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Milano, il manager russo in fuga dai domiciliari: i giudici avevano detto sì all’estradizione

Artem Uss è evaso: 24 ore fa il via libera agli Stati Uniti

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Artem Uss è evaso dagli arresti domiciliari ventiquattro ore dopo il via libera della Corte di appello milanese a estradarlo negli Stati Uniti. Nel pomeriggio del 22 marzo il manager russo ha rotto il braccialetto elettronico e ha lasciato l’appartamento a Basiglio, comune dell’hinterland Sud del capoluogo lombardo. Quando i carabinieri della compagnia di Corsico sono arrivati il quarantenne aveva già fatto perdere le sue tracce. Uss, figlio quarantenne del magnate e governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk, era stato arrestato il 17 ottobre 2022 su mandato d’arresto internazionale spiccato dalla Procura federale del distretto orientale di New York. Uss - secondo le accuse - avrebbe acquistato, tramite una società tedesca, di cui è co-proprietario, da produttori americani tecnologia militare sensibile utilizzata in aerei militari, sistemi missilistici, armi intelligenti, radar e satelliti. Materiali che sarebbero finiti a compagnie del settore della difesa russa sanzionate da Washington. Inoltre l’inchiesta degli inquirenti americani avrebbe accertato che alcuni componenti elettrici, come semiconduttori di ultima generazione e microprocessori, che sono stati esportati illegalmente sarebbero stati ritrovati in armamenti russi sequestrati sul fronte di guerra ucraino. Stando sempre alle accuse mosse a Uss e il suo socio Yuri Orekhov, arrestato anche lui lunedì scorso in Germania, entrambi avrebbero utilizzato la loro società, la Nda GmbH con sede ad Amburgo, come copertura per contrabbandare centinaia di milioni di barili di petrolio venezuelano a compratori finali in Cina e Russia, tra cui una compagnia metallurgica controllata da un oligarca sanzionato. Era stato bloccato all’aeroporto Malpensa prima di imbarcarsi su un volo per Istanbul e portato in carcere a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Dopo una settimana i giudici lo avevano messo agli arresti domiciliari in attesa delle udienze di merito sull’estradizione.

Con la sentenza del 21 marzo la quinta penale (giudici Nova-Barbara-Arnaldi) ha dichiarato che «sussistono le condizioni per l'estradizione di Uss» verso gli Stati Uniti «limitatamente al secondo e al terzo capo d'accusa», ossia la «violazione dell'embargo» nei confronti del Venezuela in una vicenda di contrabbando di petrolio verso Cina e Russia e una presunta «frode bancaria». E hanno stabilito, in oltre 30 pagine di motivazioni, anche che «le condizioni per l'estradizione non sussistono con riferimento agli altri due capi d'accusa per mancanza di prova del contributo causale», sul fronte delle tecnologie militari, e per «difetto di doppia incriminabilità» su un presunto riciclaggio per milioni di dollari.

L'uomo d'affari si è sempre dichiarato innocente e aveva chiesto in aula di essere consegnato alla Russia. Su di lui, infatti, pendeva pure una richiesta di estradizione di Mosca, arrivata in Italia a novembre, per una non meglio precisata ipotesi di riciclaggio. Contro la decisione la difesa di Uss ha quindici giorni per ricorrere in Cassazione. Le ricerche dell’imprenditore sono condotte dai Carabinieri di Corsico e dagli specialisti della sezione ‘Catturandi’ del nucleo investigativo dell’Arma di Milano.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
23/03/2023 20:10:50


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