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Green Pass, salta limite 48 ore di anticipo per i controlli

Le aziende potranno richiederlo in base alle esigenze organizzative

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I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del Green Pass in base alle esigenze organizzative - ad esempio per le attività su turni: salta dal testo finale del Dpcm con le linee guida sulle verifiche del Green Pass sul lavoro, pubblicato sul sito di Palazzo Chigi, la previsione del limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del certificato. «Abbiamo chiesto di rinviare l'applicazione del Green Pass almeno fino alla fine di ottobre, ma la risposta è stata negativa. Il governo ritiene che sia uno strumento indispensabile per arrivare al 90% dei vaccinati»: Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervenendo a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, riferendosi all'incontro di questa mattina a Palazzo Chigi con il premier Mario Draghi e rimarcando la posizione dei sindacati sulla gratuità dei tamponi. Su questo, il governo, ha ribadito Bombardieri, si è detto disponibile a «ragionare sul fatto che abbiano un prezzo calmierato. Verificheranno nelle prossime ore». «Con la prevedibile esplosione delle prenotazioni di tamponi presso le farmacie e i laboratori convenzionati, e il conseguente allungamento dei tempi per realizzarli, migliaia di poliziotti non vaccinati da domani non riusciranno a rispettare le norme previste dal Green Pass e saranno perciò sottoposti a sanzioni particolarmente afflittive come la sospensione dello stipendio, un provvedimento oltremodo sproporzionato nei confronti di chi guadagna 1500 euro al mese». Così il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese, secondo cui «affamare i poliziotti e le loro famiglie non è un esercizio di buona amministrazione né invoglierà chi ha deciso di non vaccinarsi a farlo. Al contrario, tutto questo con ogni probabilità farà nascere ulteriori risentimenti. La stima di 50-60mila persone non vaccinate nel comparto sicurezza è corretta - prosegue Pianese - E, anche in considerazione delle tensioni sociali che si aggiungono ai pressanti impegni quotidiani e alle carenze organiche che da anni affliggono il comparto, il Paese non può fare a meno di loro". Per questo, conclude Pianese «pur sostenendo convintamente la campagna vaccinale, chiediamo al governo di aumentare la validità del tampone rapido a 96 ore».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
14/10/2021 14:15:07


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