Opinionisti Giulia Gambacci

Francesca Michielin, l’artista poliedrica

Una carriera brillante a 27 anni per una ragazza che ha iniziato nel coro della parrocchia

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Ci interessa parlare di lei come cantautrice di successo, senza sindacare sulle sue idee politiche, anche se la stretta attualità l’ha posta all’attenzione, un po’ come fece mesi addietro il collant a rete e lavorato indossato da Emma Marrone. Sì, perché Francesca Michielin non è stata molto entusiasta della vittoria elettorale di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia; anzi, il suo commento su Twitter è stato fin troppo allusivo: “Oggi inizia la resistenza”, non accettando il fatto che gli elettori abbiano cancellato la memoria. Parentesi chiusa. Ci concentriamo ora sulle sue qualità – oltre che di cantautrice – anche di polistrumentista e conduttrice televisiva. I generi rock e pop l’hanno accompagnata nel suo percorso, che ha avuto anche per lei in X Factor il suo trampolino di lancio, ma quella per il canto era una passione coltivata fin da bambina, che l’ha poi portata ancora molto giovane a sfiorare per due volte la vittoria al Festival di Sanremo. Personaggio talentuoso e raffinato fin da quando ha cominciato a esibirsi, possiede una voce definita “cristallina ma potente” ed è considerata una fra le artiste più promettenti del panorama italiano. Che non sa soltanto comporre e cantare. E ancora ha appena 27 anni.

