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Ad Arezzo il Festival della Letteratura Sportiva, cultura sportiva e giornalismo sportivo

Una manifestazione dedicata al racconto dello sport in tutte le sue dimensioni
Da martedì 27 a giovedì 29 ottobre 2026, la città di Arezzo ha ospitato il “Festival della Letteratura Sportiva, Cultura Sportiva e Giornalismo sportivo”, evento ideato dal giornalista e project manager Donato Alfani, nell’ambito della 15ª edizione del Festival del Calcio e dello Sport Italiano.
La manifestazione, nata con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il racconto dello sport attraverso linguaggi e strumenti di comunicazione diversi e complementari, dalla letteratura al giornalismo, dai podcast all’informazione, ha visto la partecipazione di notevoli protagonisti del mondo della comunicazione, tra giornalisti, autori di libri e speaker.
La mattinata di martedì 27 ottobre si è aperta con i saluti istituzionali di Donato Alfani, il quale ha voluto ringraziare tutti i colleghi che hanno aderito all’iniziativa e complimentarsi con i diversi autori dei volumi trattati. A inaugurare l’evento è stato Alessio D’Errico, Direttore Responsabile PIANETA SERIE B e che per l’occasione ha presentato il progetto Fanta Serie B: “La nostra realtà nasce 15 anni fa, quando a scuola sorgeva in me tale passione. Un’iniziativa con alti e bassi, che ha spiccato il volo definitivamente dal 2016 in poi e si è espansa sempre di più. Si è evoluta aprendosi ai canali social, da Facebook a Instagram, passando per gli altri. In primis io, ho dovuto fare in modo di applicarmi alla nuova metodologia, sebbene meno istituzionale rispetto al passato. I punti di forza della nostra realtà, dal mio punto di vista e senza sfociare in presunzione, sono capacità di fornire notizie approfondite e verificate”. Alle 10:30 è stato presentato il primo libro dal titolo “Gli sport di Greg. Quando lo sport è poesia” di Alberto Dionisi: “Non è sicuramente mai semplice trattare tali tematiche, ma occorre farlo per dare credito e valore alle persone che soffrono patologie come l’anoressia. Greg è una ragazza che in realtà si chiama Greta e nel percorso di cura delle ragazze di cui il libro parla, in seguito all’anoressia appunto, dichiarano di chiamarsi come un uomo. Si tratta di una scelta mentale, dettata anche dalla situazione psicologica delirante. In seguito, una volta superata la fase peggiore, tornano in sé e bramano lo stato embrionale, desiderando di sentirsi chiamate così come effettivamente è il proprio nome”. Dopo una breve pausa, spazio alla presentazione di un altro volume, “Fiorentina. Un Secolo Viola 1926-2026”, volto a celebrare il centenario della squadra di Firenze. “La Fiorentina rappresenta un qualcosa che va oltre lo sport, perché per molti è compagna e ragione di vita. Cambia l’umore, la giornata, a seconda di cosa accade attorno ad essa. Chi gioca nella Fiorentina, dev’essere consapevole che va a giocare non solo per una squadra, bensì per una comunità intera. Il libro è stato pensato nell’ambito dei cent’anni di storia della Viola. Si tratta di un qualcosa che permetta di comprendere cos’è stata questa società, fin dalle proprie origini. Si apprende tramite esso di come lo sport a Firenze sia stato da subito accolto, ancor prima del secondo dopo guerra. Ci siamo cimentati nella stesura sposando la causa in quanto tifosi Viola in primis, poi perché rappresenta un motivo d’orgoglio”. Queste le dichiarazioni di Giovanni Sardelli e Francesco Milo, rispettivamente autore e curatore del volume. Il pomeriggio ha visto la presentazione del libro “Genitori nel pallone”, della psicologa Isabella Gasperini: “Il calcio dei bambini, ormai sempre più frequentemente, è condizionato dalle emozioni degli adulti che, di conseguenza, incidono su quelle dei figli. Il contesto sportivo, poi, fa tutta la differenza del caso, laddove per contesto sportivo intendo chiunque parli di calcio, dal giornalista all’addetto stampa e via discorrendo. Se si fornissero maggiori strumenti di riflessione, magari in riunioni tecniche o giù di lì, si faciliterebbe la crescita psicofisica del ragazzino, che si sentirà maggiormente responsabilizzato, mentre il genitore maggiormente sensibilizzato”. Di seguito, il talk con Matteo Losito, Alessia Giuliani, Aldo Gambardella, Rita Bassetto, Gaia Luzzi, Lucia Battaglia e la stessa Isabella Gasperini, psicologi nonché membri Federazione Italiana Psicologi dello Sport: “Le frasi che vengono