Umbria: tra aumenti fiscali e crisi sanitaria, la Giunta in prima linea

"I conti e le modalità con cui sono stati calcolati, lasciano spazio a forti perplessità"
Le proposte di Azione nascono con spirito costruttivo senza mettere in dubbio, in alcun modo, l’appoggio elettorale espresso a favore della Presidente Proietti. L’ultima mossa della giunta regionale umbra ha sollevato non poche polemiche: per oltre 300 milioni di euro, sono state incrementate le imposte – dall’IRPEF all’IRAP, passando per la tassa automobilistica – in una strategia presentata ufficialmente come l’unica via per evitare il commissariamento della sanità, stimata in un deficit di circa 230 milioni di euro. Ma i conti, e le modalità con cui sono stati calcolati, lasciano spazio a forti perplessità.
Il Dubbio del Disavanzo Gonfiato
I documenti rendono emergere una procedura controversa: una società privata, incaricata al costo di 130.000 euro, avrebbe elaborato il computo del disavanzo, ma l’ordine dell’operazione – avvenuto dopo la pubblicazione degli atti – ne mette in dubbio la trasparenza. Se inizialmente si parlava di un buco di 230 milioni, poi la cifra è scesa a 90 e infine a 34 milioni di euro di disavanzo a cui vanno aggiunti ulteriori 39 milioni del fondo di dotazione , per un importo complessivo certificato dal MEF pari a 73 milioni.
Considerando un bilancio regionale di circa 2,7 miliardi, un disavanzo di 70 milioni appare gestibile senza ricorrere a drastici aumenti fiscali. Da notare come già a novembre gli uffici regionali avevano individuato questa cifra, senza l’allarme del commissariamento, mentre la giunta insiste nella manovra, criticando ingiustificatamente i tecnici che avevano fornito dati più attendibili.
Un Fronte Unito di Sindacati e Centrodestra
La decisione, annunciata senza alcun confronto preventivo con le parti sociali, ha scatenato l’ira dei sindacati e l’indignazione di forze politiche di centrodestra, creando un fronte di opposizione trasversale. Ironia della sorte, la controversa operazione sembra riabilitare la precedente giunta, accusata di aver fallito nella gestione della sanità umbra: ospedali ridimensionati, servizi in calo e una crescente dipendenza dal privato hanno spinto molti cittadini a cercare cure altrove. Il nostro giudizio sulla gestione della sanità da parte della giunta Tesei rimane negativo. Infatti, negli ultimi cinque anni, il settore sanitario ha subito un progressivo depotenziamento, con ospedali ridimensionati, una riduzione dei servizi e un incremento del ruolo del privato a scapito del pubblico.
Sanità in Crisi: La Necessità di Riforme Prima dell’Aumento
AZIONE PROVINCIALE PERUGIA chiede chiarimenti sui conti reali della sanità regionale , ANCHE ATTRAVERSO UN CONFRONTO PUBBLICO E TRASPARENTE CON TUTTE LE FORZE POLITICHE e invita la giunta a riconsiderare l’imposizione fiscale, suggerendo soluzioni alternative adoperate solo dopo aver esplorato invano altre possibilità. Tra le proposte emergono:
Riorganizzazione integrale: Creare poli di eccellenza capaci di attrarre pazienti da altre regioni.
Eliminazione degli sprechi: Investire in tecnologia e ristrutturare la gestione del personale sanitario.
Migliore regolamentazione dell’intramoenia: evitando difformità di tempistiche tra quelle effettuate per conto del pubblico e quelle a titolo privatistico.
Limitazioni alle attività extra-regionali: Trattenere le risorse umane all’interno dell’Umbria.
Azione Provinciale Perugia osserva l’esigenza di un approccio razionale: con una popolazione paragonabile a quella di una città metropolitana, l’organizzazione sanitaria umbra dovrebbe essere ridefinita su misura, superando le resistenze territoriali e garantendo maggiore efficienza.
Verso una Sanità Nazionale?
La vicenda apre un dibattito più ampio: è sostenibile una gestione sanitaria esclusivamente regionale in un sistema che regala ai cittadini cure di qualità così disomogenee? Una riflessione che potrebbe spingere verso un accentramento nazionale, capace di colmare il divario tra le regioni e garantire standard uniformi di assistenza.
Questa analisi invita a guardare oltre il mero aumento delle imposte, ponendo sotto la lente d’ingrandimento le dinamiche gestionali e le scelte strategiche che, nel lungo termine, influenzeranno il volto della sanità in Umbria.
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