Nata a Bassano del Grappa (Vicenza) il 25 febbraio 1995, Francesca Michielin ha cominciato nel coro della parrocchia di Sant’Eusebio, nella sua città; all’età di 12 anni suonava il basso in un gruppo studentesco e cantava in un coro gospel locale. Nel 2011, ancora 16enne, prende parte alla quinta edizione di X Factor nella squadra “Under Donne” di Simona Ventura e vince il programma. Il suo primo singolo, dal titolo “Distratto”, è pubblicato dalla Sony Music il 6 gennaio 2012; composto da Elisa e Roberto Casalino, raggiunge la vetta della classifica e successivamente è certificato disco multiplatino per le oltre 60mila copie vendute. Il brano diventa poi apripista dell’omonimo Ep di debutto, che arriva alla nona posizione della relativa classifica. Una “prima volta” della Michielin a Sanremo si consuma il 17 febbraio, sempre del 2012, quando nella quarta serata del Festival canta “Al posto del mondo” con Chiara Civello, che è in gara nella categoria “Artisti”. Un salto fino alla fine di agosto, quando esce “Sola”: è il singolo che precede il suo primo album in studio, “Riflessi di me”, che viene pubblicato in ottobre e che segna l’esordio della Michielin come scrittrice e compositrice. Un album che sale fino alla quarta posizione della classifica italiana; il singolo “Sole” raggiunge la 13esima e sarà poi certificato disco d’oro per aver venduto più di 15mila copie. Gli altri due singoli pubblicati sono “Tutto quello che ho” e “Se cadrai”; la cantante collabora poi con Fedez per il brano “Cigno nero”, presente nell’album del rapper “Sig. Brainwash – L’arte di accontentare”, pubblicato come singolo nel marzo del 2013. Nell’ultima settimana del 2014, la canzone è certificata doppio disco di platino per le oltre 60mila copie vendute in digitale. L’estate del 2013 vede Francesca Michielin aprire i concerti di vari artisti: Gino Paoli e Danilo Rea, Franco Battiato, Cristiano De Andrè e poi Elio e le Storie Tese, mentre il 2014 comincia con uno spettacolo teatrale: è protagonista ne “La ragazza con l’orecchino di perla” e vi sono anche Franco Battiato, Marco Goldin e Alice. Un bel riconoscimento nel marzo del 2014: Francesca Michielin è l’unica artista italiana scelta per la colonna sonora del film “The amazing spider-man 2 – Il potere di Electro”; il brano “Amazing” è contenuto nella colonna sonora del film e la cantante veneta è coautrice del testo e della musica. Intanto, nel giugno-luglio di quell’anno c’è un altro importante obiettivo all’orizzonte: la maturità classica, che riesce a conseguire, prima di tornare con Fedez per il singolo “Magnifico”, che fa parte dell’album “Pop-hoolista” dello stesso Fedez. Un successo di portata nazionale: sei volte disco di platino per le oltre 300mila copie vendute. E per Francesca Michielin è solo l’inizio: nel marzo del 2015 la cantante pubblica “L’amore esiste”, composto da Fortunato Zampaglione e anche in questo caso il brano è stato certificato multiplatino per le oltre 100mila copie vendute e in maggio, nel primo album di Don Joe dal titolo “Ora o mai più”, la Michielin è presente con “Le nostre ali” e il mese successivo – siamo quindi in giugno – prende parte al Summer Festival con “L’amore esiste” e “Magnifico” in duetto con Fedez. Luglio è invece il mese del “Battito di ciglia”, che esce assieme al videoclip e settembre quello dell’altro singolo, “Lontano” e dell’anticipazione di “di20”, che uscirà poi in ottobre. Se dunque il 2015 è un anno importante, il 2016 inizia con la prima tournee, “Nice to Meet You”, che la vede esibirsi da sola sul palco; intanto, si avvicina sempre più la 66esima edizione del Festival di Sanremo, in programma nel mese di febbraio e Francesca Michielin, esordiente, è nella sezione “Campioni”. Il suo “Nessun grado di separazione”, che si ispira appunto alla teoria dei sei gradi di separazione, coglie un ottimo secondo posto alle spalle degli Stadio, che trionfano con “Un giorno mi dirai”. Ma per la rinuncia di questi ultimi, a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest sarà proprio la Michielin, scelta dalla Rai e interprete in versione bilingue del brano presentato a Sanremo, dove nella terza serata interpreta “Il mio canto libero” di Lucio Battisti. Alla finale dell’Eurovision Song Contest (un tempo Eurofestival) è ammessa in automatico, dal momento che l’Italia fa parte delle “Big Five” e alla fine si piazza al 16esimo posto. Il suo nuovo singolo, “Un cuore in due”, esce in giugno ed è certificato disco d’oro per le oltre 25mila copie vendute, mentre in settembre il film “Piuma” viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia con tema principale “Almeno tu”, brano estratto da “di20are”, che sarà oggetto del suo tour autunnale. E siamo al 2017, che inizia con la colonna sonora del film di animazione “Ballerina”: il brano si intitola “Tu sei una favola”; in aprile viene pubblicato 10+10, raccolta dei successi di Syria in duetto con Francesca Michielin nel brano “Non dimentico più". Il 21 luglio è il giorno di pubblicazione di “Vulcano”, singolo composto dalla Michielin e da Dardust che ottiene anch’esso un disco di platino per le oltre 50mila copie vendute. E il 3 settembre, in occasione del Gran Premio d’Italia di Formula Uno a Monza, lei ha l’onore di eseguire l’inno nazionale italiano. Dopo un altro duetto con Cristina D’Avena ne “L’incantevole Creamy”, in novembre è la volta di “Io non abito al mare”, scritto insieme a Calcutta con videoclip girato nel famoso “Cretto di Gibellina” di Alberto Burri. Arriva così un altro disco di platino per aver venduto più di 50mila copie e, a fine anno, ecco l’anticipazione del titolo del suo terzo album, “2640”, che viene pubblicato in gennaio e al debutto è già secondo in classifica. La Michielin è autrice o coautrice di quasi tutti i brani e collabora con Calcutta, Dardust, Tommaso Paradiso e Cosmo. E anche per “2640” prende il via il relativo tour, in contemporanea con l’uscita del terzo singolo, “Bolivia”. In giugno, invece, viene pubblicato il quarto, “Tropicale” e in novembre l’inedito “Femme”, nel quale si affronta il tema del “mansplaining”, ovvero della presunzione tipica dell’uomo di saper spiegare a una donna un concetto sul quale non siano più ferrati dell’interlocutore femminile. Il 2019 inizia con “Ralph spacca Internet”, pellicola alla cui colonna sonora la Michielin partecipa con “Il mio posto a Slaughter Race”, adattamento italiano di “In this place” di Julia Michaels. In febbraio arriva un altro significativo riconoscimento: la canzone “Bolivia” è fra le dieci finaliste per il Premio Amnesty International Italia (categoria Big), riservato a brani pubblicati da artisti italiani affermatisi nell’anno precedente che affrontano tematiche sui diritti umani. Il 16 marzo esce “Sulle ali di un sogno, raccolta dei successi rivisitati del gruppo “Le Orme” e c’è anche “Gioco di bimba”, in duetto con la Michielin; due mesi più tardi, un altro significativo traguardo personale: la prima colonna sonora da lei composta, per il cortometraggio “A cup of coffee with Marilyn”, nel quale l’attrice Miriam Leone interpreta Oriana Fallaci. Il 15 novembre tocca a “Cheyenne”, apripista del quarto album di inediti realizzato assieme a Charlie Charles e composto da Alessandro Raina, Davide Simonetta e Mahmood. E passiamo al 2020; nell’anno della pandemia, Francesca Michielin si presenta al Festival di Sanremo eseguendo “Si può dare di più” assieme a Levante e a Maria Antonietta, annunciando per marzo l’uscita del nuovo album, “Feat (stato di natura)”, nel quale collabora con un artista diverso per ognuna delle 11 tracce, ma già ha tenuto tre concerti a Milano con temi e scalette diversi. Alla fine di ogni esibizione ha presentato un nuovo brano, che poi verrà pubblicato online: si tratta di “Gange” (in collaborazione con Shiva), “Riserva naturale” (con i Coma Cose), “Monolocale” (con Fabri Fibra) e “Stato di natura” (con i Màneskin). L’edizione 2021 del Festival di Sanremo, che vedrà poi Francesca Michielin salire per la seconda volta sul secondo gradino insieme a Fedez, rischia inizialmente di finire molto peggio: del brano da loro eseguito, “Chiamami per nome”, viene resa disponibile un’anticipazione prima che la kermesse canora prenda il via e quindi la direzione del Festival convoca entrambi in tribunale per la violazione della “par condicio”. Fedez viene alla fine graziato e la canzone è preceduta nella graduatoria finale solo da “Zitti e buoni” dei Màneskin. Da febbraio a ottobre con “Nei tuoi occhi”, singolo che fa parte della colonna sonora del film “Marilyn ha gli occhi neri” con Stefano Accorsi e Miriam Leone. Il brano viene candidato al David di Donatello per ciò che riguarda la categoria della miglior canzone originale. A Sanremo, Francesca Michielin è tornata anche lo scorso febbraio, ma come direttrice d’orchestra per “Ogni volta è così” di Emma Marrone, canzone che si classifica al sesto posto. E proprio il 24 febbraio, subito dopo Sanremo, la Michielin consegue la laurea di primo livello in canto jazz al conservatorio di Castelfranco Veneto. L’anno 2022 è quello che la mette in evidenza nella sua poliedricità, perché il 15 marzo pubblica il suo primo romanzo, dal titolo “Il cuore è un organo”, ma pochi giorni prima aveva esordito come conduttrice nel programma “Effetto terra” su Sky Nature e on demand su Now. Il 4 giugno diventa conduttrice di X Factor, cioè di quel “talent show” che l’aveva vista trionfare dieci anni prima, poi nella seconda parte dell’anno sono usciti altri suoi due singoli, “Bonsoir” e “Occhi grandi grandi”.

