Apre una nuova “casa di quartiere” a Perugia: la garante regionale per gli anziani

Casciari: “Importante struttura ma c’è ancora troppa disomogeneità territoriale di offerta”
"L'Umbria continua ad essere uno dei territori con il più alto indice di vecchiaia in Italia. Questa condizione attesta una buona qualità degli stili di vita ma impone una rapida revisione dei modelli di protezione socio assistenziale. Le politiche di welfare si stanno spostando verso modelli meno rigidi, più prossimi agli over 65 e dalle loro famiglie, per evitare da una parte l’allontanamento dalle proprie comunità /quartieri e dall’altro per far argine alla crescente solitudine determinata da una rete familiare disgregata”.
“Questo passaggio da strutture tradizionali a strutture flessibili e di prossimità è il cardine per preservare l’autonomia ed evitare istituzionalizzazioni improprie in residenze a carattere sanitario.
In quest’ottica, apprendo con soddisfazione l’apertura di una nuova “casa di quartiere” presso il sodalizio di San Martino di Perugia. Questo servizio è un luogo di accoglienza diurna per over 65 autosufficienti con frequenza volontaria e modulabile dove attività socio culturali organizzate permettono di riempire il tempo della giornata. Un ulteriore servizio di prossimità si aggiunge quindi alle 18 case di quartiere già autorizzate dalla Regione Umbria nelle varie zone sociali per un totale di 862 posti (dati 2024)”.
“La sfida della permanenza degli over 65 in longevità attiva con un welfare che supporta l’autonomia prevede, da regolamento regionale, oltre alle case di quartiere, gruppi appartamento, residenze servite, residenze senior, appartamenti autogestiti strutture nelle quali interviene uno o più operatori sociali che fungono da facilitatori e supportano l’autonomia. Il modello umbro quindi si attesta come un sistema dinamico ed attuale ma ha ancora troppe disomogeneità territoriali che non offrono uguali opportunità agli over 65 della nostra regione. La sostenibilità del sistema che guarda alla longevità attiva e alla dignità dell’anziano, piuttosto che un sistema spostato, spesso in modo improprio, alla sola assistenza sanitaria, dipenderà dalla lungimiranza dellr amministrazioni comunali e dal lavoro di squadra delle zone sociali”.
Così in una nota la Garante regionale per le persone anziane dell’Umbria, Carla Casciari

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