Referendum: anche questa volta il voto ha avuto un significato chiaro

Pd: un segnale politico che va ascoltato
Il referendum è uno degli strumenti più alti di partecipazione democratica, per questo anche uno dei momenti più emozionanti: è il momento in cui le cittadine e i cittadini si esprimono non sui tecnicismi, ma su principi, valori e visione del Paese. È Monarchia o Repubblica, divorzio, aborto, acqua pubblica, nucleare.
Ed anche questa volta il voto ha avuto un significato chiaro.
Il quesito toccava un punto essenziale dell’equilibrio democratico, perché stavolta ai cittadini è stato chiesto: “Vuoi che il potere esecutivo controlli il potere giudiziario?”
La risposta è stata netta. A fronte di 12.448.018 voti favorevoli alla riforma, 14.461.573 persone hanno scelto di difendere un principio costituzionale e, con esso, la nostra Costituzione. Non per retorica, ma perché è lì che si definisce l’idea di Stato che abbiamo scelto e che vogliamo essere. E, al di là di ogni tentativo di ridimensionarlo, questo è anche un giudizio sull’operato della classe di governo.
C’è chi ha provato a presentarla come una questione puramente tecnica, una narrazione che si è cercato di costruire ma che nei fatti è stata smentita: durante la campagna il messaggio è stato politico, e i cittadini hanno risposto politicamente. Era inevitabile: una riforma così complessa e così delicata insieme non poteva essere percepita come neutra.
Non è quindi solo un voto sul merito. È una bocciatura delle priorità scelte, dei temi che non parlano alla vita reale, di un linguaggio che ha stancato e di un metodo di governare che non convince.
Il voto è sempre anche un giudizio politico. E quando è così netto, rappresenta un messaggio preciso per chi governa a tutti i livelli: fermarsi, riflettere e riconsiderare le priorità.
I dati territoriali confermano questa ricostruzione.
In Toscana non c’è stata storia: 1.071.763 NO contro 771.094 SI.
Il Casentino, spesso raccontato in modo semplificato e semplicistico, definito superficialmente “orientato a destra”, si è nuovamente dimostrato una realtà articolata e attenta ai temi, una Vallata che risponde quando gli si chiede che idea di società abbia. Ha vinto ovunque il NO.
A Bibbiena il risultato è netto, il SI è terzo. 2.648 SI sono molti meno di 3.174 NO e sono meno anche di 2.987 astenuti che chiedono, sfiduciati, ascolto.
Da qui una riflessione sull’amministrazione comunale, sempre più invischiata in dinamiche politiche, tra personalismi e tattiche, sempre meno impegnata in temi strategici e di governo.
Servono coraggio, coerenza e chiarezza. Non si può stare su posizioni diverse a seconda dei momenti: prima partecipare legittimamente a elezioni e referendum con Fratelli d’Italia che ha la fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano sul suo simbolo, poi ringraziare chi ha combattuto questi ultimi per permetterci di votare.
O l'una o l'altra, altrimenti è ignavia, è ambiguità. Un'amministrazione comunale non può esserlo.
Anche per questo il risultato è stato così chiaro. Ed anche in questo caso è un segnale politico che va ascoltato.
C’è bisogno di dare voce a questa comunità, con rispetto, trasparenza e una visione condivisa, dal basso. Per questo continueremo a lavorare in questa direzione.
Siamo e saremo presenti.

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