dette prima di scendere in campo, all’interno dello spogliatoio o durante l’allenamento, sortiscono effetto sui calciatori. Troppo spesso siamo più attenti a ciò che accade dentro il rettangolo verde, ma è soprattutto quel che succede interiormente a determinare i loro comportamenti. Noi dobbiamo essere attenti a costituire un’identità multidimensionale, non soltanto legata al gioco di per sé, bensì alle relazioni extrasociali. Il nostro compito è volto a migliorare la persona nel suo complesso, non soltanto ai fini della carriera”. Successivamente, suggestivo talk con Fabrizio Piepoli e Riccardo Russo, rispettivamente Direttore Responsabile e Founder & head of media di CHIAMARSI BOMBER: “Per essere un Bomber, inteso come player brutto, sporco e cattivo, occorrono determinate caratteristiche che oggigiorno è difficile individuare, perché ormai i calciatori sono cambiati, rispetto a quelli con cui abbiamo iniziato il progetto. La nostra Musa è stata un ragazzo che magari non era considerato ma che invece ce la metteva tutta. Il progetto parte nel 2010 ed era il periodo in cui nascevano diverse realtà simili. Successivamente, abbiamo modernizzato la piattaforma e siamo diventati a nostra volta una Media Company. Nel 2018 partì il progetto editoriale e da lì ci si cimentava in articoli che, inizialmente goliardici e ironici, sono diventati cronaca a tutto tondo, in grado di divulgare notizie in maniera seria”. Presente inoltre Daniele Roselli, Founder di CALCIATORI BRUTTI: “Calciatori Brutti nasce nel 2012, epoca nella quale ancora non esisteva WhatsApp, ma Facebook sì. Esso veniva utilizzato non solo per congiungersi tra persone, ma anche per ottenere una messaggistica gratuita. Ciò che ci dicevamo e ciò di cui si parlava in termini di gruppo e spogliatoio, è divenuto pian piano virale ed automatico. In quel momento non esisteva nessuno che parlasse in maniera dissacrante dei calciatori, di allenatori, allorché, abbiamo pensato fosse il momento giusto per fare giornalismo anche da un’altra prospettiva, difatti mai praticata fino ad allora”. Mauro Odetto e Damiano Porcu, Co-Founder podcUST – Unconventional Sport Talking: “Il nostro progetto è diventato podcast partendo da una chat durante gli anni universitari di scienze motorie. Abbiamo deciso di cercar di affrontare prima tematiche tra noi, per poi chiederci perché non affrontarle con chi vive in prima persona tutto ciò. Abbiamo, dunque, interagito con allenatori, fisioterapisti, atleti, registrando più di 200 puntate. Il tema è offrire visibilità a quella categoria di sport che vengono considerati minori tra un milione di virgolette, ma che invece dovrebbero assumere una rilevanza effettiva. Questo accade perché tali discipline vengono considerati hobby e non lavori a tutto tondo. Ci preme spingere su questo concetto, perché non dovrebbero esistere discriminazioni da questo punto di vista”. Infine, Michele Francalanci, in qualità di Direttore Responsabile di TeleSanDomenico: “La nostra realtà nasce negli anni ‘80 ed è un’emittente storica, prima cattolica in Italia. Un’intuizione è stata trattare non solo la cronaca generale, bensì quella sportiva. Il podcast aiuta ad approfondire i temi, avvicinarci a un target prettamente giovanile ma ugualmente importante a livello di media. Si tratta di un nuovo modo per ricercare la notizia, anche attraverso un importante storytelling”. Per concludere la giornata, presentazione del libro “La finale di Sarajevo. L’incredibile viaggio dello Sloboda Tuzla nella città assediata” di Gianni Galleri: “In questa storia son capitato per caso, perché sotto un post su di un social ho trovato un commento di un utente che parlava di questa narrazione. Allorché, ho deciso di fare un’intervista. Mi sono attivato per far sì che tale progetto potesse sorgere, anche interpellando la città stessa. Giunto a Tusla, ho avuto modo di vivere in prima persona quale aria si respirasse e così ho cercato persone che volessero raccontare questa storia, riscontrando clamore, interesse e curiosità. Da appassionato di calcio più che di basket, questo lavoro mi ha permesso di apprendere della forte appartenenza a questo sport e soprattutto ho capito di quanto il basket, più del calcio stesso, nel periodo di guerra di cui si parla, sia stato maggiormente presente per tutti coloro che hanno vissuto tale orrore sulla propria pelle. Sono grato a tutti coloro che hanno collaborato ed offerto il proprio contribuito affinché il volume prendesse forma”.
