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Nuovi uffici per la Uil di Città di Castello

Il sindacato si è trasferito nella struttura del centro commerciale Le Fonti (Coop)

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Un “presidio di democrazia”. Così è stata definita la nuova sede tifernate della Uil inaugurata martedì 13 ottobre nella struttura del centro commerciale Le Fonti (Coop). Al taglio del nastro, insieme a cittadini e lavoratori, erano presenti Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo nazionale di Uil, Claudio Bendini, segretario generale di Uil Umbria, e Federico Biagioli, responsabile di Uil Alta Umbria. Anche il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta è voluto intervenire alla cerimonia per portare i propri saluti agli “amici e compagni”. “Il ruolo del sindacato e delle diverse associazioni di categoria – ha commentato il sindaco – si conferma centrale nel contesto sociale e nella vita quotidiana di ognuno di noi. Il sindacato sta dimostrando vitalità confermandosi un fondamentale presidio dei diritti dei lavoratori. Grazie anche per il ruolo che svolge in continuo confronto con gli enti locali e le istituzioni, teso sempre a elaborare proposte e progetti concertati e condivisi, per il bene dei cittadini e della comunità locale”.

“La Uil – ha commentato Biagioli – sta investendo molte risorse umane per potenziare nei territori servizi, politica sindacale e trattativa sociale e questa nuova sede è stata pensata proprio per essere più vicini ai lavoratori, ai pensionati e ai cittadini tutti”. Nei nuovi uffici Uil, perciò, al primo piano de Le Fonti, sono così presenti tutte le Federazioni di categoria, dall’edilizia all’artigianato, dalla scuola ai pensionati, oltre ai vari servizi di patronato e assistenza fiscale.

“Le persone, soprattutto in questo periodo – ha detto Ronzoni –, hanno bisogno di punti di riferimento e il sindacato può essere uno di questi, per i servizi che offre e le battaglie che fa. Vogliamo dare voce ai cittadini. Abbiamo poi bisogno di ripartire e noi di proposte per ripartire ne abbiamo”. E proprio a dimostrazione di ciò, è stato Federico Biagioli a offrire qualche spunto di riflessione sui possibili modelli di sviluppo per il rilancio del territorio. “L’Alto Tevere e l’Umbria tutta – secondo Biagioli – possono diventare un crocevia importante del Paese, ma abbiamo urgente bisogno di investimenti mirati, tipo potenziamento infrastrutturale, investimenti ambientali, edilizia scolastica e sanitaria. Si rischia altrimenti di non agganciare quel cambiamento e quel rilancio epocale che ci si pongono davanti. Vero è che tante scelte economiche su come investire risorse non stanno solo in capo a Regione, Provincia e Comuni, ma ai vari governi centrali che si succedono. Credo che una riflessione di tutte le forze politiche, sociali ed economiche sui temi dell’ambiente come motore di sviluppo della nostra economia sia un’occasione unica e irripetibile. In Italia le problematiche ambientali irrisolte sono davvero tante ed è proprio questa abbondanza di opportunità a renderle interessanti ai fini dello sviluppo economico dell’intero Paese”.

Redazione
© Riproduzione riservata
14/10/2020 11:56:50


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