Orizzonti Francescani, ampia partecipazione a Villa Graziani

San Giustino valorizza il patrimonio della vallata
Un pubblico numeroso e interventi di alto livello hanno caratterizzato “Orizzonti Francescani – Itinerari di Storie, Culture, Arte e Paesaggi a San Giustino”, ospitato sabato 10 ottobre a Villa Graziani. L’iniziativa, promossa dal Comune con il contributo della Regione Umbria e la partecipazione della Famiglia francescana, ha approfondito il legame tra Francesco d’Assisi e l’Alta Valle del Tevere, offrendo occasioni di conoscenza del patrimonio locale e di confronto sul suo futuro.
«San Giustino è l’anello di congiunzione tra la Valtiberina umbra e toscana», ha dichiarato il sindaco Stefano Veschi, sottolineando l’impegno dell’Amministrazione per costruire un circuito turistico che colleghi le due parti della vallata.
L’assessora alla Cultura Loretta Zazzi ha ricordato le finalità dell’iniziativa: «L’obiettivo è creare collegamenti tra i nostri siti storici e culturali e riscoprire le bellezze paesaggistiche dell’Alta Valle del Tevere». Un lavoro che riguarda Villa Graziani, gli scavi di Colle Plinio e gli altri luoghi del territorio, anche in vista della futura riapertura di Castello Bufalini.
Per l’occasione è stato riaperto al pubblico l’Eremo di San Francesco nel parco di Villa Graziani, legato dalla tradizione a una sosta del santo durante i viaggi tra Assisi e La Verna. Nadia Burzigotti, che ha illustrato le testimonianze francescane del territorio comunale, ha spiegato: «Secondo la tradizione, Francesco si fermò in questo luogo. Carlo Graziani, quando edificò la villa, si prese a cuore questo spazio, concependolo come luogo di contemplazione e riposo».
Il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, ha approfondito il rapporto tra Francesco, arte e bellezza, soffermandosi anche sul cibo come occasione di incontro: «La povertà francescana è il desiderio di non possedere. Questo si lega profondamente al valore dell’arte».
Il tema del dialogo tra religioni e culture è stato affrontato da frate Rafael Normando, del Sacro Convento di Assisi: «Il grande segno di Francesco oggi è la fraternità: saper convivere con la diversità e condividere, pur mantenendo idee differenti».
Lo storico don Andrea Czortek ha esaminato le fonti sulla presenza di Francesco nella vallata, distinguendole dalle tradizioni popolari: «Questi luoghi hanno trasmesso la sua memoria di generazione in generazione e hanno fatto sì che Francesco diventasse uno di famiglia, uno di noi».
L’ingegnere Alessandro Petrani ha proposto una lettura dell’architettura dei luoghi francescani e delle esigenze della loro conservazione: «L’architettura francescana ci racconta ancora oggi il messaggio delle origini, attraverso la semplicità delle linee e dei materiali». Il programma ha compreso anche il contributo di Paolo Fratini, amministratore unico di Umbraflor, dedicato al paesaggio arboreo degli itinerari francescani.
La presentazione della guida agli itinerari ciclistici dell’Alta Valle del Tevere ha portato l’attenzione sulla conoscenza del territorio attraverso le escursioni. Moravio Del Gaia ha spiegato: «La scelta dei percorsi è stata fatta tenendo presenti le tracce e le orme di San Francesco. Lungo il cammino abbiamo trovato anche altre testimonianze degne di essere conosciute».
Goliardo Nofri ha ricordato il lavoro dal quale è nato il volume: «Non siamo ciclisti che devono fare il tempo o accumulare chilometri. Vogliamo raggiungere i luoghi e conoscere le cose belle che ci sono».
I momenti musicali, curati da Katarina Polchi ed eseguiti dal Musica Amoris Trio, hanno proposto le “Serafiche Armonie”, composizioni dei frati della Verna tra Ottocento e Novecento. «Questi pezzi nascono per la quotidianità dei frati e per la loro vita in comune – ha spiegato Polchi –. Parlano di contemplazione, serenità e rapporto con la natura».
La consigliera regionale Letizia Michelini ha sottolineato le opportunità del turismo lento e la necessità di una collaborazione più stretta tra Umbria e Toscana: «Serve una sinergia concreta tra i Comuni per chiedere alle due Regioni un’integrazione vera. San Giustino può essere un punto di riferimento importante».
La giornata ha confermato l’interesse del pubblico per il patrimonio francescano e per i luoghi che ne custodiscono la memoria. L’Amministrazione comunale proseguirà il lavoro di valorizzazione e collegamento del patrimonio culturale di San Giustino, nel confronto con gli altri territori della vallata.
Il Comune ringrazia la Regione Umbria, i relatori, i musicisti, tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa e il pubblico intervenuto.

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