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La Via Crucis dei Cammini di Francesco: da Sansepolcro all’Eremo di Montecasale

L’omaggio a Sansepolcro da parte de “le citte e i citti del ‘61”

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Un progetto molto ambizioso e soprattutto un qualcosa di permanente da lasciare ai posteri, che peraltro si inserisce nel contesto di un’operazione destinata a rilanciare in prospettiva l’intera Valtiberina. Gli artefici sono le donne e gli uomini dell’Alta Valle del Tevere che hanno compiuto e festeggiato il traguardo dei 60 anni di età nel corso del 2021 e che hanno costituito il gruppo “Le Citte e i Citti del ‘61”; il riferimento preso è costituito dai Cammini di Francesco e il progetto concerne la realizzazione di una speciale “Via Crucis” da allestire nel territorio di Sansepolcro, lungo il tratto che va dal bivio della frazione Basilica all’eremo di Montecasale.

“Le Citte e i Citti del ‘61”, adoperando un termine del lessico di Sansepolcro che indica ragazze e ragazzi, si è formato già prima del 2021, ma la spinta decisiva - quindi l’ispirazione iniziale – rimane quella de “I Ragazzi del 59”, che hanno inaugurato l’eccezionale consuetudine con il restauro della fontana della conchiglia di Porta Fiorentina a Sansepolcro, ai quali si sono accodati i nati nel 1960 con le panchine rosse e ora il testimone è passato nelle mani dei 1961. Il gruppo di lavoro, composto da 5 persone che nella vita si sono sempre distinte per il loro amore alla terra in cui sono nati e vissuti, hanno analizzato diversi progetti, tutti di forte impatto, ma alla fine è stato scelto di realizzazione la Via Crucis delle Vie di Francesco. Lo scorso 30 settembre, i nati nel 1961 si sono ritrovati al Borgo Palace Hotel per il più classico degli appuntamenti: la serata conviviale. Vecchi amici, conoscenti e compagni di scuola o di infanzia si sono potuti rivedere a distanza in alcuni casi anche di 50 anni; qualche ruga scavata, i capelli spolverati di bianco (chi ancora li ha) e un sovrappeso sostanzialmente fisiologico, ma pur sempre un’ottima cera generale e soprattutto uno spirito giovanile mai sopito. Gente variegata a livello di percorsi professionali, che oggi ha una famiglia e che il destino ha allontanato in qualche caso dal luogo di origine, ma stavolta le tante strade intraprese si sono riunite in un solo grande incrocio. Durante la cena, è stato proiettato un video illustrativo del progetto al quale abbiamo fatto riferimento: la realizzazione di una “Via Crucis” con le stazioni posizionate in un tratto di quasi cinque chilometri, quelli della strada che conduce da Sansepolcro all’Eremo di Montecasale. Con una novità: alle 14 stazioni tradizionali è stata aggiunta una 15esima, riproducente la Resurrezione di Piero della Francesca (peraltro simbolo di Sansepolcro), che avrà la sua collocazione al termine del percorso, quindi a Montecasale, alla quale è stato attribuito un significato particolare, perché l’auspicio è quello che possa definitivamente scacciare la pandemia. La riproduzione delle stazioni della “Via Crucis” non sarà in legno né in ceramica, ma in acciaio corten e i pannelli avranno le dimensioni di un metro e mezzo di altezza e un metro di larghezza; in ciascuna stazione sarà descritto il progetto ideato da “Le Citte e i Citti del ‘61”, oltre ovviamente alle dolorose tappe del percorso di Gesù Cristo verso la Croce. Sarà una “Via Crucis” particolare, piuttosto lunga e quasi costantemente in salita: già in partenza, al bivio della frazione Basilica (dove da una parte si prosegue per la Montagna e dall’altra si devia verso l’eremo) vi è subito una piccola ma ripida salita. La visibilità del progetto sarà garantita anche dal punto di vista turistico, perché si inserisce nella tappa definita più dura ma anche più bella dei Cammini di Francesco e quindi il tratto è quello percorso dai pellegrini, non dimenticando i tanti biturgensi che amano recarsi a piedi o in mountain bike fino a Montecasale.