La seconda giornata dell’evento programmata per mercoledì 28 ottobre ha previsto per il primo talk la presenza, tra gli altri, di Stefano Ferrera, redattore di CHIAMARSI BOMBER: “Oggi più che mai il SEO muove la macchina redazionale del giornalismo. Dunque, è innegabile che gli strumenti odierni, come WordPress, aiutano tantissimo, spostano tantissimo, facilitando di conseguenza il lavoro. Occorre trovare il giusto equilibrio tra svelare il tutto fin da subito e rendere al contempo interessato il lettore lungo l’intero articolo”. Duccio Mazzoni, giornalista e spaker Lady Radio Firenze: “Lady Radio ha compiuto 40 anni nel 2022, si tratta di una realtà storica e consolidata a Firenze, perché racconta quotidianamente la Fiorentina e tutto ciò che ruota attorno ad essa. Noi dobbiamo svolgere un tipo di comunicazione diversa rispetto a quella classica, poiché la radio pone l’attenzione non soltanto sull’informazione, ma deve anche tener conto live della eco dei tifosi e di chi ama questi colori. La radio oggi deve fornire l’informazione sì, ma deve riuscire a coniugarla con l’intrattenimento, cercando di rendere costantemente partecipe il pubblico”. Fausto Sarrini, giornalista aretino: “Il mio pensiero è che non si possa fare a meno di adeguarsi, stare al passo coi tempi. La comunicazione è sicuramente variata rispetto agli anni in cui ho iniziato io. A differenza di molti miei colleghi, per quanto anch’io sia avvezzo alla carta stampata, ritengo che non ci si possa adagiare sugli allori a cui abituati ed accogliere i nuovi strumenti per svolgere con altrettanta correttezza questo lavoro”. Alle 10:30 spazio alla presentazione del libro “La Nazionale italiana. Storia degli azzurri ai Mondiali di calcio” di Niccolò Mello: “Il mio libro racconta tutte le esperienze della nostra nazionale di calcio ai mondiali a cui abbiamo partecipato. I capitoli si basano da un punto di vista cronologico e si è trattato di un lavoro tanto ragguardevole quanto oneroso, soprattutto per cercare le fonti che testimoniassero le imprese del 1934 e del 1938. Per adempiere a tutto ciò, abbiamo scavato a fondo, attraverso archivi, dossier, riviste. Si tratta di una sfida nata da Diarkos e che io ho accettato con grande entusiasmo”. Per il seguente talk riguardo il Safeguarding, hanno preso la parola Vicenzo Fuoco, Tecnico federale e delegato alla tutela dei minori per il coordinamento Lombardia del Settore Giovanile e Scolastico: “Tornare a fidarsi del genere umano è un processo molto lungo, non è un interruttore che si accende o si spegne a seconda del momento. A livello personale, debbo ringraziare il mio terapeuta. Ho cercato di fornire, a mia volta, degli strumenti tramite cui si accendesse la luce e si comprendesse che parlare debba rappresentare il primo obiettivo. Poi, è necessario riscontrare accoglienza, ascolto, perché l’interlocutore con cui ci si confida, è rilevante. L’attività a cui mi dedico oggi è, tra le altre, il coordinamento dei settori giovani e scolastici della FIGC, laddove determinati comportamenti e valori virtuosi li possa trasmettere ai più giovani” e Lucia Cherici, avvocato e socia Associazione Italiana Avvocati dello Sport: “Come safeguarders, abbiamo richiesto siano rese pubbliche le informazioni circa il suddetto tema. Molti ancora non conoscono neanche il significato del concetto, sebbene lo si stia affrontando con maggiore responsabilità. Ecco perché non dobbiamo rimanere in una fase di stallo, bensì spingere affinché nulla rimanga nella sfera dei tabù”. A chiusura della mattinata, la presentazione del libro: “L’ombra sul podio” di Fausto Piccinini: “L’idea nasce per indicare che gli eroi veri non sono coloro che vincono sempre, bensì tutti coloro che quotidianamente combattono per giungere ad un traguardo. Il tema del