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Avis Umbria: “Leggero calo nella raccolta sangue, ma la vera sfida è il plasma”

Le donazioni sono passate da 40mila nel 2024 a 39mila nel 2025

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Situazione in “chiaroscuro” per quanto riguarda la raccolta di sangue e plasma in Umbria, con alcune criticità nel servizio e un lieve calo delle donazioni complessive registrate nell’anno passato, ma dati leggermente confortanti in questi primi mesi del 2026. A definirla così è stato lo stesso presidente dell’Avis Regionale Umbria, Enrico Marconi, in occasione della 58esima assemblea annuale dell’associazione, che si è svolta domenica 19 aprile al Park Hotel di Ponte San Giovanni, a Perugia. Un momento molto partecipato, durante il quale sono stati forniti i dati associativi e delle donazioni del 2025, sottolineato le problematiche riscontrate e avanzato alle istituzioni regionali e sanitarie proposte e richieste in merito. Presenti all’evento, insieme ai vertici di Avis Umbria, ai volontari, ai rappresentanti di tutte le sezioni della regione e delle delegate di Avis nazionale Maria Gianuario e Kelly Belloni, anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’’Umbria Sarah Bistocchi, il consigliere comunale di Perugia Fabrizio Ferranti, i responsabili dei quattro Sit (Servizio immunotrasfusionale) dell’Umbria, Roberto Rettori, delegato dell’Università degli studi di Perugia, Paolo Tamiazzo portavoce del Forum del Terzo settore Umbria, e Franco Chianelli, presidente del Comitato per la vita Daniele Chianelli.

Tornando al quadro della raccolta di sangue e plasma in Umbria, nel 2025 si è registrata una contrazione delle donazioni rispetto all’anno precedente, passando dalle 39.954 del 2024 a 39.051 (-2,26%). “Ciò – ha spiegato Marconi – è dovuto alle impegnative sindromi influenzali; al rinnovo delle cariche delle varie sezioni Avis, che ha richiesto maggiori attenzioni e impegno rispetto all’attività di chiamata; ma soprattutto a numerosi disservizi in alcuni punti di raccolta, dovuti alla carenza di personale medico e infermieristico, soprattutto nella Usl Umbria 2, fattore questo che ha comportato anche alla compressione e soppressione di giornate donazionali”. Proseguendo con i numeri, al 31 dicembre 2025 i donatori di Avis in Umbria erano 29.918 rispetto ai 30.163 del 2024 (-0,81%). “Pur registrandosi una lieve diminuzione – ha però specificato Marconi –, l’Associazione continua a dimostrare una buona capacità di attrarre nuovi donatori, anche in un contesto demografico regionale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione”. Nonostante questo calo, la situazione della raccolta sangue non vede gravi problematiche mentre si evidenzia un’insufficiente raccolta di plasma che pone l’Umbria sotto i livelli necessari all’autosufficienza: nel 2025 è stata di 11.043 chilogrammi (-1,86% rispetto ai 11.252 kg del 2024) laddove sarebbe dovuta arrivare ad almeno 12mila. Ciò comporta alla sanità umbra anche un’ulteriore spesa di 1/2 milioni di euro all’anno per l’acquisto di farmaci plasma derivati non coperti dal plasma raccolto in regione. “La vera sfida per noi – ha affermato il presidente di Avis Regionale – rimane l’incremento delle plasmaferesi, e in tale direzione ci stiamo muovendo con le varie campagne promozionali”. Centrale in questo ambito sarà la definizione del nuovo Piano regionale sangue e plasma, su cui Avis ha chiesto alla Regione “un confronto effettivo serio e approfondito in ordine alla organizzazione del sistema trasfusionale, attualmente basato su di un sistema di rete interaziendale, che dà luogo a disfunzioni, piuttosto che in un’ottica dipartimentale. Chiediamo azioni condivise e coordinate per individuare progetti obiettivo per il raggiungimento dell’autosufficienza di plasma e che vengano finalmente messi in funzione i nuovi separatori per la diffusione della raccolta del plasma, ampliando da subito la raccolta agli ospedali della Media Valle del Tevere e di Castiglione del Lago”.

Se questa è la situazione plasma, da ricordare però che Avis assicura il 96,6% del sangue raccolto in Umbria, attraverso, ha ribadito con forza Marconi, “un sistema trasfusionale fondato sul dono gratuito, anonimo, volontario, periodico, associato e consapevole, e basato sull’opera delle strutture sanitarie pubbliche e delle associazioni di volontariato, consentendo risposte etiche e di qualità, risposte di sicurezza e di tutela del donatore, prima ancora che del ricevente. Parliamo di centinaia di donne e uomini che dedicano quotidianamente una buona parte del loro tempo, in maniera del tutto gratuita per aiutare i malati, assicurando sangue ed emocomponenti, e per ravvivare le nostre comunità. Un modello da preservare – ha concluso il presidente di Avis Umbria – e che non si concilia, a nostro avviso, con l’eventuale ingresso in scena di soggetti commerciali”.

Il presidente di Avis ha poi evidenziato un’altra serie problematica relativa alla nuova piattaforma per le prenotazioni, “realizzata negli anni scorsi, con i fondi e le scadenze del Pnrr, senza alcun preventivo confronto con le associazioni di volontariato”: “C’è il problema – ha detto – della prenotazione diretta che finirebbe con il depotenziare l’efficacia della prenotazione associativa, riducendo il contatto donatore/associazione, con affievolimento della fidelizzazione e dell’azione educativa dell’associazione nei confronti del donatore, incidendo pesantemente sulla donazione programmata. Resta poi l’assurda limitatezza della piattaforma che in caso di prenotazione diretta da parte di un nuovo donatore non gli consentirebbe di indicare l’associazione di donatori di sangue alla quale intende aderire”.

Rassicurazioni per una collaborazione e copianificazione sono state rappresentate dalla Regione. “Oggi – ha dichiarato la presidente Proietti – abbiamo preso alcuni impegni a partire dal fatto che il Centro regionale sangue si riunirà almeno una volta al mese per affrontare le criticità e le possibilità di evoluzione del sistema. D’altronde il sistema non può fare a meno di Avis e delle altre associazioni di volontariato. Ribadiamo la piena collaborazione, fermo restando i punti di programmazione che vedono un dialogo costante e molto franco. La volontà è di implementare le donazioni e i donatori”.

 

Redazione
© Riproduzione riservata
20/04/2026 17:10:24


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