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Contro la crisi dell’alveare, consumiamo prodotto locale

Dindalini: Dopo un 2023 critico, speriamo in un 2024 più clemente

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Consumiamo miele dei produttori locali. L’appello viene da Cia Arezzo che, in occasione della giornata mondiale delle api voluta dall’Onu, ricorda l’importanza di salvaguardare e sostenere gli apicoltori, che eroicamente portano avanti un’attività complessa e minacciata da tanti nemici esterni.
“Leggere bene le etichette, scegliere aziende del territorio, arginare l’invasione del mercato di prodotti di dubbia provenienza può contribuire a garantire un futuro ad arnie ed alveari presenti nella nostra provincia”, spiega Massimiliano Dindalini, Direttore di Cia Arezzo, illustrando le difficoltà quotidiane con cui il settore si deve confrontare. 
Prima di tutto le condizioni meteo. “Il mese di aprile con ritorni di freddo e precipitazioni, nonostante le temperature medie superiori al periodo di un grado, ha creato non pochi problemi, riducendo la produzione di miele di acacia. Problemi proseguiti a maggio, quando il termometro ha toccato punte massime di 26-29 gradi. Un meteo più clemente potrebbe ancora favorire i prossimi raccolti”, continua.
Se si guarda con speranza alla primavera/estate 2024, il bilancio 2023 resta triste: siccità, gelate improvvise e forte umidità hanno generato conseguenze pesanti alle produzioni di miele e derivati e di conseguenza al reddito delle imprese.
“La crisi delle api, influenzata dai cambiamenti climatici, dalla variazione degli habitat e dall’inquinamento ambientale, rischia di avere risvolti più ampi. L’attività di impollinazione infatti è preziosa per favorire la produzione agricola e quindi del cibo che arriva sulla nostra tavola”, dice Dindalini e aggiunge: “Il nostro impegno è quello di diffondere l’utilizzo di buone pratiche e misure per contrastare i predatori, come la vespa velutina, che minacciano la sopravvivenza delle api. Per tutelare gli impollinatori, insieme alla riduzione dei prodotti chimici, può essere utile ricorrere a pratiche agronomiche come  l’introduzione di filari, siepi e prati ai margini dei campi coltivati aumentano la presenza degli insetti, come pure la rotazione delle colture con trifoglio o altre erbacee mellifere può incrementare l'abbondanza e la biodiversità, un ciclo virtuoso che migliora la resa delle colture e la redditività dell'azienda”. 
Anche negli ambienti urbani, qualcosa si può fare, con il supporto di comuni e cittadini: “Ridurre l’uso di concimi e fungicidi, lasciar fiorire siepi ed arbusti nei parchi, piantare specie mellifere può offrire “accoglienza” agli impollinatori, che svolgono comunque un lavoro prezioso. Ma non dimentichiamo soprattutto  di consumare miele italiano, meglio se del nostro territorio. Molte sono le aziende che lo offrono in vendita diretta nei mercati e nei punti vendita aziendali: l’acquisto può essere   l’occasione per trascorrere una giornata in campagna e scoprire tanti altri prodotti dell’alveare: propoli, polline, pappa reale, creme di bellezza, candele, piccoli oggetti in cera che possono diventare anche simpatiche e originali bomboniere” conclude il Direttore Cia Arezzo. 
In questo periodo di cerimonie è l’idea in più per valorizzare le aziende apistiche della provincia. 
Ma le iniziative salva alveare sono tante.  Cia Arezzo punta sugli agriturismi, con  la proposta di menù degustazione che, attraverso ricette e assaggi, insegnano a consumare il miele e ad apprezzarlo nei suoi diversi sapori attraverso particolari abbinamenti. 
 

Redazione
© Riproduzione riservata
19/05/2024 11:44:10


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