. Per il comparto della somministrazione di alimenti e bevande rientravano nell’obbligo: ristoranti, pizzerie, trattorie, gelaterie, pasticcerie, bar e caffetterie, birrerie, sale da ballo, locali notturni, stabilimenti balneari Sul fronte dell’ospitalità erano interessati: alberghi, B&B, affittacamere, campeggi, villaggi turistici, ostelli, agriturismi, rifugi alpini.
Quanto costa la polizza
Le simulazioni realizzate da Facile.it hanno mostrato premi annuali tutto sommato contenuti rispetto al rischio coperto. Per un ristorante, con fabbricato da 500 mila euro e attrezzature per complessivi 300 mila euro, il costo partiva da:
- 272 euro a Milano
- 628 euro a Palermo
- 776 euro a Roma
Per un hotel, con immobile da 1,5 milioni di euro, i costi salivano a:
- 556 euro a Milano
- 835 euro a Roma
- 2.111 euro a Palermo
Cosa rischia chi non ha aderito
Sebbene non sia prevista una sanzione pecuniaria automatica, la mancata sottoscrizione della polizza comporta conseguenze concrete. Le imprese non assicurate possono infatti essere escluse da: agevolazioni pubbliche, contributi, incentivi, sovvenzioni. Inoltre, in caso di evento calamitoso, dovranno sostenere interamente i danni con risorse proprie, senza poter contare né sull’assicurazione né su eventuali ristori pubblici straordinari.
Effetti su credito e rapporti con le banche
Nel corso del 2026 la presenza della polizza Cat Nat ha assunto un peso crescente anche nei rapporti con il sistema bancario. Banche e intermediari possono tenere conto della copertura nella valutazione di: prestiti, affidamenti, linee di credito. La mancata adesione può avere riflessi anche sulla gestione societaria e, in alcuni casi, sui profili di responsabilità degli amministratori.

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