Tra rocce e imbuti di seta: Rofelle e Montebotolino ritrovano la loro storia

"Il successo dell'iniziativa conferma un investimento culturale per il futuro"
Una giornata intensa, ricca di contenuti e caratterizzata da un'ampia partecipazione di pubblico ha segnato il successo del convegno “Tra rocce e imbuti di seta. “Rofelle e Montebotolino ritrovati”, svoltosi sabato 10 ottobre 2026 presso la Chiesa di Rofelle, nel Comune di Badia Tedalda.
L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di approfondimento e valorizzazione del patrimonio storico e culturale locale, grazie al coinvolgimento della Società di studi del Montefeltro che ha proposto un programma capace di mettere in dialogo discipline e prospettive diverse: archeologia, storia medievale, antropologia e nuove applicazioni dell'intelligenza artificiale alla ricerca archeologica. Storici di chiara fama, ricercatori, antropologi che si sono susseguiti con relazioni importanti sul patrimonio storico e artistico
Il confronto tra studiosi e relatori ha restituito un quadro articolato e stimolante del passato di Rofelle, Montebotolino e Badia Tedalda, portando all'attenzione del pubblico informazioni, testimonianze e interpretazioni inedite o finora poco note. Contributi che aprono nuove prospettive di ricerca e contribuiscono a ricostruire vicende fondamentali per comprendere l'identità storica del territorio.
Il valore della giornata è stato proprio nella pluralità degli approcci e nella capacità di coniugare la ricerca scientifica con la divulgazione, dimostrando quanto lo studio delle fonti, dei reperti, della memoria e del paesaggio possa contribuire a restituire significato e visibilità a luoghi di grande interesse storico.
Il convegno è stato promosso dal Comune di Badia Tedalda in particolare dal Sindaco Alberto Santucci, dalla Pro Loco, da Visit Badia Tedalda, rappresentata da Fulvio Piegai e dalla Società di Studi Storici per il Montefeltro con la presenza e la supervisione del Presidente Avv. Lorenzo Valenti, da Caserma Archeologica e da Repubblica delle foreste.
La seconda parte della giornata ha avuto inizio con il corteo storico e un buffet nel Giardino dell’Erbhosteria di Rofelle a cui è seguito un momento particolarmente significativo con l'inaugurazione della creazione artistica di Giorgio Ballestracci. Una produzione d’arte contemporanea formata da istallazioni interattive nel Giardino Parlante che raccontano le storie del “Paese sul Paradiso” Montebotolino.
A seguire visita alla Stanza dei Cippi.
Al centro dell'attenzione, due reperti: il Cippo della Croce e il Cippo dell'Actor quest’ultimo così definito dal Prof Giancarlo Susini Storico e massimo studioso di Epigrafia latina. Un elegante monumento funebre di marmo bianco lunense dedicato a una donna Iuliae Hygiae. Testimonianze archeologiche che assumono un rilievo particolare nel racconto della storia del territorio e che, grazie a questa iniziativa, possono diventare occasione di conoscenza e approfondimento per studiosi, cittadini e visitatori.
L'inaugurazione ha rappresentato il naturale completamento della giornata: dalla ricerca e dal confronto scientifico alla concreta valorizzazione del patrimonio, attraverso uno spazio che contribuisce a mantenere viva la memoria storica di Rofelle e a renderla accessibile a un pubblico più ampio.
Con la visita a Montebotolino, il paese instoriato dal vento e delle case volanti di Tonino Guerra è terminata questa giornata così ricca di storia.
Il successo dell'iniziativa conferma l'importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni, studiosi e operatori culturali. La riscoperta della storia locale non è soltanto un recupero del passato, ma un investimento culturale per il futuro, capace di rafforzare il senso di appartenenza della comunità e di offrire nuove opportunità di conoscenza e valorizzazione del territorio di Badia Tedalda.
Il convegno “Tra rocce e imbuti di seta” lascia così un patrimonio di contenuti, domande e prospettive di ricerca, confermando Rofelle come un luogo nel quale la storia continua a offrire importanti elementi per comprendere il passato e costruire nuove occasioni di valorizzazione culturale.

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