La città di Arezzo presenta “I cammini di Francesco”

5 itinerari sulle tracce del santo Patrono d’Italia
In terra d’Arezzo, San Francesco visse alcuni degli episodi più intensi della sua vita. Nell’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia (che cade il 4 ottobre 2026, dichiarata festa nazionale) la città celebra la propria speciale relazione organizzando una serie di iniziative. In collaborazione con Fondazione Guido d’Arezzo e Fondazione Arezzo Intour, è possibile scoprire “I cammini di Francesco”, una serie di itinerari che toccano i luoghi che furono fondamentali nella sua vicenda biografica, offrendo esperienze indimenticabili, sulle tracce del Santo.
Autentici viaggi dell’anima che permettono di rivivere le sensazioni provate da Francesco con gli occhi di oggi e di sostare nei luoghi che ancora conservano la memoria delle sue parole e delle sue azioni. Attraversano le valli aretine, cinque esperienze da vivere muovendosi in autonomia lungo itinerari di diversa lunghezza e difficoltà, dove la natura si intreccia con la spiritualità, l’arte e la cultura. Sono il “Cammino della Casella”, il “Cammino delle Celle”, il “Cammino di Montecasale”, il “Sentiero delle Antiche Ghiacciaie” e “Nella foresta sacra, dal Monastero all’Eremo di Camaldoli”.
Il legame di Francesco con le terre di Arezzo fu profondo e molto significativo: qui visse alcuni degli episodi più intensi e drammatici della sua esistenza. Nella Leggenda maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, Arezzo occupa un posto davvero speciale: "Quando il beato Francesco vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: “Va', e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta”; e come quello obbedendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta”. Anche oltre il drammatico episodio, che Giotto illustrò magistralmente nella Basilica Superiore di Assisi, il legame della città e del territorio col grande santo assisiate fu lungo e intenso. Presso Cortona, dove si fermò nel 1211, Francesco fondò il convento di Celle. Sul monte de La Verna ricevette le stigmate, che avrebbe portato fino alla morte: e sul monte fu fondato uno dei più importanti conventi francescani d’Italia e uno dei più suggestivi luoghi della cristianità.
L’iniziativa rientra nell’ambito della grande mostra “L’immagine di Francesco - Dal Medioevo al Novecento” a carattere iconografico, che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4), confinante con la Basilica di San Francesco, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci, 7), esempio straordinario di barocco aretino. L’esposizione è curata da Cristina Acidini, con il comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, formato da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. L’evento, con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, è un progetto del Comune di Arezzo e di Fondazione CR Firenze con Fondazione Guido D’Arezzo. Vanta il patrocinio e il contributo del Ministero della Cultura, di Regione Toscana e si avvale della collaborazione della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, della Direzione Regionale Musei della Toscana e della Camera di Commercio di Arezzo e Siena. Main Sponsor Estra.
Dichiara Natalie Dentini, assessore alla cultura del Comune di Arezzo e presidente di Fondazione Guido d’Arezzo, da poco nominata: “Ho l'onore di guidare la programmazione culturale della città di Arezzo attraverso la Fondazione Guido d'Arezzo, con l'obiettivo di valorizzare l'immenso patrimonio artistico, storico e culturale della città e di puntare sul turismo culturale. Arezzo è una delle città toscane che stupisce di più, ma che ha ancora bisogno di essere promossa e valorizzata. Abbiamo la fortuna di essere la città natale di grandissimi artisti e pensatori che hanno segnato la storia e sono stati protagonisti del passaggio tra grandi epoche, come Guido d'Arezzo, Vasari, Petrarca, Mecenate. La cultura è oggi uno dei motori trainanti dell'economia italiana, come confermano i dati, e noi vogliamo muoverci proprio in questa direzione: la cultura come bene comune e come leva di sviluppo economico. Le attività legate alla mostra L'Immagine di Francesco ne sono una dimostrazione: la riscoperta del patrimonio paesaggistico, storico e culturale della Verna permette di anticipare, attraverso il contatto con la natura e con i suoni di questo paesaggio mistico, ricco di storia e fortemente legato al patrono d'Italia, le sensazioni che si ritroveranno in questa grande mostra dedicata a San Francesco".
