Dimissioni Ferrucci Sviluppumbria, sindacati e Rsa: garantire continuità e stabilità

Necessario mantenere gli impegni e introdurre il Contratto integrativo aziendale
“La scelta solleva forti e immediate preoccupazioni nel merito, per questo sottolineiamo con la massima fermezza come in questa delicata fase storica sia assolutamente cruciale e non rinviabile garantire la piena continuità e stabilità operativa di Sviluppumbria”. Così le segreterie regionali dei sindacati e le Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil in Sviluppumbria spa commentano le dimissioni del professor Luca Ferrucci da amministratore unico dell’agenzia regionale.
“Sviluppumbria – proseguono sindacati e Rsa – non può permettersi battute d'arresto o fasi di stallo gestionale. La concomitante fase di definizione per l’adozione del Defr 2027-2029 è un passaggio chiave che richiede la massima certezza di indirizzo e di operatività”. “La continuità e la stabilità della gestione aziendale – proseguono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – risultano indispensabili per dare concreta copertura a tutti gli impegni formali presi nel corso degli ultimi incontri con le rappresentanze sindacali. Il capitale umano dell'agenzia costituisce il vero presidio di continuità e l’asset strategico su cui poggia l’intera architettura delle politiche economiche regionali. In particolare, è prioritario e non più differibile la definizione e l'introduzione del Contratto integrativo aziendale, strumento fondamentale di valorizzazione e rafforzamento del capitale umano finalizzato allo sviluppo dell’agenzia e del territorio, oltre che elemento di equità contrattuale per tutto il personale dipendente. A coronamento di ciò, c’è l’atteso percorso di stabilizzazione del personale precario, un impegno primario verso tutti i lavoratori che assicurano quotidianamente l’operatività dell’azienda”.
“Una eventuale ‘impasse’ gestionale provocata dalle dimissioni – proseguono da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – si innesta su una situazione economica regionale già pesantemente gravata da una criticità strutturale ampiamente discussa, la progressiva contrazione della presenza degli operatori finanziari e bancari sul territorio umbro. Senza una guida solida, Sviluppumbria rischia di non poter svolgere quell’importante ruolo di raccordo e di ‘orientamento’ a supporto delle pmi, accentuando i divari territoriali”.
“Un’eventuale situazione di stallo – concludono da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – rischia di compromettere gli effetti attesi dalle misure di programmazione regionale in corso di definizione e indebolire il proficuo percorso di dialogo intrapreso con la Regione Umbria per la definizione del ‘Protocollo Regione e Sindacati del Credito’, che individua in Sviluppumbria il perno per attrarre investimenti e gestire i fondi di coesione”.

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