Il progetto, quasi unico nel contesto italiano, è stato presentato ai frati dell’eremo, i quali fin da subito si sono dichiarati entusiasti di ciò che verrà realizzato, cosi come il sindaco biturgense Fabrizio Innocenti e l’assessore Riccardo Marzi. Un omaggio ai Cammini di Francesco, sperando che con il tempo possano prendere campo e svilupparsi come meritano, sia per la valenza che rivestono, sia per la valorizzazione dei territori che attraversano e dei singoli luoghi. Mesi addietro la cerchia di amici si era ritrovata per programmare la cena dei 60 anni, ma avevano in mente di fare qualcosa da lasciare alla città di Sansepolcro. Un modo efficace per farsi ricordare in futuro, trattandosi di un qualcosa di tangibile; la “Via Crucis” in onore dei pellegrini che percorrono i Cammini di Francesco e di tutti coloro che passeggiano verso Montecasale si è avvalsa di un professionista molto stimato, l’architetto Matteo Castigliego, con i suoi consigli e il suo lavoro.  Fondamentale il ruolo degli sponsor che hanno sostenuto economicamente un progetto molto oneroso: la TM Benne di Trestina, la Bianchini Barriere Stradali di Città di Castello, l'Agenzia Saturno Comunicazione e la S- Eriprint, entrambe di Sansepolcro.

La maggior parte degli studiosi fa risalire l’inizio di questa devozione della “Via Crucis” (che letteralmente significa “Via della Croce”, altrimenti detta “Via Dolorosa”) a San Francesco di Assisi e, più in generale, alla tradizione francescana. Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, parla nel suo racconto del 1294 di una salita al Santo Sepolcro attraverso una serie di tappe chiamate stazioni: il luogo della condanna di Gesù, l’incontro con le donne pie, la consegna della croce a Simone di Cirene e tutti gli altri episodi che caratterizzano il percorso della Passione di Cristo fino alla sua morte in croce. In origine, la “Via Crucis” comportava un trasferimento fisico nei luoghi dove Gesù aveva realmente camminato e sofferto fino alla morte. Considerando però il fatto che un simile pellegrinaggio era e tutt’oggi è molto difficile per tante persone, nelle chiese cominciarono a rappresentarsi le stazioni. Si trattava di un modo di partecipare in maniera ideale, per chiunque lo volesse, al cammino che a Gerusalemme ciascun credente può fare. Le stazioni, quindi, altro non sono che la rappresentazione degli episodi dolorosi accaduti a Gesù nel corso del cammino, messi apposta per creare nello spettatore una carica emotiva. Oggi, tutte le chiese cattoliche hanno al proprio interno una sequenza murale della “Via Crucis”, come chiunque può notare, ma vi sono anche sentieri o strade particolari nelle quali viene ricostruita. Numero e nomi delle stazioni sono poi cambiati, anche in maniera sensibile, in più di una occasione nella storia devozionale che accompagna il rito del Venerdì Santo, anche se ora l’elenco delle 14 stazioni è quasi universalmente accettato. Non esiste una regola generale sulla loro disposizione lungo le pareti: può rispettare la direzione antioraria – che a detta della diocesi di Nanterre sarebbe quella più diffusa – come anche quella oraria.

La Via Crucis dei Cammini di Francesco sarà inaugurata il giorno venerdì 15 aprile, dove tutta la popolazione sarà invitata a percorrere il doloroso cammino compiuto da Cristo mentre si dirigeva verso la crocifissione sul Golgota. L’augurio degli organizzatori è che questa Via Crucis diventi negli anni a venire un appuntamento classico delle festività pasquali.

 

Il gruppo delle Citte e Citti del’61:

Alessandra Goretti

Domenico Gambacci

Ida Butteri

Marco Frullani

Massimo Cesari

Pierluigi Faraglia

Redazione
© Riproduzione riservata
09/01/2022 09:53:43


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