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Arezzo, tre vite salvate in pochi giorni

Decisivi la prontezza di intervento, i DAE e la formazione nelle manovre salvavita

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Tre episodi ravvicinati, tre arresti e tre vite salvate grazie alla tempestività degli interventi, alla prontezza d’intervento dei presenti, alla disponibilità e all’utilizzo dei defibrillatori automatici esterni (DAE) e al coordinamento della Centrale Operativa 118 di Arezzo insieme alle associazioni di volontariato. È quanto accaduto nei giorni scorsi in provincia di Arezzo, dove ancora una volta a fare la differenza è stata l’efficacia della risposta integrata dell’emergenza sanitaria territoriale.

Il primo intervento è avvenuto all’interno dell’ospedale del Valdarno, dove un uomo di circa 70 anni è stato colto da arresto cardio-respiratorio. L’evento è stato immediatamente riconosciuto dal personale presente, che ha attivato le manovre di rianimazione e la rete di emergenza interna, consentendo in pochi minuti la ripresa dello stato di coscienza e la successiva stabilizzazione.

Il secondo episodio si è verificato a Terranuova Bracciolini, dove un uomo di 52 anni è stato colto da arresto cardiocircolatorio sul luogo di lavoro. In attesa dei soccorsi, i presenti hanno avviato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, guidati telefonicamente dalla Centrale 118. All’arrivo dei mezzi di emergenza, le manovre sono proseguite con l’utilizzo del defibrillatore fino alla ripresa del circolo. Il paziente è stato successivamente trasferito in ospedale.

L’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato a Pieve Santo Stefano, dove un uomo di 67 anni ha avuto un arresto cardiocircolatorio in un locale pubblico. Anche in questo caso il rapido intervento dei soccorsi, con il supporto del defibrillatore, ha consentito la ripresa delle funzioni vitali. Il paziente è stato poi trasferito per le cure specialistiche necessarie.

“Questi tre episodi – sottolinea Simone Nocentini, direttore della Centrale Operativa 118 di Arezzo – evidenziano quanto, in caso di emergenza, l’intervento precoce, la diffusione capillare dei defibrillatori e la formazione nelle manovre salvavita siano determinanti. Saper riconoscere un arresto e agire tempestivamente, anche prima dell’arrivo dei soccorsi, può fare la differenza. L’uso del DAE, semplice e guidato, rappresenta uno strumento fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Soprattutto nel caso in cui le manovre siano messe in atto da persone non appositamente formate, è fondamentale il contributo della Centrale 118 che può supportare e guidare le prime fasi dell’emergenza sul territorio, così come quello delle associazioni di volontariato e di tutto il personale sanitario. Una rete integrata e preparata, in cui competenze, tempestività e collaborazione consentono di trasformare eventi critici in esiti positivi”.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/04/2026 11:46:28


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