Sulle orme di Francesco e dei suoi confratelli, ciascuno potrà trovare la propria dimensione. Il “Cammino della Casella” unisce il Santuario de La Verna ad Anghiari (il percorso raggiunge il Castello di Montauto, dove Francesco fu spesso ospite dell’antica famiglia dei Galbino, con la piccola cappella detta Maestà di San Francesco e il Cenacolo di Montauto); il “Cammino delle Celle” da Anghiari si muove verso Arezzo (nella Basilica di San Francesco celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca, e che accoglie le reliquie di Benedetto Sinigardi, francescano della prima ora e ministro provinciale dell’Ordine in Terra Santa) in direzione di Cortona, dove si ammirano la Chiesa di San Francesco, il Santuario di Santa Margherita, appartenuto al Terz’Ordine francescano secolare, e l’Eremo delle Celle, legato a Frate Elia, uno dei primi seguaci del Santo e ministro generale dell’Ordine. La pace e la quiete caratterizzano le foreste del “Cammino di Montecasale”, uno degli itinerari più suggestivi e panoramici del territorio, ricco di testimonianze storiche e spirituali. Da La Verna scende tra i boschi dell’Alta Valtiberina, attraversa Pieve Santo Stefano e raggiunge l’Eremo di Cerbaiolo, monastero benedettino dell’VIII secolo, donato a San Francesco nel 1216. Prosegue poi verso l’Eremo di Montecasale, luogo di grande valore spirituale, donato al Santo nel 1212 e tra i suoi ritiri più amati. Il cammino continua fino alla Chiesa di San Francesco di Sansepolcro. E ancora: il “Sentiero delle Antiche Ghiacciaie” detto anche ‘Bosco delle Fate’, uno dei più bei sentieri che si snoda all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, caratterizzato lungo il suo tracciato da grosse spaccature nella roccia utilizzate fin dall’antichità come ghiacciaie dalle quali escono correnti di aria fresca che danno una piacevole sensazione di sollievo dalla calura estiva. “Nella foresta sacra, dal Monastero all’Eremo di Camaldoli” è invece un’escursione che si svolge completamente nella Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli all’ombra della millenaria Foresta Sacra che incanta con i suoi maestosi abeti bianchi che si slanciano verso il cielo, i possenti faggi ed altri alberi centenari tra cui il patriarca del Parco, il famoso “Castagno Miraglia”, vecchio di quasi 500 anni. Il percorso ad anello conduce dal Monastero fino al Sacro Eremo di Camaldoli, un luogo simbolo della spiritualità, avvolto da una corona di imponenti piante secolari che proteggono le antiche celle che da più di mille anni danno rifugio ai monaci eremiti. Per conoscere tutti i dettagli degli itinerari è possibile visitare il portale di destinazione turistica “Discover Arezzo” su www.discoverarezzo.com.
La grande mostra “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” espone capolavori di artisti quali Margarito, Maestro della Crocifisso, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gio Ponti. L'ordinamento seguirà un andamento sostanzialmente cronologico con focus tematici per approfondimenti specifici. Le circa 60 opere d’arte e documenti proverranno per la maggior parte dal territorio, dimostrando la lunga e costante devozione per San Francesco, senza però rinunciare a importanti e prestigiosi prestiti dall’Italia e dall’estero, quali la National Gallery di Londra, l’Art Museum di Worcester, Lindenau-Museum di Altenburg, Pinacoteca Vaticana, Gallerie degli Uffizi, Galleria Borghese di Roma, Chiesa di San Francesco a Locarno, Galleria dell'Accademia di Venezia, Museo Civico d'Arte antica di Pistoia, Convento dei Cappuccini Foggia, Museo Schifanoia di Ferrara.
Dichiara Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei Nazionali Toscana: “L’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi è per noi un’occasione preziosa per rileggere e valorizzare il patrimonio dei musei statali afferenti alla Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana nel territorio di Arezzo e della Valtiberina, dove la lezione, il pensiero e l’iconografia del santo hanno lasciato un'impronta indelebile. Attraverso questo itinerario tematico, intendiamo offrirvi una chiave di lettura diffusa capace di intrecciare la grande storia dell’arte — dalle origini duecentesche della pittura devozionale alla svolta prospettica del Rinascimento, fino al Seicento e al Settecento — con la memoria materiale e immateriale del francescanesimo. Vi auguro un proficuo e appassionante percorso di visita”.
Aggiunge Francesco Macrì, presidente di Estra: “Il legame di San Francesco con le terre aretine ha radici profonde che lo rendono unico. Estra condivide pienamente, quindi, il progetto dell’Amministrazione comunale che sarà in grado di svilupparlo anche a livello internazionale. Estra è un’impresa del territorio che da sempre collabora alla valorizzazione delle eccellenze culturali che esso esprime. E la vicinanza è ancora maggiore se i soggetti promotori sono le istituzioni locali, come nel caso del Comune di Arezzo. Sono convinto che la mostra “San Francesco in terra d’Arezzo” sarà in grado di consolidare l’attenzione su San Francesco, sul patrimonio spirituale e culturale connesso alla sua figura e sulle diverse realtà di questo territorio che rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale e ambientale”.
Conclude Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena: “La cultura rappresenta un elemento fondante della nostra identità e un motore strategico per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese. È con questo spirito che la Camera di Commercio di Arezzo-Siena sostiene con convinzione la mostra “L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento”. In occasione dell’Ottavo Centenario della morte del Santo, l'evento celebra il legame profondo tra Arezzo e il Patrono d'Italia attraverso un affascinante percorso iconografico. Grandi iniziative come questa, unite alla valorizzazione dei “Cammini di Francesco”, sono leve fondamentali per rafforzare l'offerta turistica e l'intera filiera ricettiva. L'augurio è che i visitatori possano così apprezzare la straordinaria ricchezza artistica e la calorosa accoglienza che il nostro territorio sa offrire”.

Commenta per primo.