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Altotevere, l’analisi di Monaldi: “Con più coraggio avremmo potuto battere Acqui Terme”

Il vice di Bartolini dà la sua chiave di lettura del periodo in generale
L’analisi di un addetto ai lavori, che studia numeri e dettagli dell’avversaria, della partita e ovviamente della squadra nella quale ricopre le mansioni di secondo allenatore. Non dimenticando la scrupolosità che Mirko Monaldi, da cinque anni vice di coach Marco Bartolini alla ErmGroup Altotevere, mette in ogni allenamento anche dal punto di vista fisico-atletico. E proprio Monaldi stila la lettura del 2-3 esterno contro la Negrini Cte Acqui Terme, che ha visto i biancazzurri sul doppio vantaggio, poi rimontati e superati. “I ragazzi sono stati bravi nell’approccio con la gara – esordisce Monaldi - sapendo oltretutto che avevano di fronte un’avversaria importante e con caratteristiche tecniche e fisiche di categoria. Se guardiamo all’economia della gara, analizzandola set per set, loro erano molto tesi all’inizio perché navigano in una posizione di classifica che non rispecchia il loro valore e inevitabilmente non hanno giocato tranquilli, quindi si sono trovati in una condizione di sofferenza e non riuscivano a salire al loro livello tecnico. Poi però è arrivato il punto limite sul 2-0 per noi: l’Acqui Terme si è trovata con le spalle al muro, in una situazione veramente complicata del match e allora i suoi atleti si sono compattati; sono così venute fuori le loro individualità dai nove metri e non solo, che ha portato questa squadra a far vedere ciò che sa fare. Oltre a un servizio più efficace, sono maturate condizioni interessanti di palla alta e anche a muro e in difesa l’Acqui Terme è cresciuta molto, fermo restando che noi abbiamo rallentato un po’ e quando a pallavolo rallenti e lasci gli altri liberi di giocare, questi ultimi prendono inevitabilmente fiducia e trovano il giusto ritmo. C’è da dire, per giunta, che l’Acqui Terme era di scena in casa, ma credo che con un po’ di coraggio in più la partita sarebbe potuta finire 3-0 per noi”. L’osservazione di fondo mossa alla ErmGroup è stata quella di non di aver saputo gestire i momenti chiave: “Sinceramente – risponde Monaldi - ci abbiamo anche provato, ma in questo momento non abbiamo il 100% di convinzione. Le ultime tre partite lo hanno dimostrato: arriviamo intorno al 70%, poi qualcosa viene a mancare sia fisicamente che tecnicamente e il campionato è sempre più livellato, per cui dobbiamo accettare questo momento; spetta comunque a noi capire cosa dobbiamo fare di qui alla fine per ottimizzare il rendimento della squadra”. Il 30% di convinzione che attualmente manca può essere tuttavia recuperato e su questo fondamentale aspetto la ricetta di Monaldi è presto formulata: “Non avendo adesso un’aggressività totale al servizio in determinati frangenti della partita, finiamo con il diventare un tantino schiavi delle situazioni e allora è richiesta la perfezione. Per meglio dire: se non hai margini in battuta, in contrattacco o quando hai la palla in mano per poter rischiare qualcosa, devi essere impeccabile nel cambio palla e non sbagliare le free ball, quindi dobbiamo crescere nei contrattacchi, capire cosa c’è bisogno di fare e migliorare sia dai nove metri che con la palla in mano. In particolare, dobbiamo lavorare sulle nostre peculiarità di forza e insistere su quanto di positivo sappiamo fare: c’è chi va meglio in attacco, chi a muro e chi è più abile in determinate situazioni, ragion per cui ora occorre renderle più solide e allo stesso tempo bisogna andare a limare quegli aspetti nei quali non siamo perfetti per limitare i danni”.

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