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“Le Città Invisibili”: al via il laboratorio teatrale destinato ai giovani

È quello messo a punto da Asl Toscana Sud Est per far emergere il disagio giovanile

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Parte venerdì 23 febbraio ed è rivolto ai giovani fra i 14 e i 20 anni il laboratorio teatrale “Le Città invisibili”.

«Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d'un linguaggio; le città sono luoghi di scambio» esordisce Susanna Giaccherini, direttrice dell’UOC Psicologia Arezzo, prendendo a prestito le parole che lo scrittore Italo Calvino fa dire a Marco Polo.

«Creare un crocevia di relazioni, uno spazio per l’incontro e per le idee – spiega la dottoressa Giaccherini - è quello che intendiamo realizzare con il progetto “Le città invisibili”, messo a punto da Asl Toscana Sud Est e attuato con Cooperativa sociale Progetto5 e Libera Accademia del Teatro. Fondamentale è anche la collaborazione del Liceo Artistico che mette a disposizione locali e personale per permettere, attraverso l’attività creativa, di costruire uno spazio di inclusione e di espressione comune».

«La valorizzazione di interventi di prossimità ai luoghi di vita, la promozione di risorse e competenze degli adolescenti e delle comunità – prosegue Giaccherini - attiva una dialettica e una virtuosa continuità tra azioni di promozione, prevenzione e cura».

«Nella provincia di Arezzo i dati epidemiologici evidenziano fra gli adolescenti un numero crescente di casi di disagio, sia per quantità che per gravità – aggiunge la dottoressa Giaccherini -. Un fenomeno che si sta sempre più aggravando e al quale dobbiamo dare risposte».

Ma quali sono i disagi che affliggono gli adolescenti?

«I disturbi alimentari sono un aspetto ma non l’unico – spiega il dott. Luciano Luccherino, Direttore UOC Neuropsichiatria infantile Arezzo -. Ci sono i disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore e quelli depressivi, poi i disturbi ossessivo compulsivi anche se in misura ridotta rispetto agli altri, i comportamenti oppositivi e della condotta. Comportamenti, quest’ultimi, che sfociano nella commissione di reati. Infine i tentativi di suicidio e il self-cutting. Altro fenomeno diffuso fra gli adolescenti e i giovani adulti è quello classificato dallo psichiatra giapponese Saito con il nome di Hikikomori. Sono giovani che non escono di casa, si chiudono in camera tagliando fuori dalla propria vita ogni relazione con il mondo esterno. Ad Arezzo ne abbiamo individuati circa una ventina».

Ed ecco quella che il dottor Giampaolo Di Piazza, Responsabile Unità Funzionale Salute Mentale Adulti Arezzo definisce «una proposta controcorrente per il futuro».

«Consapevoli della profondità della sofferenza degli adolescenti e dei giovani adulti – spiega il dottor Di Piazza - dovremmo comunque provare a nutrirne e valorizzarne anche le risorse e la capacità di risolvere i problemi così come di oltrepassare le crisi, talora anche in modo creativo. In effetti, è fondamentale coltivare e sostenere opportunità di cambiamento, promuovendo la costruzione di una comunità solidale ed accogliente, capace di prendersi cura della sensibilità delle giovani generazioni».

Il primo incontro del laboratorio si terrà in occasione del “Festival della Salute Mentale” presso il Teatro Pietro Aretino, venerdì 23 febbraio ore 15.30-17.30 Dal 1° marzo il laboratorio proseguirà tutti i venerdì, con orario 14.00-16.00, presso il Liceo Artistico via XXV aprile, 56

Per informazioni: 328 0686592

Redazione
© Riproduzione riservata
21/02/2024 10:27:04


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