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Dieci anni di oratorio Pompeo Ghezzi a Sansepolcro: quando una visione diventa casa

Nasce nel 2016 da una intuizione di Annalisa Di Renzo e Don Giancarlo Rapaccini

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Dal 2016 al 2026, dieci anni di accoglienza, educazione e comunità. Nato da un’idea di Annalisa Di Renzo, l’Oratorio Pompeo Ghezzi è cresciuto grazie alla passione e alla generosità di tante persone, diventando un riferimento per bambini, ragazzi e famiglie.

DA UN’INTUIZIONE A UNA COMUNITÀ

La storia comincia nel 2016. Annalisa Di Renzo, oggi responsabile dell’oratorio, incontra don Giancarlo Rapaccini e gli racconta un’idea: creare uno spazio dedicato ai giovani e alle famiglie, dove educazione, incontro e vita comunitaria possano trovare casa. Le risorse sono poche, ma l’entusiasmo è grande. Don Giancarlo sostiene subito la proposta. Nel 2018 la guida passa a don Sèvėre Boukaka; dal 2022 l’oratorio è affidato a don Alvaro Scarnicci, parroco del Sacro Cuore.

L’ESTATE DEL GREST

Da giugno a metà settembre, con la pausa di agosto, il Grest riunisce bambini, ragazzi, animatori ed educatori in giornate di gioco, sport, musica, studio e scoperta. Calcio, basket, rugby, equitazione, violino, ping pong, compiti delle vacanze, grandi giochi e gite culturali compongono un’esperienza in cui divertimento e formazione si intrecciano. Il Grest insegna a collaborare, rispettare le regole e assumersi responsabilità; per gli animatori più grandi significa anche prendersi cura dei più piccoli. Monsignor Andrea Migliavacca, Vescovo della diocesi, ha visitato più volte l’oratorio. In una recente visita ha preso in mano la tromba e suonato insieme ai ragazzi: un gesto spontaneo che racconta bene lo spirito di queste giornate.

LE PERSONE CHE RENDONO POSSIBILE IL GREST

Dietro ogni giornata c’è molto tempo donato. In cucina hanno collaborato Bruno, Rosina, Sara, Matilde, Maddalena, Antonietta, Elisabetta, Carla e Rosalba; Bruno ha accompagnato anche i ragazzi. La gestione economica è affidata a Emma Boninsegni e Rosalba Giovagnini. Accanto a loro, animatori, educatori e volontari rendono possibile ogni giornata.

EDUCARE OLTRE L’ESTATE

La vita dell’oratorio continua durante tutto l’anno. Ogni venerdì sera i ragazzi delle scuole superiori partecipano a un percorso di formazione e catechesi guidato da don Alvaro Scarnicci, Sergio Casini, Chiara Martini, Sara Rossi e Annalisa Di Renzo: uno spazio di confronto e crescita. C’è poi il doposcuola gratuito per gli studenti delle superiori, seguito da insegnanti in pensione: un aiuto concreto quando serve sostegno. L’attenzione coinvolge anche le famiglie. Il progetto “Sostegno alla genitorialità”, promosso da Annalisa Di Renzo con l’assessorato alle Pari Opportunità, riunisce ogni ultimo venerdì del mese genitori, insegnanti, nonni, educatori e ragazzi. Il dottor Marco Baldi e la dottoressa Elena Camerelli accompagnano il confronto sui temi della crescita, dell’educazione e delle relazioni familiari.

UNA CASA APERTA ALLA COMUNITÀ

Negli anni, l’oratorio ha accolto anche esperienze che vanno oltre le attività rivolte ai giovani. Ogni martedì si riunisce il Club degli Alcolisti in Trattamento, coordinato da Bruno Calestrini; da quest’anno gli spazi sono disponibili anche per l’associazione Parkinson Valtiberina. Qui trovano spazio anche il gruppo scout, basket, calcetto, rugby, feste e incontri: una casa aperta a persone e bisogni diversi. Tra i progetti maturati in questi anni c’è anche Centro Insieme, di cui l’oratorio è capofila insieme ad altri due soggetti: un centro di ascolto e incontro rivolto a genitori, ragazzi e a chiunque abbia bisogno di confrontarsi o semplicemente di essere ascoltato.

LA MUSICA COME OPPORTUNITÀ

Da ottobre partirà un corso gratuito di violino per bambini provenienti da famiglie in difficoltà economica. L’iniziativa, ideata da Annalisa Di Renzo, offrirà gratuitamente anche gli strumenti necessari. Il progetto esprime una convinzione che accompagna questi dieci anni: ogni bambino deve poter scoprire e coltivare le proprie capacità, senza ostacoli economici.

ANNALISA, DON ALVARO E UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA

Al centro di questa storia c’è Annalisa Di Renzo. Ex educatrice, oggi in pensione, continua a dedicare tempo, energie e passione alla comunità, dall’organizzazione all’ascolto delle famiglie e alla nascita di nuove iniziative. Accanto a lei, dal 2022, c’è don Alvaro Scarnicci, una presenza importante nella vita dell’oratorio. Il suo modo di stare con i ragazzi è semplice e diretto: durante il Grest gioca con loro, scherza, ascolta e partecipa alle attività. Non si limita a seguire l’oratorio, ma lo vive insieme ai giovani, costruendo rapporti di fiducia e vicinanza. La sua presenza educativa va oltre le parole. Don Alvaro accompagna i ragazzi con l’esempio, sa ascoltarli e valorizzarli, facendo sentire ciascuno parte di una comunità. È questa disponibilità quotidiana a rendere ancora più forte l’idea dell’oratorio come casa: un luogo dove i giovani possono crescere, confrontarsi e sentirsi accolti. Un ruolo importante è svolto anche dal professor Claudio Tomoli, già dirigente scolastico e membro del direttivo. Con la sua esperienza sostiene il cammino dell’oratorio e contribuisce ai progetti che ne delineano il futuro. Insieme a educatori, animatori e volontari, hanno costruito un luogo nel quale i ragazzi possono sentirsi accolti e diventare a loro volta protagonisti.

DIECI ANNI E UN FUTURO DAVANTI

In dieci anni sono cambiate persone, attività ed esigenze, ma è rimasta intatta la convinzione che un luogo possa diventare casa quando qualcuno sceglie di prendersene cura. Il valore dell’oratorio non si misura soltanto nelle iniziative o nei numeri, ma nei ragazzi che crescono, negli adulti che donano il proprio tempo, nelle famiglie che trovano ascolto e nelle relazioni che diventano legami. Quella che nel 2016 era un’idea oggi è una realtà viva, capace di attraversare generazioni, accogliere storie diverse e cambiare senza perdere la propria identità. Per questo i dieci anni non sono soltanto un traguardo. Sono una nuova partenza. Ci sono ancora bambini da accogliere, ragazzi da accompagnare, famiglie da ascoltare e nuove idee da trasformare in progetti. Quando un’idea incontra persone disposte a crederci, lavorare insieme e donare una parte di sé, può diventare realtà. Può diventare appartenenza. Può diventare casa. Dopo dieci anni non c’è un punto alla fine di questa storia. C’è una porta che resta aperta. E dall’altra parte c’è ancora tutto il futuro da vivere.

Notizia e foto tratte dal periodico l'eco del tevere
© Riproduzione riservata
25/10/2026 09:16:31


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