Quale futuro per l’oro? Le ultime previsioni degli analisti di Wall Street per il 2026

Gli analisti prevedono un periodo di instabilità e volatilità
Ci sono momenti nella storia dei mercati finanziari che entrano nei libri di testo. Gennaio 2026 potrebbe essere uno di questi. Nel giro di poche settimane, il prezzo dell'oro ha infranto la soglia psicologica dei 5.000 dollari l'oncia ed è volato al record storico poco sotto 5600 dollari, prima di crollare in sole due sedute sotto 4500 dollari. Il metallo giallo ha poi recuperato quota 5000, ma da oltre due settimane oscilla nervosamente attorno a questa soglia. La domanda che tanti investitori si stanno ponendo è: la corsa è finita, o si tratta soltanto di una pausa prima di un nuovo allungo? Per provare a rispondere, la cosa migliore è guardare a ciò che pensano gli analisti.
Instabilità come fase di transizione
Justin Cardwell di Alternative Options non vede la volatilità attuale come un segnale di debolezza, ma come una fase di transizione. Il mercato, a suo avviso, si stabilizzerà solo quando l'oro tornerà in mano ad acquirenti meglio capitalizzati, capaci di sostenere posizioni senza liquidare ai primi scossoni. Una lettura simile viene da Ryan Haiss di Flynn Zito Capital Management, che considera le oscillazioni di prezzo del tutto fisiologiche in un mercato guidato dal sentiment e dalle tensioni geopolitiche, che per natura sono imprevedibili e reversibili.
C'è ancora spazio fino a 6.000 dollari
La voce più ottimista è quella di Thomas Winmill di Midas Funds, che guarda all'anno con fiducia: la svalutazione del dollaro e gli acquisti strategici delle banche centrali straniere, a suo avviso, potrebbero spingere l'oro a chiudere il 2026 oltre la soglia dei 6.000 dollari l'oncia. Una tesi che, peraltro, non è isolata: anche Société Générale e Deutsche Bank hanno alzato i loro target di fine anno a 6.000 dollari nelle ultime settimane.
La corsa dell’oro non è un rally speculativo
Infine, Trevor Yates di Global X offre forse la prospettiva più ampia. Per lui, quello che stiamo vivendo non è un semplice rally speculativo, ma l'inizio di un mercato rialzista strutturale. E in questa fase, suggerisce agli investitori di allargare lo sguardo anche alle azioni delle società minerarie, che offrono un potenziale di apprezzamento superiore a quello del metallo fisico, a fronte di valutazioni ancora storicamente depresse.

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