L’influenza del rock in Francesca Michielin le è stata tramessa dal fratello Filippo e lei ha più volte dichiarato di essere cresciuta ascoltando i Red Hot Chili Peppers, che sono il suo gruppo preferito, ma anche Jeff Buckley, i Bon Iver, i Queen, i Nirvana, i Genesis, Annie Lennox Rage Against the Machine e i King Crimson. Accanto a questi, vi sono i gruppi “nu metal” come System of a down, Incubus e Korn, più influenze dei cosiddetti cantautori acustici, vedi Damien Rice e Tracy Chapman, mentre fra i pop la Michielin apprezza Adele, Jovanotti e Max Gazzè. Infine, i suoi preferiti fra i compositori sono Joe Hisaishi e Hayao Miyazaki.         

Giulia Gambacci
© Riproduzione riservata
09/12/2022 07:47:00

Giulia Gambacci

Giulia Gambacci - Laureata presso l’Università degli Studi di Siena in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ama i bambini e stare insieme a loro, contribuendo alla loro formazione ed educazione. Persona curiosa e determinata crede che “se si vuole fare una cosa la si fa, non ci sono persone meno intelligenti di altre, basta trovare ognuno la propria strada”. Nel tempo libero, oltre a viaggiare e fare lunghe camminate in contatto con la natura, ama la musica e cucinare.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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