Recuperati i pezzi dell'elicottero caduto a Badia Tedalda lo scorso novembre

Operazione portata a termine dai vigili del fuoco di Arezzo nei giorni scorsi
Otto grandi sacchi contenenti i rottami, tra cui il rotore di coda e le turbine: a cinque mesi dall’incidente del 9 novembre, i vigili del fuoco di Arezzo hanno completato il recupero dell’elicottero precipitato sull’Alpe della Luna, dove persero la vita i due piloti, imprenditori e amici Mario Paglicci di Arezzo e Fulvio Casini di Sinalunga.
L’Augusta Westland AW109S, di loro proprietà e acquistato usato pochi mesi prima, si schiantò mentre rientravano verso l’aviosuperficie Serristori di Castiglion Fiorentino, dopo un volo verso Venezia. Per recuperare i resti sono stati necessari diversi interventi dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco, che ha effettuato numerose rotazioni tra il punto dell’impatto, a Poggio dell’Appione, e l’area di carico lungo i tornanti di Bocca Trabaria, con rientri ad Arezzo per il rifornimento.
I vigili del fuoco sono stati verricellati sul posto e, grazie anche alle condizioni meteo favorevoli, hanno recuperato i sacchi, poi trasferiti prima in caserma e successivamente in un hangar dell’aviosuperficie Serristori.
Sul fronte delle indagini, nel gennaio 2026 la procura ha nominato come consulente tecnico il colonnello Fausto Schneider, già dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, incaricato di ricostruire la dinamica dell’incidente analizzando relitto, documenti e dati ANSV. Le famiglie delle vittime, assistite dagli avvocati Nicola Detti e Alessandro Luciani, hanno invece indicato come consulente l’ingegner Giampiero Marafante. Parallelamente procede l’indagine tecnica indipendente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo.
Le difficili condizioni meteo e la complessità dell’inchiesta, coordinata dal pm Julia Maggiore, avevano finora rallentato il recupero dei rottami. Al momento dell’incidente la zona era avvolta dalla nebbia, elemento che potrebbe aver avuto un ruolo, ma restano aperte tutte le ipotesi, dall’avaria tecnica all’errore umano.
Il velivolo era stato individuato solo il giorno successivo. Alcuni resti dei corpi, completamente carbonizzati nell’incendio seguito allo schianto, furono recuperati dopo 48 ore. Per l’identificazione si rese necessario il test del DNA: per Paglicci fu possibile procedere, con funerali celebrati il 5 dicembre nella cattedrale di Arezzo; più complessa invece l’identificazione di Casini, a causa delle altissime temperature che resero estremamente difficile l’estrazione del materiale genetico.

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