libro è far comprendere che lo sport in generale è contaminato da questa medicina e narra di chi costringe gli atleti a sottoporsi a tali trattamenti. Di conseguenza, si riesce ad estrapolare il motivo per cui lo sport diventi una vetrina di spettacolo, dove appunto lo spettatore si aspetta sempre di più da questi professionisti e dalle loro conseguenti performance”. Per il talk inaugurante il pomeriggio e il cui tema ha riguardato il ruolo della donna nel mondo del giornalismo sportivo, presente Ilaria Alesso, giornalista e volto di Sky Sport: “Con la mia esperienza a Sportitalia, ho compreso che dovesse divenire il lavoro di tutta una vita. Fin da piccola, amavo guardare il calcio, tant’è vero che il colore verde era il mio preferito, mi ricordava il rettangolo di gioco. DAZN e Sky sono giunte nella mia vita in seguito alla gavetta, che ritengo sacra e utilissima per crescere, sia umanamente che professionalmente. Questo gap di genere si è molto ridotto, non voglio dire azzerato, ma noto come i colleghi uomini abbiano variato questo preconcetto. Direi che questo gap è livellato sui social, laddove si nota una giornalista che magari parla correttamente d’un contenuto, ma la maggior parte dei commenti si fossilizza sull’aspetto estetico della collega. Ad un’aspirante giornalista consiglierei di seguire l’istinto, sempre”. Giada Giacalone, conduttrice di Sportitalia: “Oggi le figure ritenute professionali sono tante, a testimonianza che non sia solo la ragazza immagine a prevalere. Nessuno può permettersi di dire una donna chi sia o cosa possa fare col proprio corpo o col proprio volto, purché si anteponga appunto preparazione e professionalità. Siam giornalisti, tutti con la voglia di raccontare storie e alla ricerca di notizia”. Francesca Muzzi, giornalista presso il Corriere di Arezzo: “Oggi, da redattrice, faccio qualsiasi cosa per il bene della redazione stessa. Ci son tante giornaliste brave, ma ci son tante presentatrici che, potenzialmente, rischiano di offuscare e rovinare il lavoro di colleghe che davvero lavorano sodo e questo è un vero peccato, un tema a cui sono particolarmente legata”. Lucia Petraroli, giornalista e conduttrice TV: “Per il canale Cuore Viola son divenuta il volto e la conduttrice, in seguito ad esperienze come inviata e bordocampista. Il lavoro in televisione mi ha sempre affascinato, ecco perché ho studiato tanto affinché potessi comprendere in quali aspetti migliorare. Infatti, uno dei consigli spassionati che offro è quello di studiare, prepararsi, informarsi e mettersi puntualmente in gioco”. Alle 17:00 spazio alla presentazione del libro “Splendori e miserie del gioco del calcio” di Eduardo Galeano e a cura di Fabrizio Gabrielli: “Eduardo Galeano è un amante del calcio e ciò che fa in questo libro è raccontarlo come appartenenza culturale, come identità, come storia. Da saggista uruguagio, si basa molto sul calcio sudamericano, dove la tifoseria ha un impatto incredibile per i club, come in Argentina. Per splendori e miserie si intende come nel calcio ci siano luce ed ombra. Oggi tendiamo a vedere il calcio maggiormente come ombra, soggiogato a diverse dinamiche, anche politiche”. Per l’ultimo appuntamento della giornata, il talk narrante le storie dei protagonisti di chi non ce l’ha sempre fatta, con Enzo Ferraro: “Il nostro spettacolo è spiegato attraverso sei storie reali di chi ha partecipato a manifestazioni sportive ma con la consapevolezza fin dal principio che sarebbero arrivati ultimi. Tuttavia, per questi atleti, contava non tanto il risultato finale, bensì partecipare e assaporare cosa significasse tutto ciò. Si crea una così forte empatia, tale per cui anche la sconfitta permette di sentirti particolarmente orgoglioso del tuo percorso, giungendo a credere in se stessi”.
