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I ragazzi italiani vogliono studiare l’IA a scuola. Perché hanno ragione e andrebbero ascoltati

Senza un'adeguata formazione, si rischia di non essere pronti per il mondo del lavoro
L’intelligenza artificiale come materia scolastica. Lo chiedono gli studenti italiani. Secondo una ricerca di Skuola.net l'80% dei 2.500 alunni delle scuole superiori italiane intervistati vorrebbe studiare l'IA in classe. Il motivo è che senza un'adeguata formazione, si rischia di non essere pronti per il mondo del lavoro di domani. Non a caso, 6 studenti su 10 (60%) temono per le proprie prospettive future.
Cresce l'uso dell'AI tra i giovani
Nel frattempo, l'uso di app generative come ChatGpt è in costante aumento, con il 51% dei ragazzi che dichiara di farne uso "molto spesso" o "spesso", un dato quasi raddoppiato rispetto al 2024. I giovani non utilizzano l'IA solo per copiare: la maggior parte la vede come un assistente per la ricerca (50%) o un compagno di studi (33%).
Quale deve essere l'obiettivo della scuola?
A questo punto è lecito attendersi una discussione tra chi ha visioni profondamente diverse sulla scuola, perché non esiste un consenso unanime sugli obiettivi che dovrebbe perseguire la formazione scolastica. Per alcuni la scuola non dovrebbe limitarsi a trasmettere informazioni ma dovrebbe stimolare il pensiero creativo e quello critico. Per altri la scuola deve essere il luogo in cui i giovani imparano a prendere decisioni responsabili e dunque a vivere. C’è, invece, chi sottolinea l’importanza dell’educazione per la democrazia, perché la scuola insegna a vivere insieme e a risolvere i conflitti. Non mancano anche coloro che enfatizzano il ruolo pratico dell'educazione, che dovrebbe trasmettere le competenze necessarie per affrontare le sfide della vita adulta, compreso il lavoro.
Scuola fondamentale per aiutare a capire il mondo
Pur nella diversità di vedute su un punto potrebbe esserci una convergenza: la scuola è fondamentale per aiutare i ragazzi a capire il mondo in cui vivono. Mondo che cambia costantemente e questo spiega perché anche i programmi scolastici cambiano nel tempo. L’educazione nelle metodologie e nei contenuti non solo non è uguale a quella di 500 anni fa ma nemmeno a quella di 50 anni fa.
Senza la tecnologia non è possibile capire il mondo contemporaneo
E’ possibile capire il mondo contemporaneo senza tener conto della dimensione tecnologica? La risposta è scontata: non è possibile. E le ragioni sono innumerevoli. La tecnologia incide ormai pesantemente su tutte le dimensioni dell’esistenza. Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno un ruolo sempre più rilevante nella comunicazione e dunque nella vita politica di una nazione, nel mondo del lavoro, nella sanità e così via.
La via di mezzo tra le posizioni estreme
Non si tratta di avvallare posizioni radicali come quella dell’imprenditore Alberto Forchielli che invoca l’abolizione dei licei classici in quanto ostacolo all'innovazione e allo sviluppo economico dell’Italia. E’ evidente che ridurre la scuola a una fucina di competenze utili nel mondo del lavoro significa non comprendere il significato di educazione e di cittadinanza. Si tratta semplicemente di riconoscere che un cittadino che non sa cosa sia un algoritmo di intelligenza artificiale oggi non è più in grado di capire il mondo in cui vive e i pericoli a cui è costantemente sottoposto.
Anche gli adulti dovrebbero capire l'importanza dell'IA
I giovani hanno capito perfettamente che nel loro interesse l’intelligenza artificiale deve diventare al più presto una materiale scolastica. Ora lo dovrebbero capire anche gli adulti, soprattutto quelli che hanno responsabilità politiche e possono incidere sui programmi di studio.
Immagine creata con l'intelligenza artificiale
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