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Femminicidi, scontro Valente-Pillon sulle audizioni della Commissione giustizia

La presidente della Commissione lancia l’allarme sulla convocazione di Stasi e Nestola

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«Inopportuna» e «assurda» la decisione della commissione Giustizia del Senato di convocare per un’audizione Davide Stasi e Fabio Nestola su vari disegni di legge contro la violenza di genere e domestica, tra cui quello del governo. E’ Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio del Senato, a lanciare l’allarme mercoledì con un post sul suo profilo Facebook per protestare contro le scelte adottate nelle audizioni sul pacchetto di misure da adottare «per prevenire l'escalation della violenza, che troppo spesso diventa femminicidio», come lei stessa afferma. 

«Con ogni probabilità su indicazione del tristemente noto senatore della Lega Simone Pillon, - scrive Valeria Valente- sono stati ascoltati anche Davide Stasi e Fabio Nestola. E' una decisione davvero inopportuna, assurda. Il Parlamento è infatti il luogo in cui si ascoltano anche opinioni diverse, molto diverse, ed è giusto così. Ma in questo caso siamo ben oltre. Con una donna ammazzata quasi ogni giorno solo nelle ultime due settimane è già discutibile il fatto che siano state audite persone che negano il fenomeno della violenza di genere sostenendo che il tema siano invece le denunce false con cui le mogli cercano di incastrare i mariti da cui si vogliono separare dipingendoli come le vere vittime della violenza domestica ma ancor più grave è il fatto che, nel caso di Stasi e Nestsola, siamo di fronte a persone che attraverso i loro blog e i loro profili social inneggiano alla violenza e all'odio contro le donne e per questo, infatti, sono stati più volte denunciati.

E' accaduto più volte, sono due personaggi noti per gli insulti irripetibili e per le offese a tante donne, tra cui tante parlamentari e tante rappresentanti di associazioni e soprattutto di centri anti violenza. Dare loro la parola in una sede pubblica, proprio sui disegni di legge contro la violenza di genere, è davvero inaccettabile. Chiederemo spiegazioni al presidente della Commissione Ostellari, perché riteniamo questa scelta molto grave e tanto pericolosa per le donne».

A rispondere alla presidente della commissione femminicidio del Senato è innanzitutto il senatore Simone Pillon della Lega. «In parlamento – sostiene - si ascoltano tutti gli esponenti della società civile e non solo quelli che decide il Pd. Né Stasi né tantomeno Nestola hanno mai inneggiato alla violenza domestica. Entrambi però hanno legittimamente parlato del grave fenomeno delle false denunce per violenze». E aggiunge che nella sua attività di avvocato «ho visto purtroppo tante donne maltrattate, ma ho visto anche tante denunce false e strumentali. Del resto i numeri parlano chiaro: tante denunce ma poche condanne definitive. Per carità, anche una è troppa, ma chi, come te, dice che la donna che denuncia ha sempre ragione, sbaglia due volte», avverte e invita Valeria Valente a «togliere le lenti dell'ideologia e a guardare la realtà».

Il giorno dopo interviene anche Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva che accusa «una parte della Lega – diversa da quella che con noi lavora in commissione femminicidio – porta avanti una vera e propria battaglia contro i diritti” e sottolinea che “non è un caso se i provvedimenti che riguardano i diritti delle persone, dal fine vita alla violenza domestica fino all’omofobia, restano imprigionati nelle sabbie mobili della commissione Giustizia del Senato dove la Lega di Pillon e compagni ostacola ogni percorso di civiltà invertendo la direzione di marcia verso il Medioevo».

A rispondere è Andrea Ostellari, il presidente della commissione sotto accusa che lancia innanzitutto un invito alla senatrice Conzatti. «Studi il regolamento», le dice. Non è il presidente di commissione a autorizzare i nomi degli audit. «Semplicemente raccoglie le indicazioni di gruppi» e le chiede di non «fare confusione tra i nomi di chi è stato chiamato in audizione e quelli di chi è, purtroppo, noto alle cronache».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
23/06/2022 21:32:37


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