La mattinata di giovedì 29 ottobre, ultima giornata da programma, è stata introdotta da altrettanti colleghi giornalisti, tra cui il Direttore Responsabile di Oggi Sport Notizie, Marco Capriotti: “Oggi Sport Notizie nasce come idea di amici. Pian piano abbiamo ottenuto risultati, ci siam espansi in tutta Italia. Nasce anche perché desideravamo dare una visione diversa, trattando alcune realtà che magari non tutte le testate raggiungono. Vedesi la storia di Nicolò Tresoldi, scoperto quando ancora nessuno lo conosceva. Notare ora come sia cresciuto, rappresenta naturalmente un motivo d’orgoglio”. Niccolò Ceccarini, Direttore Responsabile di Tuttomercatoweb.com: “Dal dicembre del 2022, quando mi son stanziato in qualità di direttore responsabile, ho notato quante cose son mutate. Occorre sicuramente innovarsi, ma senza lasciare la strada maestra, la quale per me è rappresentata dalla credibilità. Meglio una notizia in meno ma ben verificata, piuttosto che 100 notizie rapide ma col rischio che siano infondate. Sarà sempre il mio mantra ed è ciò che riporto ai giovani”. Massimo Boccucci, giornalista presso il Corriere dello Sport e Messaggero: “Noi amiamo raccontare le storie, più che rappresentarne i protagonisti. Agli studenti dico che l’uomo libero è colui che sa, ma per essere davvero liberi, bisogna conoscere, documentarsi a fondo. Appassionarsi, come d’altronde appassionato ero io fin da ragazzino. L’amore nel raccontare le storie nasce in questa fase, non per forza per uno scopo specifico. Bisogna preoccuparsi di raccontare ciò che vediamo e sentiamo veramente, essere costantemente curiosi”. Alle 10:30 nuovo talk, stavolta con la partecipazione di Luca Amorosi, giornalista presso La Nazione: “Credo che la carta stampata rimanga un punto di riferimento costante e importante, per quanto sia consapevole che per i giovani risulti più naturale affidarsi alle notizie divulgate online oppure, in maniera più marcata, sui social. Io, lavorando per La Nazione, rimango fedele al classico modo di fare giornalismo”. Per il seguente talk delle 11:30, spazio al tema della tutela dei lavoratori con gli interventi di Domenico Mezzacapo, Professore Ordinario di Diritto del Lavoro e Direttore del Master in Diritto e Sport presso Sapienza Università di Roma, Francesco Luigi Lorenzetti, avvocato e socio Associazione Italiana Avvocati dello Sport. Presenti altresì Lara Vannini e Roberto Cucciniello, dottori commercialisti: “Quello dello sport oggi è normativamente un settore che si sta aprendo alla tutela del lavoro, con contratti regolarizzati. Questo ha rappresentato un cambiamento sostanziale rispetto al passato, sebbene ci siano ancora tanti passi da fare, perché i settori professionistici sono pochissimi e gran parte dello sport italiano è considerato dilettantistico. Si può lavorare, si può ottenere tutela ai fini lavorativi stessi, perché ogni lavoratore sportivo va tutelato dal punto di vista della dignità”. Alle 12:30 talk dedicato al Panathlon International Club nella persona del Presidente Panathlon di Arezzo, Mario Fruganti: “Attraverso la nostra Carta dei diritti dello sport, Panathlon International impegna istituzioni sportive, i governi e la società civile affinché protegga e promuova i dieci diritti attraverso politiche pubbliche vincolanti e pratiche inclusive. Con la suddetta Carta, il Panathlon si impegna inoltre a trasformare questi diritti in pratiche efficaci, sostenibili e misurabili, promuovendo una nuova etica sportiva globale”. A concludere questa tre giorni, la presentazione del libro “Dentro la mente del giovane portiere” di Daniele Maiorana, con la partecipazione di Carmelo Lovecchio e Andrea Colucci, rispettivamente Presidente e Vicepresidente Associazione Italiana Allenatori Portieri: “Nel volume parlo di controcultura dell’errore. Oggi, coi ragazzi, facciamo passare il messaggio secondo cui l’errore è sinonimo di incapacità. Tutto questo sfocia nel giudizio. Dobbiamo evitarlo, distinguendo l’errore dalla persona. Il libro vuole fungere da metafora, proprio per spingere i ragazzi a fare sempre meglio”.
Per il secondo anno consecutivo, Arezzo è stata scelta come Capitale italiana del Calcio e dello Sport, riaffermando la propria vocazione ad ospitare eventi di rilievo nazionale, atti a promuovere i valori dello sport e di valorizzazione del territorio.
Un ringraziamento speciale è rivolto alla famiglia Manzo e, in particolare, al presidente Guglielmo Manzo, il cui costante supporto ha contribuito in maniera determinante alla crescita del Festival e alla realizzazione di iniziative di alto profilo nel territorio toscano.

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