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Presentato il calendario "Laus Deo" delle sorelle capuccine di Città di Castello

Dodici scatti all'interno del Monastero di Santa Veronica Giuliani

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Clausura e “covid” a confronto: dodici scatti e didascalie uniche che raccontano le storie di vita quotidiana tramandate da oltre cinque secoli ed oggi più che mai attuali e vere. Un anno di cambiamenti profondi e tribolati sta finendo e a breve si affaccerà il nuovo 2021. Anche quest’anno le sorelle del Monastero Santa Veronica Giuliani di Città di Castello (fondato nel 1623 da Monsignor Giovanni Antonio Fuccioli) hanno deciso di aprire le porte della loro casa, ma in maniera diversa rispetto all’anno scorso: hanno scelto di lanciare un messaggio attraverso le testimonianze scritte ai tempi della Santa con l’ausilio delle foto scattate durante il lockdown. Nel calendario “Laus Deo” (realizzato da Petruzzi editore e Cartoedit), i fotografi amatoriali Silvio Ficarra e Giuseppe Marsoner hanno saputo cogliere in dodici scatti l’essenza del quotidiano, il ripetersi delle “piccole cose” nei gesti di carità, di ringraziamento e di gioia di vivere. Immagini inedite, storiche, mai immortalate da dentro dall’obiettivo di un macchina fotografica  che ci propongono ci riportano al tempo di Santa Veronica quando portava le brocche d’acqua, lavava i panni e cucinava, allora come anche oggi fanno le sorelle cappuccine. Vite silenziose ma presenti per i tanti che chiedono loro una parola, un consiglio o una preghiera, semplici ma forti nella fede e nella vita operosa di ogni giorno. “Un’iniziativa – spiega Angelica Lombardo, presidente dell’ associazione Le Rose di Gerico che ha coordinato il progetto,  che per la seconda volta è stata fortemente voluta dalla comunità delle sorelle del Monastero per entrare in punta di piedi nelle case di tutti e condividere con noi i prossimi mesi la speranza di tornare a vivere la vita di sempre nella preghiera e fratellanza”. Questa volta la badessa madre Giovanna e le altre sette “sorelle” del monastero di clausura c’hanno voluto mettere la faccia e non solo, per dare un segnale inedito, attraverso anche le nuove tecnologie e strumenti editoriali, e manifestare così vicinanza e sostegno a tutti immortalando i piccoli-grandi gesti quotidiani che affondano le radici nella storia secolare dell’ordine monastico e del monastero. Loro dal “seicento” ad oggi sono passate attraverso i secoli, le guerre, distruzioni, pandemie varie e sono giunte oggi a vivere come tutto il mondo un anno di paure, insicurezza, tragedie che hanno voluto condividere lanciando però un messaggio di speranza. “Durante i mesi di lockdown quando anche il nostro monastero come tutte le altre strutture religiose ha dovuto osservare le normative legate al diffondersi della pandemia, abbiamo deciso di realizzare questo calendario 2021 che racchiude l’essenza e la storia di chi c’ha preceduto avendo sempre al centro il messaggio della santa che ci guiderà sempre anche in questi momenti difficili”, ha precisato la badessa madre Giovanna con il calendario stretto fra le braccia nel chiostro del monastero, proprio sotto la finestra della “cella” di Santa Veronica nel corso di una breve ed unica presentazione ufficiale del calendario affiancata dalla presidente dell’ associazione Le Rose di Gerico, Angelica Lombardo, dal parroco della Cattedrale, Don Alberto Gildoni e dall’assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini che ha ringraziato le sorelle Cappuccine per il prezioso lavoro editoriale “di grande significato storico, culturale e sociale”. Il calendario potrà essere richiesto scrivendo a questa email: calendario.svg@gmail.com. Altre informazioni direttamente sul profilo Facebook del monastero o al sito www.santaveronicagiuliani.it, info@santaveronicagiuliani@gmail.com. Le offerte ricevute saranno destinate alla manutenzione del Monastero e al riscaldamento per questo inverno.

LA SCHEDA. Il monastero delle Cappuccine di Città di Castello si trova nel rione San Giacomo, che è il quartiere settentrionale del centro storico. Ancora oggi questa parte della città si caratterizza per un’altissima densità di presenze religiose, alcune delle quali affondano le proprie radici in un passato molto lontano. A poche decine di metri dal seicentesco monastero di Santa Veronica Giuliani, infatti, si trova quello cinquecentesco di Santa Chiara, a sua volta edificato ampliando un precedente monastero di benedettini vallombrosani risalente al XI secolo. Nel ‘500 vi venne trasferito il monastero di Santa Chiara che si trovava in Via Trastevere e nel 2005 le Clarisse sono state sostituite da una comunità di suore Francescane dell’Immacolata, che prosegue la storia di clausura, preghiera e vita comunitaria. All’interno del reticolato dei vicoli si trova il terzo monastero, quello di Santa Cecilia, dove una comunità di Clarisse Urbaniste segue la regola che papa Urbano IV diede nel 1263 all’ordine fondato da santa Chiara d’Assisi. Oggi le monache esercitano anche l’ospitalità per i pellegrini che annualmente compiono il pellegrinaggio francescano tra La  Verna e Assisi. A San Giacomo, inoltre, ha sede la casa madre delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, congregazione fondata nel 1915 dal beato Carlo Liviero, vescovo di Città di Castello, oggi presente in vari Paesi di Europa, Africa e America, dove le suore, nelle forme proprie del nostro tempo, proseguono il carisma di evangelizzazione, educazione e servizio alla persona lasciato loro dal fondatore. Queste comunità sono formate da una sessantina circa di donne, di varia età e provenienza geografica, la cui presenza costituisce una delle caratteristiche più peculiari di questa parte di Città di Castello. Parlando del quartiere, infine, non si possono dimenticare il Santuario della Madonna delle Grazie, patrona della città e della diocesi, e il Seminario Vescovile che, cessata l’attività educativa nel 1976, ospita oggi l’Archivio Storico Diocesano (con documenti a partire dall’anno 1048, che occupano 500 metri di scaffalature), la Biblioteca Diocesana “Storti-Guerri” (ricca di 50.000 volumi dei secoli XV-XXI) e il  Centro Studi “Santa Veronica Giuliani”. Luoghi religiosi che, in vario modo, contribuiscono a definire l'identità locale e a vivacizzare la vita culturale e sociale

Redazione
© Riproduzione riservata
24/11/2020 11:27:57


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