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Un nuovo “PARCCO” nasce nelle Foreste Casentinesi

Il progetto avrà un respiro internazionale, con la collaborazione di esperti di diversi settori

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Un centro studi per innovare la comunicazione delle aree protette. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha dato vita al progetto PARCCO, acronimo inglese di Protected Areas’ Research Centre for innovative COmmunication, che sarà dedicato alla ricerca e alla sperimentazione di nuovi strumenti e linguaggi per la divulgazione di natura, ecosistemi e biodiversità. La sede fisica del centro sarà a Santa Sofia ma le attività verranno condotte in modo virtuale e digitale per favorire un respiro internazionale e per mettere in rete esperti, ricercatori e professionisti di ogni provenienza capaci di proporre modalità comunicative sperimentali per le aree protette italiane ed estere.

PARCCO sarà strutturato come un vero e proprio laboratorio senza costi fissi, senza amministratori e senza dipendenti che potrà, di volta in volta, aggregare competenze e professionalità diversificate in funzione dei progetti sviluppati. La volontà è, infatti, di prevedere una formula agile e aperta per favorire la crescita di nuove collaborazioni e generare occasioni di confronto tra le aree protette, il mondo della ricerca e le realtà più avanzate della comunicazione. In quest’ottica, PARCCO ha già avviato accordi con esperti universitari di Design per valorizzare questa forma comunicativa da declinare in grafica digitale, abbigliamento del personale, segnaletica sul territorio, arredo urbano e allestimenti di uffici e centri visita, ma anche con esperti di Fotografia Naturalistica Etica, di Marketing e di Neuromarketing applicati alla gestione dei parchi naturali e alla diffusione dei messaggi per la conservazione. Un ulteriore filone riguarda la collaborazione con musicisti di livello anche internazionale che ha già permesso di dare il via al progetto “Armonia della Bellezza” per la comunicazione musicale delle aree protette, mentre un altro fronte riguarda l’Intelligenza Artificiale con l’ambizione di individuare applicazioni specifiche che non sostituiscano la componente umana ma che possano supportare la comunicazione del valore della natura. Parallelamente verrà approfondito il ruolo della comunicazione giornalistica delle attività agricole e zootecniche come parti integranti degli strumenti di conservazione del territorio. «Nelle Foreste Casentinesi - commenta Claudia Mazzoli, presidente facente funzione del Parco Nazionale, - nasce un’altra tipologia di PARCCO dove la doppia “C” non è un errore, ma ribadisce il carattere innovativo di un progetto che è stato strutturato negli ultimi anni dagli uffici dell’Ente Parco in sinergia con professionisti nella comunicazione. Questo centro sarà un riferimento per la produzione di corsi, sperimentazioni, laboratori, formazione nazionale ed internazionale, congressi e ricerca universitaria, con la volontà di porre al servizio dei parchi di terra e di mare le conoscenze più specialistiche, efficaci e innovative del mondo della comunicazione».

Il progetto punterà anche a coinvolgere giovani e università per fornire nuove opportunità e per consolidare le Foreste Casentinesi come uno spazio di confronto con esperti di diversi settori dove imparare, sperimentare e sviluppare nuovi approcci. L’ambizione è di fare di PARCCO un punto di riferimento europeo sul tema della comunicazione delle aree protette attraverso il reperimento di risorse pubbliche, anche nell’ambito della cooperazione internazionale, e private con il coinvolgimento del mondo dell’imprenditoria. «L’obiettivo - ribadisce Andrea Gennai, direttore del Parco Nazionale e responsabile del progetto PARCCO, - è di sperimentare tutte le possibili forme di comunicazione, soprattutto quelle mai immaginate fino a ora, per arrivare al cuore e alla mente di tutti sui sempre più importanti temi della conservazione della natura e della biodiversità. Innovazione, sperimentazione ed efficacia comunicativa saranno i tre valori di questo progetto con cui il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi vuole uscire dai propri confini. Non certamente dai confini geografici, ma dai confini imposti dal pensiero del “si è sempre fatto così”».

Redazione
© Riproduzione riservata
03/09/2026 12:28:54


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