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Santa Chiara a Città di Castello: messa per la festa dell’11 agosto

Una presenza che attraversa i secoli

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Anche Città di Castello celebra la memoria liturgica di santa Chiara d’Assisi, una delle figure più luminose della spiritualità francescana. Martedì 11 agosto, nel monastero di Santa Chiara, detto delle Murate, la Messa sarà celebrata alle ore 8 da don Alberto Gildoni, parroco della Cattedrale tifernate e cancelliere vescovile.
Una ricorrenza che, nel cuore della città, assume un significato particolare. Il monastero custodisce infatti una storia secolare legata alla presenza delle Clarisse e, più in generale, alla spiritualità francescana contemplativa, che ancora oggi continua attraverso la comunità delle Suore Francescane dell’Immacolata.

Una presenza che attraversa i secoli
Lunga e complessa è la storia del movimento di santa Chiara a Città di Castello. Nel corso del Medioevo diversi monasteri femminili, alcuni originariamente benedettini, abbracciarono la Regola della santa di Assisi. Con il passare del tempo queste comunità furono progressivamente riunite nel monastero di Santa Maria in Trastevere, situato fuori dalle mura cittadine, secondo alcuni studiosi nei pressi dell’attuale località di Casalsole.
La posizione esposta rese però il monastero vulnerabile: l’edificio venne incendiato per due volte. Nel 1411 le religiose furono quindi trasferite all’interno delle mura, presso la chiesa di Santa Lucia.
Un nuovo passaggio avvenne nel XVI secolo. Le Clarisse entrarono nell’antico complesso di San Giacomo alla Scatorbia, dove rimasero per quasi cinque secoli, divenendo note in città anche come le Murate o Rimurate di santa Chiara.

Dalle Clarisse alla nuova comunità contemplativa
Il complesso di San Giacomo aveva alle spalle una storia ancora più antica. Nato come insediamento legato all’Ordine benedettino vallombrosano, nel Cinquecento passò alle religiose provenienti dal monastero fuori città. Nel 1535 le Clarisse vi si stabilirono definitivamente.
La loro presenza è proseguita fino al maggio 2005. Dal 15 maggio di quell’anno, solennità di Pentecoste, nel monastero sono presenti le Suore francescane dell’Immacolata di vita contemplativa, che hanno raccolto in forme proprie l’eredità di preghiera custodita per secoli in questo luogo.
La vita della comunità è scandita soprattutto dalla preghiera, dall’adorazione e dalla liturgia, insieme al lavoro quotidiano e allo studio, secondo la tradizione della vita religiosa contemplativa francescana.

Santa Chiara e il richiamo alla vita contemplativa
La festa dell’11 agosto diventa così anche un’occasione per riscoprire una presenza spesso silenziosa ma profondamente radicata nella storia ecclesiale di Città di Castello. Santa Chiara, nata ad Assisi alla fine del XII secolo e legata a san Francesco da una comune scelta evangelica di povertà e fraternità, diede origine a una forma di vita consacrata destinata a diffondersi in tutta Europa.
Anche la città tifernate ne conserva una traccia secolare. Non soltanto negli edifici e nelle vicende del monastero, ma nella continuità di una vita dedicata alla preghiera che ha attraversato generazioni diverse.
La celebrazione dell’11 agosto rinnoverà dunque il legame tra Città di Castello, santa Chiara e la tradizione francescana, in un luogo che da secoli custodisce una vocazione alla contemplazione nel cuore stesso della città.

Redazione
© Riproduzione riservata
08/08/2026 18:54:53


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