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Ospedale del Valdarno: un nuovo dermografo per il tatuaggio dell’areola e del capezzolo del seno

E' stato possibile grazie alla donazione effettuata da Andos Valdarno

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Una procedura a cui finora le donne potevano accedere in forma privata rivolgendosi a tatuatori o centri estetici - la dermopigmentazione di areola e capezzolo - diventa da oggi possibile presso l’ospedale del Valdarno grazie alla generosità di Andos Valdarno, l’associazione di volontariato che raccoglie e sostiene le donne operate al seno e che è da sempre molto vicina ai reparti di oncologia e chirurgia dell’ospedale. La donazione di un dermografo consente infatti di inserire la procedura stabilmente tra i servizi ambulatoriali a cui le donne possono accedere come parte del percorso ricostruttivo a seguito di operazione al seno.

La dermopigmentazione di areola e capezzolo consiste nella creazione di un tatuaggio tridimensionale che ricostruisce in modo realistico, con pigmenti naturali, entrambe le componenti della mammella. L’intervento, che fa seguito all’asportazione di areola e capezzolo a seguito di interventi di mastectomia o quadrantectomia per motivi oncologici, viene eseguito come ultimo step della ricostruzione mammaria post oncologica, in genere dopo almeno 6 mesi dall’intervento principale.

“Si tratta un passaggio fondamentale per il recupero psicofisico delle donne con tumore della mammella” Ha sottolineato Diletta Maria Pierazzi, specialista in chirurgia plastica “Per molte di loro è importante avere sia l’areola che il capezzolo ricostruiti dopo un intervento al seno perché questo può contribuire a migliorare il benessere psicofisico e aiutarle ad avere una migliore immagine di sé. È una procedura ambulatoriale di circa 30-40 minuti, che realizzo con il supporto di Annalisa Gorelli, infermiera che ha seguito un corso di formazione ad hoc su questa procedura, e che viene preceduta da anestesia locale. Richiede in genere due sedute, con un ritocco dopo un mese per stabilizzare il colore.”

“La dermopigmentazione dell’areola e del capezzolo è un altro elemento che si aggiunge a completare il percorso che il nostro reparto offre alle pazienti oncologiche.” Aggiunge Simona Scali, responsabile del reparto di Oncologia medica “Grazie a questa donazione, ora anche questo step diventa infatti parte del percorso sanitario ricostruttivo e può essere realizzato in un ambiente sanitario, con personale dedicato e una procedura del tutto gratuita”.

“Come Andos siamo molto contenti – commenta Fernanda Bianchi, presidente Andos Valdarno – di aver dato un contributo ulteriore alla quantità e qualità dell’assistenza che questo ospedale fornisce a tutte le pazienti operate al seno. Da tempo siamo impegnati, come associazione, ad aiutare ad affiancare all’assistenza sanitaria anche l’aspetto estetico, non meno importante per il benessere complessivo della donna. Il dermografo donato, infatti, si affianca agli altri interventi - come il progetto “T’insegno un trucco: vedersi bene per sentirsi meglio”, che offre consulenze di make-up e cura della pelle alle pazienti in terapia - che vanno tutti in una stessa direzione: aiutare le donne a riacquisire un senso di benessere nel proprio corpo, anche durante e dopo l’esperienza oncologica.”

“Mi unisco ai ringraziamenti  - ha concluso Carlo Milandri, direttore del Dipartimento Oncologico - per la grande attenzione sempre posta a questo percorso dal volontariato e da Andos Valdarno che con questa donazione ci aiuta a fare un ulteriore passo in avanti nella qualità dell’assistenza fornita alle donne sottoposte ad intervento per tumore della mammella”.

Alla cerimonia di donazione dello strumento sono inoltre intervenute la direttrice di presidio Patrizia Bobini, la direttrice della chirurgia senologica Ulpjana Gjondedaj, la direttrice infermieristica della Zona Distretto Valdarno Laura Gambassi, la responsabile infermieristica attività ambulatoriale Susanna Renai, la coordinatrice infermieristica di oncologia Michela Nocentini.

Redazione
© Riproduzione riservata
20/03/2026 10:27:53


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